Separazione e divorzio in Italia

Tutti i documenti e le procedure per sposarsi con un cittadino ucraino.

Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il venerdì 1 aprile 2016, 13:27

Ciao a tutti! Scrivo qua in speranza di trovare qualcuno che mi capisca e mi dia dei consigli pratici. ( Voglio scusarmi in anticipo per eventuali errori di grammatica visto che sono straniera. ) La mia storia. Abito in Italia da 5.5 anni e sono sposata dal 2010. Una settimana fa mio marito mi ha dichiarato di non amarmi più, così, all'improvviso, dopo aver tornato dal lavoro. Questa era la sua risposta alla mia domanda perché lui fosse cupo e cosa gli fosse successo. Ha detto che non provava più nulla per me, non mi vedeva più come l'amica della sua vita. Non parlo del mio shock. C'è un altro aspetto importante. Tutto sarebbe stato più semplice da fare, intendo le procedure del divorzio, andare via, eccetera, ma io completamente dipendo da lui in senso finanziario, non ho lavoro, non ho alcun reddito, nel mio paese d'origine ho chiuso l'attività che avevo e riaprire è già impossibile - sapete su quella guerra in Ucraina . Quindi, non posso fare le valigie e lasciare la nostra abitazione proprio per questo motivo, e lui non mi caccia perché sa bene tutto ciò. Essere separati in casa non è semplice dal punto di vista psicologico e ne rendo conto che una situazione non può durare a lungo. Poi voglio sottolineare un'altra cosa. Io non sono una che si è sposata per soldi. Invece, vivevamo molto modestamente, lui guadagna 1200, paga il mutuo per casa, gli alimenti per il bambino dall'ex compagna, niente vacanze, niente ristoranti, cibo dal discount, tutto questo perché lo AMAVO. Il lavoro non sono riuscita a trovare purtroppo, non c'era l'esperienza in Italia sempre richiesta, quella del mio paese non valeva nulla è poi la famosa disoccupazione che oggi colpisce un sacco di italiani. E tutti questi anni sono stata qua a pulire e abbellire la nostra casa, a stirare le camice, a inventare i piatti , perché con 300 euro al mese non era semplice per niente. Non gli tradivo, ero sempre una brava moglie e pure lui lo ammette, però dicendo che l'amore non prova più lo stesso, e che lui era fatto così cioè ha bisogno di essere innamorato. Noi non siamo dei ragazzi - 39 e 47 anni.
Lui vuole fare la separazione consensuale e poi il divorzio breve.
Ora non so cosa fare. Lo so che non è un servo e libero ad amare o non amare. Tuttavia mi sento molto offesa, come se avessi uno sputo in faccia.
Rimango in attesa dei vostri consigli, ho paura di essere fregata da lui almeno nei miei diritti. Veronica.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi uvdonbairo il venerdì 1 aprile 2016, 16:55

Con tutto il rispetto per la sua storia, il forum ha delle regole che deve rispettare si presenti nell'apposito spazio poi riapro la discussione.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Forrest Gump il venerdì 1 aprile 2016, 19:56

Ciao Tigrotta, mi era piaciuto tanto il tuo nick ed ora leggo questa notizia triste :mrgreen: .

Tigrotta ha scritto: Una settimana fa mio marito mi ha dichiarato di non amarmi più, così, all'improvviso, dopo aver tornato dal lavoro. Questa era la sua risposta alla mia domanda perché lui fosse cupo e cosa gli fosse successo. Ha detto che non provava più nulla per me, non mi vedeva più come l'amica della sua vita. Non parlo del mio shock.
......Lo so che non è un servo e libero ad amare o non amare. Tuttavia mi sento molto offesa, come se avessi uno sputo in faccia.

Mi dispiace. Sentirsi offesi è umano, direi normale sia per un uomo che per una donna.
Purtroppo l'amore non sempre è eterno.
Tigrotta ha scritto:io completamente dipendo da lui in senso finanziario........e lui non mi caccia perché sa bene tutto ciò.

