alandd2001 ha scritto:M
xxxxa ma ti fai problemi per 100 grivne di mazzetta?
Allora non ti trasferire neanche....
gabrielcik17 ha scritto:I 100uah non sono un problema di per se, il fatto e' che non li chiedono per darti un servizio migliore... Li chiedono e basta come una tassa!
alandd2001 ha scritto:Guarda, se lo ritieni insopportabile per le 100 grivne e niente servizio in piu, lascia perdere dall'inizio, senno ti viene un esaurimento.
gabrielcik17 ha scritto:L'unica cosa che mi da davvero noia e' l'arroganza unita all'ignoranza (quando parli con alcuni ufficiali ucraini e ti raccontano di regole che esistono solo nella loro mente e non ti lasciano replicare).
Come ti ha già detto ciornivoran, si vede che non hai esperienza ucraina.
Il corvo ha usato la parola "sei vergine"!
Ti dò un consiglio: sii molto, molto flessibile.
Non attaccarti a tutto quello che leggi.
Stai andando in un paese straniero che funziona in maniera totalmente diversa da quello che mi sembra tu hai in mente.
Non impuntarti su codici e cavilli legali. Ciò che è scritto spessissimo è molto diverso dalla realtà.
Non meravigliarti, o peggio indignarti, se ti chiedono soldi come corrispettivo di qualcosa che non esiste.
Non cercare di cambiare da solo il loro mondo, ne verresti inghiottito.
Lascia stare il modo di pensare italiano (spesso fondato sul sospetto, sulla pretesa dei diritti) perchè la mancanza di democrazia è una cosa sconosciuta a chi non ha vissuto a certe latitudini.
A volte spiegavo a mia moglie che per capire certe situazioni, avrei dovuto aprirmi il cranio e girarmi il cervello di 180 gradi, nord a sud.
Fai molto più pratica sul posto e molto meno sui libri, sulla teoria in generale.
Altrimenti, come ti ha detto Aland, rischi di impazzire prima di metterci piede in Ucraina.
Da alcune tue espressioni sopra riportate intravedo un certo disappunto/nervosismo.
Quello che ti è sin'ora capitato, probabilmente, sarà lo 0,001% di quello che vedrai e ci vuole una forte tempra per resistere.
Spero di sbagliarmi, ma mi sembri il classico tipo che si impunta su ogni cosa (detto da chi ha fatto l'avvocato per parecchi anni non vuole essere un'offesa e non lo è). Questo in Ucraina è il peggior modo di approcciarsi.
Io ho fatto davvero sforzi mentali enormi per essere il più elastico, flessibile e permeabile possibile alle tante novità, logiche ed illogiche, che ogni giorno bombardavano la mia testa.
Alla fine ho mollato dopo anni.
Se mantieni un atteggiamento di muro contro muro o, se preferisci, è così e basta perchè è scritto in quell'articolo, non credo resisterai a lungo in terra ucraina.
A volte un buon esempio è meglio del precetto. Te ne faccio uno stupidissimo, sperando che giovi.
La prima volta che mi hanno fermato con l'auto in Ucraina (targa ucraina) perchè avevo commesso qualche piccola infrazione, sono stato al freddo ed al gelo per ore perchè il poliziotto, dopo avermi contestato quel qualcosa, non redigeva il verbale.
Capivo che c'era qualcosa che non andava e sospettavo che volesse qualche regalino, ma "ero vergine" e non mi esponevo, non raccoglievo i suoi celati inviti, fino a quando, dopo qualche ora, probabilmente stressato anche lui, me lo ha detto chiaramente in faccia.
Nelle ore di attesa al gelo, mentre il poliziotto fermava altre auto, ogni volta che mi avvicinavo a lui, mi faceva cenno (allora non parlavo russo) di aspettare in auto.
Intanto, chiamavo al telefono mia moglie che mi diceva quasi urlando: "Vai da lui e gli dai xxx grivne!!!"
Ed io invece pensavo che non era scritto sul codice della strada, che potevo essere accusato di corruzione ecc. ecc.
Dopo qualche anno, alcune sere mi capitava di essere fermato per piccole infrazioni.
Lo sai quanto tempo "perdevamo" per metterci d'accordo?? 30 secondi circa!!
Mi riferisco sia alle volte in cui il poliziotto gradiva una ricompensa, sia a quelle (1 - 2 volte) in cui mi è stato redatto il verbale.
Senza quella "scuola di strada", sarei tornato a casa molto spesso a mezzanotte, infreddolito ed avrei preso sicuramente anche qualche malanno per il gelo dell'attesa.
Ecco a cosa mi riferivo, per partire dalle cosette più sceme, quando ti dicevo di non cercare di cambiare il loro mondo e di non usare mai il muro contro muro solo perchè c'era scritto da qualche parte che le cose non dovevano andare così.
La vita è un viaggio più che una destinazione (letta su una Tshirt).