Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Come aprire una attivita' di lavoro ucraina, la burocrazia, le problematiche, i consigli, i settori di commercio...

Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il giovedì 19 settembre 2013, 10:48

Non mi sento assolutamente di condividere la linea sostenuta da Peterthegreat.

In primis non mi sembra corretta la pretesa di mantenere uno status quo per usufruire di un tasso di interesse del 20%, che rappresenta, a mio avviso, un privilegio di pochi , consentito da tale situazione, ma a scapito della maggior parte del popolo ucraino. che non ha soldi in banca, anzi accede al credito a tassi usurai.

Secondariamente l'adesione ad un sistema economico liberale, anche se non perfetto, quale quello della UE, considerato che per fare ciò bisogna soddisfare stringenti requisiti politici ed economici, nonchè di organizzazione dello stato e di certezza del diritto, aprirebbe le porte agli investimenti esteri, fattore essenziale per lo sviluppo del paese.

basti pensare che paesi quali Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca hanno tratto grandi benefici dalla adesione alla Ue e non mi risulta che in tali paesi ci sia gente che vada a rovistare nei cassonetti, anzi ci siano tassi di crescita del PIL abbastanza elevati.

L'affermazione che in Russia ed Ucraina non ci sia il controllo delle oligarchie sullo stato e sull'economia mi sembra quanto meno un pochino azzardata.

Il caso MPS non è figlio della UE o del sistema integrato europeo, ma unicamente del sistema italiano e mi fermo qui per non andare fuori tema.

Considero in ultimo una provocazione inneggiare agli zar e sopratutto al nuovo zar, il quale purtroppo non si accontenta di essere lo zar della Russia, la quale è già abbastanza grande, ma ha mire espansionistiche im primis sui vicini, anche su quelli che non vogliono aderire al suo progetto.

Del resto Peterthegreat fa onore al suo nick.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi peterthegreat il giovedì 19 settembre 2013, 12:10

La disamina di Sailor parla chiaro, impossibilità di far rendere un' azienda agricola in Ucraina e' come non raccoglie i capperi a Lampedusa.
A certi popoli la troppa liberta' nuoce, quindi se sono controllati da una mano pesante e' sempre meglio.

Caro Jcaloe, tu sei abituato (troppo bene) in Canada, nemmeno tra un milione di anni riusciranno ad avvicinarsi ad un sistema del genere.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il giovedì 19 settembre 2013, 13:04

Caro Peterthegreat sul fatto che in Ucraina sia quasi impossibile far fruttare una azienda, anche agricola, a meno che il proprietario non faccia parte della ristretta cerchia degli oligarchi, per i quali valgono regole, precluse ai comuni mortali, sono perfettamente d'accordo con te.

Un mio cugino acquisito, chiaramente Ucraino visto che allo stato attuale agli stranieri è preclusa la possibilità di operare in agricoltura, gestisce una azienda agricola di circa 500 ha in Odesskaya oblast e quest'anno ha accumulato perdite enormi, forse assorbibili in non meno di tre anni.

E posso essere anche d'accordo che la situazione generale in Ucraina non potrà migliorare in pochi anni, sopratutto per la necessità di modificare integralmente l'approccio culturale ai problemi; ma perchè non tentare almeno di metterli sulla strada giusta; che poi ci vogliano tanti anni (un milione mi sembra un poco esagerato) dipende anche dalla loro testa.

Sicuramente, a mio giudizio, voltarsi nuovamente verso la Russia di Putin non è la strada giusta per migliorare le condizioni generali del paese.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi sailor il giovedì 19 settembre 2013, 14:45

