Vita da pensionati in Ucraina

Tutti i problemi nascosti o seminascosti, tutto quello che è fuori dalla sfera della vacanza e del viaggio di piacere.

Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi peterthegreat il martedì 4 giugno 2019, 12:45

Gianmarco58 ha scritto:Beh, potresti farti le ossa e crearti gli anticorpi mentali per poi venire in Ucraina, saresti cosi già abituato a tante cose... e gli aeroprti non mancano! :lol:


Sicuramente in Ucraina, se ho un problema di salute di medie proporzioni, in un giorno ho fatto visita, analisi, strumentali e non ed ho la cura.
Ieri in un articolo de "Il Fatto Quotidiano", nei commenti, un lettore marchigiano aveva presi appuntamento per una tac a marzo 2021.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi vittorio_guido il martedì 4 giugno 2019, 12:51

Ma anche a San Pietroburgo
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi peterthegreat il martedì 4 giugno 2019, 12:57

Sicuro.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi gioviale1956 il mercoledì 5 giugno 2019, 12:28

Forrest Gump ha scritto:Tra le varie ed eventuali di questo argomento chiamato "vita da pensionati in Ucraina", a giovamento di chi avesse eventualmente cambiato idea, aggiungo che pare che nella manovra 2019, sia prevista una flat tax ad esclusivo giovamento dei..... :leggere: ecco i requisiti cumulativi ed obbligatori:
- pensionati italiani;
- residenti all'estero da almeno 5 anni;
- che abbiano voglia di tornare in Italia;
- che vadano a vivere in un paese del mezzogiorno con meno di 20.000 abitanti.

Per loro, è riservata una speciale aliquota "piatta" (da qui il nome flat tax) sui redditi del 7%, per la durata di 5 anni ed a condizione di vivere in uno dei comuni indicati per almeno 183 giorni all'anno.

Non è ancora ufficiale, ma esiste già una bozza che ha già ricevuto il consenso nientepocodimeno che dell'Agenzia delle Entrate. :D Tradotto, è praticamente cosa fatta!



Purtroppo non è cosi , la norma parla solo di pensione da fonte estera... quindi se è inps o altre ente italiano non rientra nelle legge. Saluti.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi Forrest Gump il mercoledì 5 giugno 2019, 19:13

Si, hai ragione. Si parla di "redditi da fonte estera".
Quindi, nel caso dei pensionati, trattasi di pensioni erogate da enti stranieri sulla base di contributi da lavoro versati in favore di questi enti stranieri.
In altri termini, ex lavoratori, italiani o stranieri, che hanno lavorato all'estero talmente tanti anni da avere maturato una pensione "straniera". Che oggi hanno voglia di andare a vivere nel sud Italia.

Ma c'è anche un importante risvolto positivo. La norma non è studiata solo per i pensionati, ma per CHIUNQUE, italiano o straniero, giovane o vecchio, abbia un qualsiasi reddito prodotto all'estero e si voglia trasferire in Italia.

Non so se essere deluso per non avere mai maturato una pensione straniera o felice per il fatto che, in qualità di soggetto residente all'estero da oltre 5 anni e che produce reddito all'estero, ricadrei perfettamente nella norma :D.

Grazie comunque per la segnalazione che è servita a chiarire.

Per chi vuole approfondire, qui un articolo del Sole24Ore:
-https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-05-31/cinque-requisiti-i-pensionati-esteri-che-si-spostano-sud-191942.shtml?uuid=ACOiZ6K&refresh_ce=1
copiare il link senza il trattino iniziale.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi Orion il giovedì 13 giugno 2019, 9:29

Tornando al tema del thread, in questi giorni stavo facendo una riflessione che mi piacerebbe condividere con altri utenti. Ho deciso di togliere il saluto (naturalmente si scherza :mrgreen:) a tutti coloro - amici, parenti e conoscenti italiani - che continuano a dire che in pensione ci si annoia... Io non mi annoio affatto, anzi: finalmente ho tempo per seguire meglio i miei hobby. Io credo che ad annoiarsi siano più che altro coloro che durante la vita lavorativa non hanno saputo (o potuto o voluto) crearsi qualche interesse alternativo alla professione svolta. Voi che ne dite?