Questo fà onore a lui.
Tigrotta ha scritto: Io non sono una che si è sposata per soldi. Invece, vivevamo molto modestamente, lui guadagna 1200, paga il mutuo per casa, gli alimenti per il bambino dall'ex compagna, niente vacanze, niente ristoranti, cibo dal discount, tutto questo perché lo AMAVO. ..........E tutti questi anni sono stata qua a pulire e abbellire la nostra casa, a stirare le camice, a inventare i piatti , perché con 300 euro al mese non era semplice per niente. Non gli tradivo, ero sempre una brava moglie e pure lui lo ammette.

E questo fà onore a te.
Tigrotta ha scritto:Lui vuole fare la separazione consensuale e poi il divorzio breve.
Ora non so cosa fare.....Rimango in attesa dei vostri consigli, ho paura di essere fregata da lui almeno nei miei diritti. Veronica.

Lasciando stare l'onore di entrambi, qui si parla di aspetti più materiali.

La procedura per il divorzio è appena stata cambiata ed io dall'estero non l'ho seguita.
Io, che da 11 anni non lavoro più come avvocato e quindi non sono aggiornato, mi limito a darti delle linee guida.
Luca saprà certamente di più.

Se tu (straniera) sei residente in Italia, la legge competente è quella italiana ed il Tribunale competente per separazione e divorzio quello della residenza (o ultima residenza) comune dei coniugi.

Per quanto riguarda l'aspetto finanziario, per grandissime linee la ratio legis è che il coniuge economicamente più debole, cioè tu, dovrebbe ottenere dall'altro un assegno mensile che gli garantisca di mantenere lo stesso stile di vita avuto durante il matrimonio.
Tradotto: se mangiavi caviale e champagne e vivevi nel lusso più sfrenato, l'assegno sarebbe stato molto alto.
Nel tuo caso, scrivi che tuo marito paga già per una precedente separazione, ha un mutuo e che vivevate con 300 euro al mese disponibili. :mrgreen:

Questi i punti importanti da considerare:
1) lui chiede la separazione e non tu;

2) fosse stato un oligarca milionario, lo facevi nero.
Avendo solo 300 euro disponibili, sai già qual è il tuo tetto massimo. Con quelli deve viverci anche lui.

3) nella separazione consensuale, i coniugi si accordano su tutti i punti.
Quindi sta a voi decidere se ci sarà e di quanto sarà questo assegno.
L'avvocato (che non è obbligatorio per la consensuale) si limita a mettere nero su bianco il vostro accordo o, al massimo, a suggerire soluzioni per il bene comune.

4) se invece non raggiungete un accordo sui punti chiave (se non ci sono figli, resta solo l'aspetto economico), si procede con la separazione giudiziale.
Nel tuo caso credo che non ne valga la pena (vedi punto 2), perché qui si che si devono pagare gli avvocati e le spese crescono per entrambi.

P.S. Un capitolo a parte meriterebbe la casa coniugale, ma non voglio addentrarmi oltre, perché sono lontano da troppo tempo. Come detto, altri utenti, saranno sicuramente più aggiornati.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il venerdì 1 aprile 2016, 20:18

Grazie per la tua risposta.
ora è confuso anche mio marito che buttando fuori tutto che voleva non pensava sulle spese.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il venerdì 1 aprile 2016, 20:20

Forrest Gump ha scritto:Ciao Tigrotta, mi era piaciuto tanto il tuo nick ed ora leggo questa notizia triste :mrgreen: .

si peccato. però la vita va avanti, sono carina, e magari presto mi trovo una persona giusta
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi bepizen il sabato 2 aprile 2016, 6:58

Buon giorno Tigrota, ho letto il tuo post. ascolta e molto semplice e costa poco fare il divorzio . ascoltami anche io ho fatto prima separazione e divorzio. Prima cosa che devi fare e andare in comune del tuo paese di residenza a chiedere informazioni. La separazione e il divorzio si fa tutto in comune e con soli 32 euro e anche in poco tempo. Io siccome ero gia separato da diversi anni ho fatto il divorzio in comune in un mese e spendendo solo 16 euro di marca da bollo. Pero dovete fare divorzio consensuale,altrimenti dovete andare da un avocato che vi costera tantissimo.Vai in comune e chiedi informazioni.ciao,e spero di essere stato chiaro.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il sabato 2 aprile 2016, 11:02