L'agricoltura è risaputo che è un'attività rischiosa perchè legata agli eventi atmosferici quindi un anno in perdita ci può stare; io parlo di anni buoni e chisure contabili a pareggio e anni pessimi con le stesse chisure.
In Italia svolgo tutt'altra attività e di agricoltura non capisco un tubo mentre i miei soci hanno aziende in Italia che funzionano da decenni e vi assicuro che non è questione di avere santi in paradiso ma di controllare ogni singolo acquisto e vendita, ogni auto che entra ed esce dall'azienda, ogni sacco di grano, ogni maiale o vacca in poche parole presidiare ed usare maniere forti e questo non fa parte della nostra cultura (almeno della mia)!
Le buone intenzioni degli investitori e la responsabilizzazione in azienda dei responsabili dei vari settori produttivi, spesso viene confusa con lassismo e tutti se ne approfittano per riempirsi le tasche, provi a far capire loro che sai che ti fregano e stringono le spalle....
Ha pienamente ragione Pietro, altrimenti si rischia il progressivo smantellamento dell'azienda ed un mare di rogne, comunque conosco anche chi è riuscito a fare buoni affari ma parlo di multinazionali o aziende medio-piccole lagate a multinazionali o gruppi bancari europei.
A ottobre torno in Ucraina e spero di togliermi qualche sassolino dalle scarpe!
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi sailor il giovedì 19 settembre 2013, 16:23

Piccola precisazione per jcaloe, non è vero che gli stranieri non possono operare nel settore dell'agricoltura, la nostra è una società tutta italiana e volendo anche il direttore può essere italiano, casomai non è possibile acquistare terreni agricoli ma questa è un'altra storia ed esiste una moratoria in vigore per impedire l'alienazione da parte dello stato di terreni agricoli a chiunque.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il giovedì 19 settembre 2013, 18:17

Prendo atto della precisazione
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi andbod il giovedì 19 settembre 2013, 18:35

Non sono completamente d'accordo sul fatto che fare impresa in Ucraina per uno straniero sia impossibile.

Personalmente conosco chi fa impresa, anche di successo e anche senza essere oligarca; per farlo però bisogna conoscere molto bene il territorio, lasciare a casa il proprio bagaglio culturale, essere residenti, conoscere la lingua e le abitudini e scegliere un settore in cui valgono solo competenze e contatti personali in modo che nessuno possa replicarlo, altrimenti ci sono ottime possibilità di finire preda dei raiders.

C'e' da considerare che se è vero che un direttore d'impresa può essere straniero è altrettanto vero che deve avere un permesso di soggiorno permanente (o il permesso di lavoro nel solo caso in cui si tratti di una joint venture), altrimenti non sarà mai padrone in casa propria, cosa impensabile per un Paese come l'Ucraina.

Se non si è in queste condizioni, allora ha ragione peter : meglio non investire in nulla o al massimo investire in un deposito (in valuta straniera se si è conservativi) perchè il rischio (anche di incolumità personale) non vale la pena.

Anche il mattone può essere, con le giuste cautele, un settore interessante ma i grandi affari sono stati fatti diversi anni fa e oggi, se non si hanno le giuste competenze, è difficile riuscire ad ottenere dei rendimenti paragonabili ad un investimento finanziario.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi peterthegreat il venerdì 20 settembre 2013, 14:56

Anche sul mattone concordo pienamente, non vedo piu' nessun tipo di investimento:

Comprare il vecchio ristrutturarlo e affittarlo non rende piu' del 4% annuo (secondo i miei calcoli)
Comprare il nuovo e' peggio ancora, perche' si compra la casa nuda, bisogna finirla e rende ancora meno.

L'unica forma di investimento in cui credo in Ucraina che puo' dare un buon reddito..........non ve lo dico :wink: !!!
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi Ciorni.voran il sabato 21 settembre 2013, 7:19

Il mattone serve per assicurare l' investimento finanziario...al di la della resa del momento e per non infilare tutte le uovo nello stesso paniere.Avere solo immobili o solo depositi è ragionevolmente pericoloso.Ci vuole un po' di tutto e per far ciò servono soldi.

Sposo la riflessione di Andrea ma chiaramente imprese con quelle caratteristiche possono essere molto poche.Spesso chi arriva qua si deve aprire una azienda per necessità e non perchè intende esportare un modello di business vincente.
Il Mondo alla rovescia, quello del male, della follia distruttiva e dell’assurdo è difeso e costruito da un esercito di “medici pietosi”, di anime belle allo specchio, di persone che vanno dove le porta il cuore avendo lasciato la testa a casa.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi lampo il sabato 21 settembre 2013, 19:08

Io la penso come Peter :D :D e' l'unico investimento che rende!!!!!!!!!
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi Forrest Gump il domenica 22 settembre 2013, 22:19

A freddo, dico la mia sulla vita in Ucraina; raccontando altri dettagli della mia storia personale.