Qui in Ucraina ad esempio non mi sembra che gli anziani (e ce ne sono molti, al di là delle statistiche sull'aspettativa di vita) abbiano tempo per annoiarsi: la maggior parte di loro passa la primavera e l'estate a lavorare nella propria dacia o comunque nel proprio orticello, finché la salute glielo consente. Nella mia cittadina (ma anche a Lviv, città che comincio a conoscere benino), di nonnetti che portano a spasso il cagnolino o che fanno le parole crociate seduti su una panchina ne vedo veramente pochi, eppure - senza presunzione - mi ritengo un buon osservatore. Va aggiunto che molti nonni/nonne si occupano anche dei nipotini, quindi tempo per annoiarsi ne hanno veramente poco.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi dreamcatcher il giovedì 13 giugno 2019, 10:44

Concordo pienamente Orion.

In particolare, salute permettendo:
Orion ha scritto: Ho deciso di togliere il saluto (naturalmente si scherza ) a tutti coloro - amici, parenti e conoscenti italiani - che continuano a dire che in pensione ci si annoia...

Sono un po' come quelli che dicono che non sanno cosa farsene dei soldi :mrgreen:

Orion ha scritto:Io credo che ad annoiarsi siano più che altro coloro che durante la vita lavorativa non hanno saputo (o potuto o voluto) crearsi qualche interesse alternativo alla professione svolta

Esattamente. Li ho sempre divisi in due categorie: quelli che 'il denaro prima di tutto' (che poi puntualmente sono quelli che dicono di non sapere cosa farsene) e quindi impegnati tutta la vita a lavorare il più possibile; e quelli del 'lavoro prima di tutto', vuoi per senso del dovere (malsano), vuoi per piacere, vuoi perchè a casa starebbero peggio, passano la vita lavorando anche se non vengono pagati e nemmeno si lamentano.
A queste due categorie di pensionati, la fine dell'età lavorativa appare come un buco nero.

Orion ha scritto:in Ucraina ad esempio non mi sembra che gli anziani (e ce ne sono molti, al di là delle statistiche sull'aspettativa di vita) abbiano tempo per annoiarsi

Verissimo. I miei suoceri, anagraficamente ancora giovani ma comunque in età avanzata sia per aspettativa di vita, sia per l'aspetto fisico molto condizionato da un'esistenza non certo facile, se si concedono una settimana di vacanza vera all'anno è solo perchè noi insistiamo che vengano a trovarci in Italia.
E sull'occuparsi dei nipoti, non dimentichiamoci che molti nonni li crescono al posto dei genitori quando ancora sono in età lavorativa.

Credo sia un'ottima cosa avere un hobby quando si va in pensione. Non è detto che debba essere qualcosa che si è coltivato da anni, può essere anche un'attività nuova, un interesse nato per caso, magari proprio perchè si ha a disposizione un po' di tempo in più e qualche euro da parte.
Viaggiare, ad esempio, non vedo come possa risultare noioso... E' una delle cose che farei se mi trovassi nelle condizioni di un pensionato con un gruzzolo in banca e una pensione sicura, tra l'altro da spendere in un Paese come l'Ucraina.
Così come penso che mi metterei a grigliare ed affumicare dalla mattina alla sera :mrgreen: , nel mio orticello, approfittando di non avere intorno vicini rompiscatole come capita nei condomini.

