Ti rispondo portandoti la mia esperienza personale, non certo per essermi laureato all'estero ma perchè ho tutti i giorni davanti studenti laureati provenienti da molti Paesi. La maggioranza di loro sono Cinesi, Turchi, Iraniani e Indiani, ma non mancano anche sudamericani, russi e ucraini. Trattandosi di laureati in ingegneria, faccio riferimento a maschietti, le poche femminucce comunque non si discostano troppo dai loro colleghi. Altro aspetto da non trascurare è che si tratta di ragazzi che stanno economicamente bene tanto da potersi permettere di trascorrere un paio d'anni in Italia senza lavorare.
Dunque, in generale rispetto ai "nostri" sono tutti molto ben attrezzati dal punto di vista tecnologico. Non so se sia dovuto al fatto che lì la tecnologia costa meno o se sia la voglia di essere all'avanguardia ma tant'è. A questo corrisponde una mancanza di capacità o una mancanza di voglia di instaurare rapporti personali con studenti provenienti da paesi diversi.
Tutti parlano un buon inglese, gli accenti si sentono eccome ma la base c'è, a differenza della maggior parte degli italiani. Non è un luogo comune, tant'è vero che i corsi universitari vengono tenuti in inglese e le lamentele arrivano dagli italiani. D'altro canto, non c'è nessuno sforzo da parte degli studenti stranieri di imparare la nostra lingua.
Dal punto di vista disciplinare e comportamentale, questi studenti (laureati) si aspettano un ambiente universitario che qui non trovano. Cercano un campus (in senso anglosassone) che qui non esiste, chiedono di usufruire di servizi che noi non mettiamo a disposizione. Sono abituati a sentirsi "professionisti" e comunque ad essere indipendenti, cosa che i nostri "bimbi" non si sognano nemmeno. Diciamo che in generale, i due anni di specializzazione in italia sono visti come un'esperienza da fare adesso o mai più, per poi tornare in patria o trasferirsi e lavorare in Canada, Stati Uniti, Inghilterra e Australia.
Molti hanno avuto esperienze lavorative o comunque stage e simili, e questo probabilmente li rende più preparati al mondo del lavoro. dal punto di vista delle conoscenze vere e proprie invece, a sentire i docenti sono un po' indietro. la preparazione specifica è migliore della nostra, ma quella generale è molto più carente. Forse dipende dai differenti metodi di studio utilizzati. Produrre una relazione, presentare un progetto, esporre i risultati di uno studio, viene fatto da loro in maniera molto più superficiale che dai nostri. La tecnologia portatile (cellulari, palmari e quanto altro) è fine a se stessa, principalmente dedicata alla comunicazione con casa e famiglia lontane, ma restano a bocca aperta davanti a opere che per noi sono scontate, quali gallerie, viadotti, dighe ecc ecc.
Ecco cosa credo che manchi in paesi pur emergenti o addirittura leader rispetto all'Italia, e immagino che questa lacuna sia ancora più marcata se confronto viene fatto con l'Ucraina: l'aspetto pratico, la realtà quotidiana, il potersi esercitare e migliorare, farsi un'esperienza.
La sorella della mia dolce metà è infermiera in ucraina, ma non ha mai visto una macchina per la tac. Può aver studiato tutto il possibile, ma non potrà mai dire di essere preparata anche come un semplice (per modo di dire) tecnico di laboratorio dei nostri ospedali.
Idem per chi ha studiato come manager, avvocato o altro. Se non c'è la possibilità di confrontarsi con un mercato in cui si è costretti a essere i migliori per emergere (o anche solo per poter lavorare) la migliore delle lauree non avrà molto valore. Pur non volendo ragionare per luoghi comuni, mi chiedo a che serva diventare "giudici" in UA e conoscere a memoria tutta le leggi se poi si emettono sentenze a bustarelle. Più o meno questo credo valga per qualsiasi specializzazione.
Non voglio togliere nè meriti nè valore ai titoli di studio ucraini sia chiaro, nè dire che chi si laurea lì ha avuto la laurea in regalo, anzi... è un po' come il discorso della patente (

), presa in circostanze, ambiente, situazioni e con esami diversi, non le si può attribuire un "valore" finchè non viene testata sul campo.
Ma appunto proprio questo dovrebbe essere motivo per far vedere quanto si è in gamba!