Ne abbiamo già parlato tante volte.
Molti di voi hanno seguito passo passo il mio "ritiro" dall'Ucraina, assistendo a caldo a miei veri e propri sfoghi, non a caso finiti in un thread chiamato "Lasciatemi sfogare".
"Lasciatemi sfogare" e tanti altri miei post andati in onda su questo forum nel corso degli anni ed estremamente critici sul paese Ucraina, hanno lasciato ben intendere il mio pensiero sull'argomento.

Però l'Ucraina mi ha cambiato la vita. E me l'ha cambiata in meglio. Tanto meglio. Quindi GRAZIE!
No, non tornerei a vivere in Ucraina e se, mai dire mai, la vita mi porterà a farlo per necessità, la prenderei come una pesante sconfitta personale.

Tranquilli, non soffro di un disturbo psichico chiamato bipolarismo :D che altera la funzione dell'umore e la capacità di interpretare la realtà.
E' che penso che non esiste solo il bianco ed il nero e, proprio per questo, non vedo nessuna contraddizione in quanto detto. A freddo o a caldo, la mia idea sul paese è sempre rimasta uguale.

L'Ucraina è per me come una brava ragazza, a cui devi profonda riconoscenza per quello che ha fatto e continua a fare per te, ma che non sposeresti mai (e ancor meno ci faresti del sesso), perchè fisicamente non ti piace affatto.

Procediamo per gradi: perchè devo riconoscenza a questo paese?
Ecco i 2 motivi principali.

1) L'Ucraina mi ha dato, ormai da oltre 10 anni, una moglie che mi capisce e mi ha capito dal primo momento in cui ci siamo incontrati.

Straordinariamente bella, intelligente, brava, pronta a curare casa, figlia, marito, nonchè preziosa collaboratrice, ispiratrice, promotrice di iniziative nell'ambito della nostra attuale attività.
Una persona che, fattore importantissimo, mi ha dato un decimo dei problemi avuti con le precedenti donne e 10, forse 100 volte, le emozioni provate con loro.

E siccome, quando si parla di Ucraina, c'è sempre chi mette di mezzo il discorso "economico", lo inserisco ben volentieri, affermando, senza paura di essere smentito, che ben prima di conoscermi, quella ragazza ucraina stava di parecchie spanne meglio dell'italiano medio.
Giusto per fugare ogni dubbio, sono stato io ad essere ospite a casa sua nei 4 anni di Kiev, sono stato io ad usare la sua macchina, ad usufruire delle sue conoscenze, consulenze e dell'esperienza maturata nel campo dalla sua famiglia. Insomma, senza di lei non avrei avviato l'attività che oggi mi sostiene.

Non sono un latin lover e lungi da me il volere fare di questo post un'autocelebrazione mia o di mia moglie.
Ma, anche se devo ammettere che non mi era mai capitato (prima di lei) che mi fermassero per strada, che mi richiamassero al telefono per dirmi "ma come hai fatto?", o che la commessa di un negozio, mi facesse tanti complimenti, non mi sono mai sentito uno "sfiga....".
Al tempo - lei aveva 29 anni ed io 34 - mi ero piacevolmente abituato alla novità del complimento diffuso.

Mi direte, sei stato fortunato, ma sarebbe potuto capitare anche a Parigi, Nairobi, Kuala Lumpur e l'Ucraina c'entra poco o niente. #-o Forse si, ma forse anche no.

Estetica a parte, che poi per me è importante, qualcuno mi spieghi allora perchè, in Italia, tutte le "conquiste" giravano intorno ad un unico modello:
"universitaria sicura di conquistare il mondo, temporaneamente interinale in un call center".
Tutte persone certe che un domani molto vicino, praticamente dietro l'angolo, sarebbero state: il migliore notaio, il migliore magistrato, il migliore dentista ed avrebbero vissuto la loro vita nell'oro e nella gloria.

Non sono sicuro di essermi spiegato bene. Faccio ricorso ad un esempio.
Immaginate qualcuno con i crampi allo stomaco per la fame. Un passante lo vede e decide di offrirgli un panino imbottito, ma si sente rispondere: "tienilo per te, domani io mangerò caviale e champagne".