Ma... la pensione non me la daranno mai... è proprio vero, chi ha il pane non ha i denti. #-o
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi Gianmarco58 il giovedì 13 giugno 2019, 12:29

Giusto Orion, il tempo libero non è mai pagato abbastanza, specialmente se lo si usa per fare ciò che si desidera, avendone la passibilità.
Pace e bene a tutti.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi Orion il venerdì 14 giugno 2019, 6:38

dreamcatcher ha scritto: Credo sia un'ottima cosa avere un hobby quando si va in pensione. Non è detto che debba essere qualcosa che si è coltivato da anni, può essere anche un'attività nuova, un interesse nato per caso, magari proprio perchè si ha a disposizione un po' di tempo in più e qualche euro da parte.
Viaggiare, ad esempio, non vedo come possa risultare noioso... E' una delle cose che farei se mi trovassi nelle condizioni di un pensionato con un gruzzolo in banca e una pensione sicura, tra l'altro da spendere in un Paese come l'Ucraina.
Così come penso che mi metterei a grigliare ed affumicare dalla mattina alla sera :mrgreen: , nel mio orticello, approfittando di non avere intorno vicini rompiscatole come capita nei condomini.

Ma... la pensione non me la daranno mai... è proprio vero, chi ha il pane non ha i denti. #-o


Hai ragione, andando in pensione si può anche scoprire qualche hobby "inedito", anche se - nel mio caso - le passioni che coltivo da molti anni mi bastano e avanzano... :) Anche viaggiare può essere un'eccellente attività avendo tempo e qualche soldino a disposizione (oltre alla salute, ma questo è sottinteso), ma io, ad esempio, sono un po' stanco di passare ore e ore in aeroporto o su un aereo: in vita mia l'ho fatto spesso e francamente non mi va più. A questo aggiungi che non amo guidare (da quando sono in Ucraina, oltre tre anni e mezzo, non ho più toccato un volante) e che il treno mi annoia (la nave neanche la prendo in considerazione perché tra me e il mare c'è una forte... incompatibilità di carattere) e il quadro è completo. Però qualche viaggetto con mia moglie in Ucraina e in Polonia vorrei proprio farlo, magari in autunno o in primavera, vedremo.

Posso farti una domanda? (Se non vuoi rispondermi non c'è problema, chiaramente): perché scrivi che la pensione non te la daranno mai? Se versi regolarmente i contributi, prima o poi dovrai pur riceverla, no?
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi dreamcatcher il venerdì 14 giugno 2019, 12:37

Figurati Oriom, certo che ti rispondo!

Il mio è un modo di dire: sai com'è, sono vent'anni che lavoro, anche qualcosina in più, ma ancora di contratti stabili non se ne parla. E' una vergogna. E le prospettive per andare in pensione peggiorano di anno in anno: allungamento dell'età lavorativa, limite d'età biologico spostato sempre più in là, assegno sempre più magro o sempre più penalizzato in caso di pensionamento anticipato.
Il tutto mentre ci si prodiga a elargire bonus a destra e a manca, che alla fine gravano sulle spalle di tutti quelli che come me lavorano per mille euro al mese. Non c'è logica... senza parlare di questi contratti a termine che dietro belle parole come flessibilità, adattabilità, competenze a 360° e scemenze simili, altro non fanno che formare un esercito di incapaci che un mese vendono patate, il mese dopo lavorano in fabbrica, il mese dopo ancora fanno gli infermieri e poi i broker assicurativi... ma che mestiere vuoi imparare in un mese? che professionalità puoi acquisire? e ammesso anche, perchè mai sostituirti con un altro allora? però qui si sconfina in 'lasciatemi sfogare' e poi passo per uno che ce l'ha coi pensionati, il che non è assolutamente vero!
La mia paura è che per quando andrò in pensione, la cifra non basterà per vivere dignitosamente neanche in Ucraina!

Per questo dico che quelli che si lamentano di una vita noiosa quando hanno a disposizione la salute, un'entrata sicura e un mare di tempo libero, è gente che meriterebbe di tornare al lavoro e prendere mille euro, andare a vivere in affitto e rivedere la pensione dopo vent'anni.. vedi che la noia gli passa e si trovano un hobby al volo, altro che chiacchiere! :lol:
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi Forrest Gump il venerdì 14 giugno 2019, 13:53

Orion ha scritto: Ho deciso di togliere il saluto (naturalmente si scherza :mrgreen:) a tutti coloro - amici, parenti e conoscenti italiani - che continuano a dire che in pensione ci si annoia... Io non mi annoio affatto, anzi: finalmente ho tempo per seguire meglio i miei hobby. Io credo che ad annoiarsi siano più che altro coloro che durante la vita lavorativa non hanno saputo (o potuto o voluto) crearsi qualche interesse alternativo alla professione svolta. Voi che ne dite?