Grazie per la tua risposta. Unica cosa è che non mi interessa come risparmiare i soldi di mio marito. Questa faccenda l'ha iniziata lui e che lui ne pensi, tanto che io ho diritto dell'avvocato pagato alle spese dello stato. Io non voglio essere fregata nei miei diritti.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Gianmarco58 il sabato 2 aprile 2016, 11:21

Si, ma siccome "lo stato siamo noi", non vedo perché dovrei pagare io che non c'entro nulla.
Anch'io vorrei essere tutelato nei miei diritti.
L'Ucraina è un Paese dove chi va per fare il suonatore, molto spesso rimane suonato.
Per chi invece va solo ad ascoltare loro musica, è un Paese dove si sta ancora bene.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il sabato 2 aprile 2016, 11:29

Non ho capito, che volevi dire
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi dreamcatcher il sabato 2 aprile 2016, 12:01

Non sono un esperto di divorzi ma il concetto (espresso anche da Gianmarco, per come l'ho interpretato io) è questo:

SE AVETE la possibilità di arrivare a una separazione senza tirare in ballo gli avvocati, è meglio per voi prima di tutto, e poi è meglio anche per la collettività che altrimenti dovrebbe accollarsi costi e problematiche che potrebbero essere risolte in maniera più sbrigativa e intelligente. Se ci fosse più gente capace di mettere da parte orgoglio e vendette personali, sostituendole con il senso di responsabilità, ne beneficeremmo tutti.

Ho scritto SE AVETE. Mi pare che da quanto hai raccontato, siete in una situazione che ha tutte le premesse per essere gestita in maniera matura e senza ricorrere agli avvocati.

I tuoi diritti sono tutelati, perchè il divorzio consensuale è sempre regolato dalle Leggi. Non è che ognuno se ne va per la sua strada e chi s'è visto s'è visto, e chi aveva i diritti li ha persi e chi aveva i soldi li ha conservati.
Semplicemente arrivate a un accordo che stia bene a entrambi, mi sembra che siate consapevoli delle possibilità che avete, anche dal punto di vista economico.

Se cominciate una guerra... beh, mi pare che facciate la cosa più inutile, visto che passeranno anni prima che arriviate a una soluzione e magari alla fine otterrai meno di quanto potresti ottenere dalla buona volontà di tuo marito.
Per essere chiaro, non è che riuscirai a portagli via la casa...

Poi logicamente scegli tu.

Tigrotta ha scritto:però la vita va avanti, sono carina, e magari presto mi trovo una persona giusta

Questa frase mi era piaciuta molto. Una frase tipicamente ucraina, che lascia trasparire tutta la forza delle donne ucraine, tutta la loro capacità di adattarsi alle situazioni della vita, l'ottimismo, il 'normalna' e non da ultimo quel 'sono carina', ovvero darsi un valore proprio quando la persona che le sta accanto le dice 'per me non conti più nulla'.
Non lasciare che sia solo una frase buttata lì.

certo, non rinunciare ai tuoi diritti ma non dimenticarti che una vita migliore con accanto una persona che ti ama vale molto di più dei 50 euro al mese che potrai strappare a tuo marito dopo vent'anni di lotte in tribunale.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Luca il sabato 2 aprile 2016, 12:28

Non mi occupo di separazioni e divorzi, ma proverò a tracciare un quadro che spero sia sufficientemente chiaro.

Con l'entrata in vigore del D.L. n. 132/2014 (convertito in L. n. 162/2014) il legislatore italiano ha introdotto taluni istituti funzionali a rendere più snelle ed agevoli le procedure di separazione e divorzio consensuali.

L'art. 12 del su richiamato decreto legge prevede la possibilità per i coniugi di stipulare una convenzione di separazione (o di divorzio), innanzi all'Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza di uno di loro (o di entrambi) o del Comune presso cui è iscritto o trascritto il matrimonio.
Si tratta di un procedimento estremamente deformalizzato (in sostanza occorre solo riempire qualche modulo standard) che non obbliga la necessaria presenza dell'avvocato.

Proprio per la sua estrema semplicità, però, questa procedura non può essere utilizzata ove la coppia abbia figli minori o maggiorenni in condizione di disabilità o economicamente non autosufficienti, ma soprattutto non può contenere accordi di trasferimento patrimoniale.