Il problema è che se andiamo a vedere queste ragazze oggi, dopo 15 o 20 anni, qualcuna continua a lavorare al call center (spero che abbia ottenuto un contratto a tempo indeterminato), qualcuna è ancora a spasso e, chi di loro ha raggiunto la gloria della laurea, si ritrova a sventolare il suo pezzo di carta al vento.

In Ucraina, ho notato un filo comune nelle donne: tanta concretezza, idee chiare e piedi per terra. Tanta diversità.
Chissà perchè, ma ci ho messo pochissimo a trovare la mia donna ideale, a trovare esattamente quello che cercavo.
NOTA: "piedi per terra" non significa "non avere sogni", ma "non sognare champagne e caviale quando si hanno i crampi allo stomaco" o, se preferite, "sognare il caviale solo quando ci sono i presupposti".

2) L'Ucraina mi ha dato l'opportunità concreta di cambiare vita.
Oggi sarei un avvocato impegnato a passare tutte le mie mattinate correndo nei Tribunali e tutti i pomeriggi ad ascoltare i problemi dei clienti e tradurli in atti legali.
Il tutto, chiuso in una camera, con luce artificiale ed occhi costantemente puntati su un pc.

Ovviamente non sto dicendo che sia disdicevole farlo, prova ne è il fatto che lo status di avvocato è considerato uno status di privilegiato, ma dico che non baratterei i pantaloncini corti e le infradito che indosso, con la giacca e la cravatta di allora, nè l'apparente relax della stanza dalla quale vi scrivo, con alte colonne di fitti documenti da studiare.

In altre parole ritengo che avrei una qualità di vita inferiore e, passando anche alle cose concrete, perchè altrimenti sono tutti bei discorsi teorici, che guadagnerei molto meno.

A questo punto qualcuno potrebbe dirmi: "non ti piaceva fare l'avvocato ed appena hai potuto hai cambiato vita. Cosa c'entra l'Ucraina con questo?"
In realtà, non sono affatto così sicuro che non mi piacesse fare l'avvocato.

Altro esempio (scusate per l'abuso): un uomo potrebbe giurare e spergiurare che la sua Lancia o la sua Fiat è l'auto perfetta per lui, almeno fin quando qualche altro non gli darà l'opportunità di salire su una Mercedes, una Bmw, una Audi.

E' questo il punto. E' qui che subentra il fattore Ucraina.
L'Italia (e qui non parlo della mia professione, ma di opportunità in generale) non offriva e non offre le stesse prospettive ed opportunità che mi ha offerto l'Ucraina 10 anni fà.

E così che per caso, complice una lite un pò più forte con la mia ex e la mia sfrenata passione per i viaggi, che un giorno mi sono ritrovato nel posto giusto al momento giuso: a bordo di una Mercedes, ....pardon In Ucraina :D.
Era infatti l'Ucraina degli anni d'oro, quella con il Pil che viaggiava a doppia cifra, un paese con una domanda in fortissimo aumento ed un'offerta scarsissima. Difficile, direi impossibile, sbagliare.

Ecco spiegati i 2 motivi per i quali devo ringraziare questo paese.
Divido il post perchè troppo lungo.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi Forrest Gump il domenica 22 settembre 2013, 22:30

LAVORARE IN UCRAINA.
Il lavoro si distingue in autonomo e dipendente.

Se fate parte del secondo gruppo, cancellate per sempre l'idea di venire in Ucraina.
Avete sbagliato paese oppure siete testardi come muli.
E se anche conoscete un italiano, impiegato/dipendente e felice (lo conosco pure io), posso dirvi che è l'eccezione che conferma la regola: l'ago nel pagliaio.

Due cosette semplici semplici su tutto: la retribuzione ed il trattamento sul lavoro.

- Gli stipendi ucraini non sono paragonabili a quelli italiani.
Basti dire che a Kiev, cioè dove gli stipendi sono quasi raddoppiati rispetto al resto del paese, lo stipendio medio è di 500 - 600 dollari. In rari casi si arriva ad 800 ed in rarissimi (leggasi: forse fate prima a vincere un concorso per dirigente in Italia) a 1.000 dollari.

Senza parlare del fatto che dovete sapere parlare la lingua locale (molto difficile che accada), che dovete avere uno speciale visto (molto difficile da ottenere), che dovete dimostrare al vostro titolare di valere tutti questi sforzi supplementari (molto difficile che riusciate a convincerlo).