dreamcatcher ha scritto: Li ho sempre divisi in due categorie: quelli che il denaro prima di tutto' (che poi puntualmente sono quelli che dicono di non sapere cosa farsene) e quindi impegnati tutta la vita a lavorare il più possibile; e quelli del 'lavoro prima di tutto', vuoi per senso del dovere (malsano), vuoi per piacere, vuoi perchè a casa starebbero peggio, passano la vita lavorando anche se non vengono pagati e nemmeno si lamentano.

Da sempre sostengo che, a prescindere dal luogo dove si sceglie di andare a vivere o di trascorrere la pensione, bisognerebbe prima avere le idee chiare sul tipo di vita che si vuole vivere. Il "luogo" è solo una seconda scelta.
Sono dell'idea che prima lo si fà e meglio è, ovvero non è il caso di aspettare la pensione per porsi certe domande.

Nominavate 2 categorie:1) "quelli che senza lavoro ci si annoia" e 2) "quelli che il denaro prima di tutto".
Le ho conosciute entrambe.

Categoria 1
Soggetti, quasi sempre lavoratori non dipendenti, che pensano che lavorare dalle 8 del mattino fino alle 8 della sera sia l'unica via da seguire per un buon padre di famiglia. Se a queste persone chiedi di andare a prendere un gelato o di fare una passeggiata alle 11 di mattina di un martedì qualunque, si sentono in colpa come se avessero fatto una rapina.
Attenzione, non ne fanno neanche una questione di soldi, lavorano così perchè sono stati istituzionalizzati, gli è stato inculcato sin da bambini il mito del sacrificio, della responsabilità, del portare la croce.
Potrei farvi l'esempio di un conoscente che, pur avendo maturato contributi ed anni di lavoro per andare in pensione, (guadagnando la stessa identica somma), ha continuato a lavorare per anni finché ha potuto.
Avete sentito parlare del disagio di alcuni ergastolani a cui viene concesso, dopo decenni di detenzione, il "premio di buona condotta"? Se a questa gente togli il lavoro, togli la vita.
Oscar Wilde, forse con un pò di boria, diceva: "il lavoro è il rifugio di chi non ha nulla da fare"
Boria a parte, mi trovo d'accordo con lui. Se il tuo lavoro è la tua vita, se non ti sei creato nulla al di fuori del tuo contesto lavorativo, il sistema ti ha XXXXXX (censura)....inquadrato perfettamente.

Categoria 2
Sono quelli dei soldi, soldi, soldi. Se fai 10, vuoi 100, se hai 100 pensi a 1000 e non ti fermi più.
Naturalmente non mi riferisco a chi guadagna poco ed ha bisogno di lavorare di più per avere una vita dignitosa o per togliersi dei debiti, bensì a coloro che, avendo già sufficienti risorse per potersi permettere una vita agiata, non sanno resistere alla tentazione dei soldi, entrando in un tunnel senza uscita.
A queste persone sfugge il fatto che: quasi sempre se guadagni 10 hai problemi per 10, se guadagni per 100 avrai problemi per 100 e se guadagni 1000, ne avrai per 1000.
L'ambizione ha preso il sopravvento sulla loro (qualità della) vita e non si sono sapute accontentare.
Cito Forrest Gump (quello vero :D ) in una frase del celebre film:
"mamma dice sempre che un uomo ha bisogno di un tanto di soldi e non di più, il resto serve solo per fare il pavone" .

