di Forrest Gump il domenica 13 marzo 2011, 14:30
Non preoccuparti Magma, è normalissimo.
Anche mia moglie i primi 6 mesi in Italia, ha avuto i suoi problemini di ambientamento.
Dalla troppa pasta asciutta che fa ingrasare (loro sono attentissime alla dieta ed a ciò che fa bene o male alla salute, noi siamo attenti solo ai sapori), alla gente che è troppo "invasiva" e non si fa i fatti propri, a tanto altro.
Da quello che ho sempre sentito, sarebbe strano il contrario.
Nel 90% delle coppie italo/russe (o ucraine) che ho conosciuto, è accaduta la stessa identica cosa.
Oggi, a distanza di 8 anni, credo che Olga non avrebbe dubbi su cosa scegliere.
Esattamente come il 90% delle sue amiche, conoscenti russe/ucraine, incontrate in Italia o in Spagna.
Chissà perchè a noi italiani, andati a vivere a Kiev, è successo proprio l'opposto.
All'inizio si pensava che....in fondo non è così male, quasi quasi è meglio, costa meno, la temperatura non mi interessa, la cucina è nuova, ecc. ecc.
Poi, dopo un anno o due, il crollo definitivo (con o senza successivo allontanamento dal paese).
Credo che il passo del cambio di vita dall'Ucraina all'Italia (o viceversa), sia molto più "lungo" di quello che ci si può immaginare a prima vista e, molto molto diverso da un trasferimento dall'Italia alla Francia, alla Spagna, all'Inghilterra.
Per quel che posso dire, per esperienza diretta, in Spagna mi è sembrato di essere a casa quasi dal primo giorno. Nel caso dell'Ucraina ci ho messo ben oltre l'anno e forse, a dire il vero, non mi sono mai sentito a casa veramente.
Idem posso dire degli inglesi che stanno in Spagna e di quelli incontrati a Kiev.
A volte penso che, per "formamentis" mentale, per abitudini, per usi e consuetudini, per storia, siamo lontanissimi. Non voglio dire migliori, ma distanti anni luce.
Cittadini non di un mondo che si globalizza, ma di due pianeti diversi.
Il moralista impegnato a predicare le virtù, difficilmente troverà il tempo per praticarle.