Una serie infinita di segni meno.

- Il trattamento riservato dal datore di lavoro ai dipendenti è improntato, per quello che ho visto nella maggioranza dei casi, al modello schiavo-padrone. Più volte sono intervenuto, per quel che ho potuto fare, in difesa della dignità (massacrata) di qualche lavoratore.

Quali sono i diritti dei lavoratori dipendenti lo scoprirete molto presto o, se (consigliato) volete evitare di provarlo di persona, chiedete pure al primo amico/a che vi farete in Ucraina.
Provate a chiedergli: se ha mai fatto uno sciopero, se il suo capo l'ha mai insultato con epiteti pesanti o se gli ha detratto dal salario spese di cui lo ritiene arbitrariamente ed unilateralmente responsabile.
Un classico è il cameriere del ristorante che fà cadere un bicchiere e si ritrova un segno meno nella sua busta paga, ma ho sentito anche di un tot concordato per ogni minuto di ritardo sul lavoro e perfino di un tot concordato per non avere risposto al telefono.

Lavoratori dipendenti: dovete andare in Germania, in Inghilterra, altrove.
L'Ucraina, se non è l'inferno, poco ci manca, con l'unica eccezione rappresentata dai dipendenti di una impresa straniera, italiana, europea.
In questo caso, salario, trattamento, leggi che regolamentano il vostro rapporto di lavoro e perfino il vostro capo nulla hanno a che fare con l'Ucraina.

Lavoro Autonomo o impresa.
Qui, come detto, anni fà era difficile sbagliare: qualunque cosa si facesse.
Oggi non è più così. Non si vince sempre e comunque.
Bisogna avere un'idea vincente, mezzi propri a sufficienza (perchè come detto da altri l'accesso al credito è praticamente impossibile a causa degli elevatissimi interessi) ed una persona di cui fidarsi che vi accompagni passo passo, almeno per i primi tempi.

NOOOO! Non la "bravissima" ragazza conosciuta durante la vostra vacanza di agosto.
Degli uomini che hanno dato fiducia a queste brave ragazze - ne ho conosciuti un paio anche del forum - a Kiev ne sono piene le fosse.

Però avete un grosso vantaggio: siete italiani.
L'Italia, se non è l'inferno per un imprenditore, è qualcosa di molto simile e, da questo punto di vista, l'Ucraina con tutti i suoi problemi è un posto certamente più normale.

Cosa fare allora in Ucraina?
Non mi resta che concordare in pieno con quanto detto dagli altri: immobili e depositi. O meglio tutti e due.
Purtroppo, non ci giro intorno, in Ucraina conviene venirci a "lavorare" solo se si ha un capitale da parte.

Gli immobili rendono ben più del 2% lordo italiano (che al netto poi diventa l'1% o, a volte, quando capita qualche spesa straordinaria come il rifacimento del prospetto del palazzo anche 0%) e le tasse sono notevolmente inferiori.
Anche se pare che ci sia già una proposta di legge pronta a cambiare presto le cose, il sol fatto di possedere un immobile in Ucraina non vi obbliga a pagare tasse.
Dimenticate quindi imposte Irpef calcolate sul valore catastale dato all'immobile, Ici, Imu, Tares e tutto quello che l'Italia si è inventata per affossare a morte il mercato immobiliare e quello che gli gira intorno (edilizia -50% nel 2012).

Pagherete si le vostre tasse, ma solo se ricavate un reddito da quell'immobile. Se lo affittate.
E scusate se è poco: redditività tripla o quadrupla e tasse pari ad un terzo o un quarto sono una grande, grandissima differenza con il nostro paese. Investimento consigliato.

Con i depositi in valuta forte, in euro o dollari, otterrete rendimenti ancora migliori.
Con quelli in valuta locale, straordinariamente migliori.
In più, avrete il grosso e non indifferente vantaggio di non sporcarvi le mani e di non essere costretti, se non per vostra libera scelta, a vivere in Ucraina.
Giusto per capirci, con i depositi in valuta locale, i rendimenti toccano ed in alcuni casi superano abbondantemente il 20% annuo. Altro che fare impresa, altro che sudore della fronte, altro che immobili.