Non sono un moralista e di soldi ne vorrei a palate perchè saprei bene come investirli o spenderli :D , ma non rovinerei mai la mia vita per fare soldi. Non sono ancora neanche un pensionato e non lo sarò mai, anche se mi sarebbe piaciuto esserlo. Dopo avere versato una decina di anni di contributi come lavoratore autonomo e dopo essermi giornalmente rispecchiato nel mio collega di studio più anziano (un misto tra categoria 1 e 2 che confessava di non avere neanche l'occasione di salutare le figlie prima che andassero a dormire) e mi sono accorto che stavo seguendo le sue orme. Ero solo una decina di anni indietro, mentre la mia idea di vita perfetta era lontana anni luce dalla strada che stavo seguendo.
Ho deciso di cambiare.
Ricordo ancora quando misi virtualmente sulla bilancia: la vita di "successo" del mio collega, onorabile avvocato chiuso a tarda notte in una stanza mentre tutto il mondo è fuori, con quella dei ragazzini thailandesi che a Phuket si guadagnavano da vivere aprendo gli ombrelloni ai turisti o portando bibite tropicali.
Conosco molte persone in Italia che considererebbero il primo un modello da seguire e che reputerebbero i secondi dei rifiuti della società senza arte né parte. Io invece li stimavo perchè sembravano in pace con se stessi e anche parecchio felici.

Avevo già le idee chiare, ma l'ultima spinta me la diede un libro che mi capitò davanti quasi per caso. Parlava di "downshifting", dall'inglese....l'idea di scegliere volontariamente un ritmo di lavorativo meno impegnativo pur di avere più tempo libero da dedicare a sei stessi. Non ero un lavoratore dipendente e questo non nego mi abbia aiutato molto.
Da allora, tutte le mie scelte sono andate in quel senso: ho iniziato a rifiutare gli incarichi di lavoro meno gratificanti, i clienti caratterialmente più difficili e non mi sono più fatto trasportare né dagli eventi, né dalla routine, nè dalle ambizioni.

Lo avessi fatto, oggi sarei un rispettabile, elegante ed impeccabilmente incravattato, avvocato palermitano. Oppure, qualche anno dopo, un imprenditore in pianta stabile a Kiev attento a seguire ed ingrassare con l'occhio del padrone il suo cavallo. In entrambi i casi avrei guadagnato tanto, ma tanto di più, rispetto ad oggi.
In compenso, vivo dove mi pare, alle 11 di una qualsiasi mattina posso indifferentemente lavorare da remoto o andare in palestra e sono libero di indossare quel che voglio, anche bermuda e ciabatte da spiaggia.
E, quanto a Kiev....... #-o mi sono liberato di quei volti scuri già al mattino presto, delle luci delle auto accese alle 11 del mattino per cercare di fare breccia tra neve ed il buio, ma soprattuto, di quell'aria militaresca da ultimo avamposto a difesa dell'imminente invasione nemica che, per la verità, da un pò di anni è quasi sparita.

Intesi, non voglio pontificare sulla mia vita, ma solo dire che è il risultato di precise scelte che ho fatto.
Tutto perfetto quindi oggi ? Assolutamente no! Sbagli? Uhh. Tanti!
Ma ho inseguito la mia idea di vita "serena, in pace col mondo".
La mia personalissima ricetta si è basata su poche, semplici, inderogabili regole:
- meno ambizioni, più tempo libero;
- non barattare mai più soldi con peggiore qualità della vita;
- tenere a km di distanza gli infelici, gli attaccabrighe e gli stressati di professione.

Non ci si annoia ve lo garantisco :D, specie quando hai l'attività in Ucraina.
A parte i problemi che non mancano mai, tutto il resto è VITA....famiglia, amici, sport, passioni da coltivare, nuove idee e nuovi progetti e tanto, tantissimo altro. Si, chi si annoia è un morto dentro.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi vittorio_guido il venerdì 14 giugno 2019, 15:59

Noi 40enni diciamo che la pensione non l'avremo mai, bene o male lo diciamo tutti.
Non per eccesso di negatività, ma perché quando vai all'inps o a un patronato o caf, se hai fortuna ti ridono in faccia.
Io ho i contributi versati, ma per un errore mi mancano 3 mesi nel 2012 e un mese nel 2013... sono andato a un patronato e mi hanno detto: tanto hai più di 30 anni di tempo prima di andare in pensione (se esisterà ancora)....
Beh intanto io i contributi li pago e aspetto...
Forse prendo quella di invalidità prima.. :(
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi Orion il sabato 15 giugno 2019, 7:17

dreamcatcher ha scritto:La mia paura è che per quando andrò in pensione, la cifra non basterà per vivere dignitosamente neanche in Ucraina!


vittorio_guido ha scritto:Noi 40enni diciamo che la pensione non l'avremo mai, bene o male lo diciamo tutti.