Per essere più chiari la "separazione in comune" non consente qualsiasi accordo di trasferimento di beni, compresi gli accordi sulla misura dell'assegno di mantenimento.

Quindi se c'è da stabilire la misura di un assegno non si può ricorrere a questa procedura semplificata.

Ove non si voglia o non si possa optare per la "separazione in comune" l'art. 6 del citato decreto faculta i coniugi ad utilizzare l'accordo di negoziazione assistita.

Si tratta di una procedura conciliativa (alternativa a quella in Tribunale) attraverso la quale le parti raggiungono, un accordo che, assume valore vincolante e che viene trascritto dall'Ufficiale dello Stato Civile dei comuni sopra richiamati.

Si tratta di un procedimento semplice, ma che richiede necessariamente la presenza di due avvocati (uno per parte).
Sono, infatti, gli avvocati a redigere l'accordo e ad autenticare le firme in calce dei coniugi.
E sono sempre gli avvocati a trasmettere l'accordo al Procuratore della Repubblica per il nulla osta a seguito del quale il tutto viene trasmesso ai competenti Uffici dello Stato Civile.

Con questo tipo di accordo è possibile regolare anche le vicende patrimoniali dei coniugi (compresa la misura dell'eventuale assegno di mantenimento).

Ove non si voglia accedere ai due istituti snelli i coniugi possono optare per la classica via del Tribunale.
La domanda va proposta al Tribunale nel cui distretto si trova il comune di ultima residenza comune dei coniugi, ovvero in quello del luogo in cui il coniuge convenuto ha la residenza o il domicilio.
La domanda è un ricorso piuttosto semplice, sottoscritto da entrambi i coniugi, a cui segue un udienza innanzi al Presidente del Tribunale, che, se non ravvisa particolari problemi omologa (approva rendendole vincolanti) le condizioni di separazione concordate dalle parti.

Nell'ipotesi di separazione consensuale il tempo di attesa per poter procedere al divorzio (scioglimento degli effetti civili del matrimonio) è oggi di sei mesi.

Un'ultima questione riguardante l'utente è relativa alla sua nazionalità.

Se ha acquisito la cittadinanza italiana allora non c'è nulla da aggiungere.
Se è, invece, cittadina ucraina è necessario comunicare i provvedimenti di mutamento dello stato civile anche al Paese di origine.
Segnalo, infine, che, se l'utente soggiorna in Italia in virtù di una carta di soggiorno permanente (mi pare di capire che il matrimonio dura da più di cinque anni) allora il diritto a soggiornare qui non si perde in caso di divorzio (a determinate condizioni).
Comunque, per maggiori chiarimenti si possono leggere gli artt. 12 e 14 del D.lgs. 30/2007.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il sabato 2 aprile 2016, 12:46

Grazie Luca.
Ti posso fare una domanda?
Vorrei andare dai miei genitori per circa 3 mesi, cosi ci riposiamo almeno.
Però visto che mio marito si è apparso una persona imprevedibile vorrei essere certa che lui non combini un'altra cosa del genere come ad esempio "abbandono del tetto coniugale"
Dunque, lui dovrebbe scrivere e firmare qualche carta che lui fosse d'accordo ed a conoscenza della mia vacanza di 3 mesi eccetera? O c'è un'altra modalità ? E dove possiamo ufficializzare un documento del genere?
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il sabato 2 aprile 2016, 12:49

P.S. Sono già cittadina italiana.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Tigrotta il sabato 2 aprile 2016, 13:00

dreamcatcher ha scritto:Per essere chiaro, non è che riuscirai a portagli via la casa...

Non lo voglio e non posso anche se avessi un gran voglia. C'è il mutuo da pagare per gli altri 20 anni.
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Re: Separazione e divorzio in Italia

Messaggiodi Luca il sabato 2 aprile 2016, 13:06

E' una cosa che non ti consiglio in questo momento.
Come tu hai già capito un tuo allontanamento così lungo potrebbe essere agevolmente strumentalizzato.

Definisci prima l'attuale situazione e poi ovviamente farai quello che riterrai opportuno.
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