Il problema è che, nonostante negli ultimi anni tutto sia filato liscio sia col rimborso del capitale che col pagamento degli interessi, la storia ci dice che l'Ucraina è già andata in default nel recente passato e chi aveva dei titoli si è trovato con un pugno di mosche.

A ciò si aggiunge che, già da un anno, si vocifera nell'ambiente bancario (e non al bar) che si aspetta una forte svalutazione della moneta ucraina che comprometterebbe il rendimento ottenuto.
E quest'anno, tale voce, si è fatta ancora più forte ed insistente, talmente insistente che a me personalmente, qualche mese fà, hanno sconsigliato in banca di "investire" in depositi in valuta locale, almeno fino alla fine dell'inverno 2014.

Quindi, depositi in valuta forte si, ma con cautela. Depositi in valuta ucraina, si, ma con estrema cautela.
State rischiando insomma e dovete saperlo, ma se vi va bene - come sta andando da qualche anno a questa parte - state facendo soldi come difficilmente potevate farne.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il lunedì 23 settembre 2013, 10:17

L'analisi di Forrest è molto razionale, come ha detto lui stesso, a mente fredda, anche se con il senno di poi si può dire che è bene tutto quel che finisce bene.

Certamente caro Forrest, hanno giocato a tuo favore, oltre che le tue indubbie qualità personali, anche diverse circostanze fortuite, che non guastano mai, come il fatto di trovarti al posto giusto al momento giusto o di trovare la donna giusta.

Quando si fanno certe scelte ci sono sempre fattori personali e spesso irrazionali che le influenzano.

io ad un certo punto della mia vita, da dirigente nella pubblica amministrazione italiana, ho sentito il bisogno di dire basta a quel tipo di vita in giacca e cravatta, con rapporti sociali spesso determinati da appartenenze e convenienze e ho resettato tutto scegliendo come nuovo scenario della mia vita il Canada, solamente perchè cittadino di quel paese avendo trascorso gran parte della mia giovinezza lì.

Oggi posso dire che non è stato un gesto estremamente coraggioso, poichè avendo dalla mia la non necessità di passare attraverso le strette maglie delle procedure di immigrazione, la perfetta conoscenza della lingua inglese ed il forte senso di appartenenza a quel paese, ho fatto la scelta più facile, senza vagliare ulteriori soluzioni.

Dopo circa 15 anni, con la mia ex moglie che non ha voluto lasciare il comodo lavoro di insegnante in italia e i figli ancora adolescenti, ob torto collo sono ritornato in Italia, anche se lì avevo avuto un discreto successo, non eccezionale, perchè non mi ritengo un vero imprenditore, non avendo almeno due dita di pelo sul cuore, ma abbastanza consistente.

In Italia ho trovato un nuovo lavoro, sempre nella pubblica amministrazione, ma con la stessa insoddisfazione di prima.

Qualche volta, per arrotondare, seguivo in viaggi all'estero imprenditori ai quali servissero un interprete della lingua inglese. Uno di questi viaggi (Marzo 2008) fu a Kiev e lì incontrai in quella occasione la mia attuale moglie.

Da allora ad oggi è stato un crescendo di interesse ed affezione verso l'Ucraina, che in assoluto, come dice Forrest, non può essere la prima scelta e nemmeno la seconda o la terza, ma qui entrano in ballo altri fattori.

C'è una grande differenza, in termini di intenzioni, fra le donne Ucraine che puoi conoscere in Italia e quelle che puoi conoscere in Ucraina, specialmente nelle grandi città.

Le prime sono scappate loro stesse dal loro paese e quindi poco propense a ritornare lì in pianta stabile e con le quali puoi fare un discorso di vivere in Italia, mentre le seconde, anche se ti hanno seguito, hanno forti legami con il paese di origine e non sono affatto propense a reciderlo o ad attenuarlo.

Mia moglie, la quale quando si è trasferita in Italia aveva a Kiev uno stipendio di 1400 USD a mese, pur non avendo figli precedenti, non vuol sentire parlare di acquisire altre cittadinanze e vuole stare a Kiev almeno tre o quattro mesi all'anno.

E' chiaro che se io dovessi a tal punto fare la scelta di vivere a Kiev, questa sarebbe influenzata dai seguenti fattori:

- Vivere in italia e sopratutto al SUD, e specialmente in Calabria, dove la qualità di vita, sopratutto sociale, è a mio giudizio inferiore rispetto al Nord di circa un buon 40%, di questi tempi non è il massimo.