Ora capisco meglio cosa intendete dire. In effetti, pensandoci sopra, anche molti dei miei amici e parenti italiani più giovani di me (30enni, 40enni e anche alcuni 50enni) dicono spesso le stesse cose: "Chissà se e quando riusciremo ad andare in pensione!". Forse ci si può riconsolare pensando che anche molti tra gli attuali ultrasessantenni (come il sottoscritto), quando avevano la vostra età esprimevano gli stessi timori e dubbi, ma oggi ricevono regolarmente la pensione. Meglio pensare positivo, anche se - obiettivamente - non è sempre facile.
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi dreamcatcher il sabato 15 giugno 2019, 9:13

Vedi Orion, approfitto del tuo commento per sottolineare una grande diversità con la mentalità ucraina, ovviamente secondo la mia esperienza.

Dici bene, meglio pensare positivo, ed in effetti è vero.
I pensionati, quelli ucraini intendo, non pensavano (e pensano) positivo? si vive giorno per giorno, dubito che mio suocero vent'anni fa si chiedesse come avrebbe fatto a sopravvivere una volta che non sarebbe più stato in grado di lavorare nei campi. Oggi con la sola pensione (più o meno un centinaio di euro) non ce la farebbe, si arrangia lavorando ancora e vivendo fondamentalmente di ciò che coltiva. E non si annoia :mrgreen:

Se però prendo ad esempio il solito cognato marinaio, ecco che la prospettiva cambia, anche se di poco. Si preoccupa del futuro, di come farà a portare avanti la famiglia quando non potrà più fare soldi a palate sulle navi?
Assolutamente no. E non perchè stia risparmiando, investendo in case o in banca... semp'licemente perchè vive giorno per giorno.

E tornando alle nostre discussioni sui vari sistemi sociali, è lui a vedere il controsenso più grande:
io, quasi cinquantenne italiano, lavoro come un matto per pochi euro, tassato all'inverosimile e con la prospettiva di non avere una pensione dignitosa, o forse anche solo una pensione, tra non si sa bene quanti anni.
Allora, si chiede lui, non è meglio vivere giorno per giorno, senza pagare un centesimo di tasse, tanto una volta invecchiati il risultato è lo stesso?

Sì certo, l'assistenza sanitaria, un minimo di sussidi qua e là... ma penso che queste cose arriveranno in Ucraina prima o poi e chissà che nel frattempo non scompariranno proprio dall'italia.
Non lo dico per pessimismo, ma perchè penso che un Paese come l'Ucraina possa solo migliorare, le risorse le avrebbe tutte, ed a volte è più facile costruire qualcosa di buono partendo da zero che mettendo le pezze a un sistema che fa acqua da tutte le parti come il nostro.
Non sono pessimista, mai stato... ma stento a credere che un Paese possa reggersi quando più di metà della popolazione è in pensione (e in parte lavora in nero), e un'altra larga fetta vive di sussidi... mentre la popolazione attiva lavora principalmente per pagare le tasse.

Da questo punto di vista, ho più fiducia nell'Ucraina... :mrgreen: #-o
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Re: Vita da pensionati in Ucraina

Messaggiodi Orion il sabato 15 giugno 2019, 9:41

Hai ragione, pensare positivo non è facile in nessuna parte del mondo. A conferma di quanto hai scritto, voglio citare una frase (ma non ricordo chi l'ha pronunciata) che, quando la lessi per la prima volta, contribuì a farmi cambiare l'atteggiamento verso la vita: “Il passato non esiste più, il futuro non ti appartiene ancora: possiedi soltanto il presente. Non sprecarlo".
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