Senza dubbio é sempre la polizia che ha l'ultima parola nel consentire ad una persona - visto o non visto - di entrare in un'altro paese.
Il caso che tu hai fatto é molto raro, di 'simpaticoni' che al controllo passaporti si mettono a fare storie, anche se il visto é a posto, non ce ne sono tanti...ma il caso che hai descritto , sicuramente almeno a Roma é possibile.
É successo recentemente ad una persona di nazionalitá russa con visto Shengen preso all'ambasciata italiana, quindi tutto assolutamente regolare.
Il prode poliziotto al controllo gli ha fatto perdere tempo chiedendogli di mostrare la disponibilitá finanziaria per il periodo di permanenza. Ció fatto, non ha potuto fare altro che farla passare.
Vedi alla voce: 'mettersi all'attenzione di una bella biondina'...
.In ogni caso, i controllori alla frontiera possono - me lo dissero anche i dirigenti dell'ufficio di polizia di frontiera quando ci parlai PERSONALMENTE - chiedere anche in presenza di visto sul passaporto, l'evidenza di mezzi di sostentamento sufficienti alla permanenza per il periodo indicato nel visto.
Alla mia domanda sul perché, se una persona avesse il visto sul passaporto, fatto che comporta giá l'avvenuta dimostrazione di tale fatto - altresí il visto non sarebbe stato concesso dall'ambasciata - dovesse di nuovo dimostrare il possesso di una certa somma di denaro, mi é stato risposto testuale: 'perché, nel caso in cui dovesse ritrovarsi senza l'appoggio della persona che la invita, deve avere mezzi sufficienti per sostenersi per il periodo'.
Devo dire che, almeno a Roma, viene applicato molto raramente forse viste le file chilometriche al controllo passaporti, ma io consiglio sempre di far avere in tasca, alla persona che arriva, una somma di denaro contante sufficiente a non avere problemi in caso dell'ulteriore controllo descritto.
Questa é l'unica cosa che possono riservarsi di ricontrollare alla frontiera anche in presenza di visto assolutamente legittimo e regolare ed é previsto dalla legge.
Per bloccare invece l'accesso ad una persona in presenza di visto regolare e dimostrazione di disponibilitá finanziaria, andiamo su casi molto gravi di sospetto terrorismo, criminalitá e cose altrettanto gravi. Per esempio, quando é scoppiata la guerra Russia-Georgia, dal giorno dopo i controlli passaporti per chi arrivava dalla Georgia immagino siano stati piú accurati e severi, ma ovviamente sono casi limite.
Certo che in caso di problemi anche avendo ragione, se la persona non parla la lingua é sempre una scocciatura. Ma la legge fa testo e se uno ha ragione - ed é molto raro che la persona addetta sia totalmente all'oscuro della legge e se non quella persona altri nell'ufficio - alla fine viene fatta passare.



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