Il costo della vita, che che se ne dica, in Ucraina è notevolmente inferiore che in Italia, pur tenendo presente che a Kiev costa tutto di più.

Una scelta del genere non dovrebbe assolutamente prendere in considerazione l'aspetto lavorativo perchè qui l'analisi di Forrest appare ineccepibile.

Essere lavoratore dipendente in Ucraina, a meno che il datore di lavoro non sia un imprenditore straniero e le tue competenze siano talmente speciali da non trovarle in loco , non è il meglio cui uno possa aspirare.

Aggiungo che non è il paese ideale neanche come imprenditore per le motivazioni che sono state più volte dette sul forum e che ci sono paesi, anche all'interno della UE, con migliori prospettive di successo.

In ultima analisi volendo fare una simile scelta non posso non ammettere che sarebbe dettata da fattori personali e contingenti, non applicabili ad altre persone che non abbiano i miei stessi requisiti e le mie stesse aspirazioni, ovvero:

Legami già molto stretti con il paese, sia familiari che ambientali, quale immobili di proprietà, non necessità di produrre reddito in loco, se non mediante un saggio mixer di investimenti immobiliari e finanziari, conoscenza discreta della lingua russa o ucraina, necessità di non stabilirti troppo lontano dall'Italia, dove comunque permangono legami affettivi e di interesse, voglia di vivere in una grande città, comunque di spessore internazionale, e non nella profonda provincia calabra.

Ovviamente ci sono altre persone che hanno già effettuato tale scelta, con motivazioni differenti da quelle da me esposte, ma pur sempre che rientrano in una sfera di soggettività e pertanto non proponibili come modello oggettivo.
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi Forrest Gump il lunedì 23 settembre 2013, 14:36

Dopo "lavorare" in Ucraina, rispondendo anche a Jcaloe, introduco l'ultima parte di questo thread: VIVERE/STABILIRSI IN UCRAINA.

C'è una famosa frase che dice:
"la metà della bellezza di un posto dipende dal paesaggio. L'altra metà da chi lo ammira".

Fare paragoni sulla qualità della vita in luoghi diversi è sempre difficile. Ogni persona ha diverse priorità, diversi interessi e diverse ragioni per preferire un posto ad un altro. Anche se esistono criteri oggettivi di valutazione.

Vi parlo prima "dell'uomo che ammira", del pensiero di Forrest Gump.

L'Ucraina non compare nelle classifiche annuali dell'Economist dei paesi con la migliore qualità della vita e dubito che ci comparirà mai. Classifiche a parte, non è difficile capirne il perchè.

Partiamo quindi da un concetto: nessuno decide di venire a vivere in Ucraina, girando il mappamondo e puntando il dito a Nord del Mar Nero.
Chi è "libero", intendo sciolto da vincoli di lavoro o di persone che lo uniscono all'Ucraina, non ci va a vivere e chi se lo può permettere sceglie altre destinazioni, altrimenti non si spiegherebbe come mai tutti i milionari del mondo stanno da altre parti e non a Kiev.

A mio parere, a vivere in Ucraina da stranieri, ci si arriva SOLO per un semplice motivo: c'è qualcosa (una missione di lavoro, una idea di impresa) o, più spesso, qualcuno (moglie, fidanzata, ragazza conosciuta su internet) che ci ha portato lì. Chiamiamoli fattori contingenti :D.

Nessuno pensa di andare in Ucraina da solo - senza avere quel "qualcosa o qualcuno" di cui parlavo sopra - convinto di migliorare la propria qualità della vita.

Uno dei casi più frequenti di "trasferimento" in Ucraina è quello del pensionato che decide di aumentare il suo potere di acquisto e, conseguentemente, la qualità della sua vita.
Anche costoro però non sfuggono alla regola di sopra: quasi sempre c'è di mezzo una donna ucraina.
Prova ne è il fatto che queste persone si trasferiscono nel paese o nella città, dove risiedeva o dove è cresciuta la loro donna: a Donetsk se la moglie è di Donetsk, a Poltava se la ragazza è di Poltava, a Kirovohrad se lei è nata a Kirivohrad, a Kiev se la moglie di Forrest è di Kiev :D .

Se così non fosse, non mi spiegherei come mai queste persone hanno deciso, pur con l'intelligente e condivisibile intento di aumentare il potere di acquisto della loro pensione, altri 1000 posti sul globo che gli avrebbero garantito lo stesso identico effetto, ma anche tanti vantaggi in più.

Se non ci fosse una donna ucraina di mezzo, troverei francamente incomprensibile la non scelta del Brasile, della Thailandia, della Repubblica Dominicana o, senza andare troppo lontano, della vicinissima Romania.
Luoghi, ribadisco, dove la pensione italiana si gonfierebbe ugualmente, ma che offrono molti altri vantaggi: in termini di clima, in termini di costo di affitto di un alloggio (l'Ucraina è carissima) e, non ultimo, in termini burocratici (in Romania per es. non avete bisogno di alcun visto).

Concludendo, penso che chi decide di andare in Ucraina nel 99% dei casi ha una donna ucraina o un capo che ce lo ha mandato.

Però, farei torto ad una categoria, non parlando di coloro che, a prescindere da una donna, in Ucraina hanno avviato (spesso negli anni d'oro) un'attività che oggi gli garantisce un grande successo, in termini sia economici che imprenditoriali. Costoro, chiudono di buon grado un occhio, semplicemente perchè NE VALE LA PENA.

I tanti svantaggi del paese, che loro conoscono alla perfezione - parlavo di chiudere un occhio e non entrambi :D - sono notevolmente compensati dalle enormi soddisfazioni personali che la loro attività gli porta, ivi comprese ovviamente le ingenti entrate.

Secondo voi il soldato Ryan è andato in missione in Afganistan perchè gli piace il deserto? Perchè gli piace fare la guerra? Oppure perchè ha un suo tornaconto (stipendio) altissimo?


Concludendo e lasciando il mio personalissimo pensiero per guardare il più oggettivamente possibile al "paesaggio" Ucraina, vi elenco una serie di dati oggettivi, NON CREATI DA ME, che si prendono in considerazione per stilare le classifiche sulla qualità della vità in un determinato posto.

Rispondete pure da soli perchè qui ognuno deve rendere conto solo a se stesso.
Io a queste domande ho già risposto da tempo. E sapete anche come è andata a finire :D .

Trattasi di :
- Clima (temperatura media, rischio e grado di frequenza di condizioni estreme);
- Ambiente/contesto (grado di usura di edifici privati, strutture pubbliche, scuole, strade, aree pubbliche);
- Natura (qualità dello "scenario");
- Servizi pubblici (qualità di negozi, ristoranti, musei, impianti sportivi, ospedali);
- Trasporti: (qualità viabilità e dei mezzi pubblici di trasporto, accessibilità alla rete di trasporto);
- Servizi primari (qualità acqua, gas, elettricità, telecomunicazioni, televisione);
- Sicurezza: (livello e grado di criminalità);
- Lavoro: (accessibilità all'impiego full time, condizioni di lavoro, sicurezza sul lavoro, entità del salario);
- Salute: (qualità di ospedali, dottori e costi per le cure in strutture pubbliche e private);
- Educazione: (qualità ed accessibilità alla scuola primaria, a quella secondaria, ad università e relativi costi).
"L'uomo saggio aspetta il momento giusto, il pazzo lo anticipa, l'imbecille lo lascia passare". (tratto dal film "Mai arrendersi")
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Re: Stabilirsi e lavorare in Ucraina

Messaggiodi peterthegreat il lunedì 23 settembre 2013, 16:29

Forrest Gump ha scritto:
A ciò si aggiunge che, già da un anno, si vocifera nell'ambiente bancario (e non al bar) che si aspetta una forte svalutazione della moneta ucraina che comprometterebbe il rendimento ottenuto.
E quest'anno, tale voce, si è fatta ancora più forte ed insistente, talmente insistente che a me personalmente, qualche mese fà, hanno sconsigliato in banca di "investire" in depositi in valuta locale, almeno fino alla fine dell'inverno 2014.


Appena ho letto mi sono dato subito una strizzatina, speriamo di no!
Semmai dovesse succedere il tuo nome sara' Rosario Chiarchiaro.
Anche se tutti noi no!
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