proviamo ad aiutare Natalia

Ricongiungimento con il figlio o la figlia maggiorenni.

proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi kontecagliostro il sabato 27 settembre 2014, 14:17

Natalia vive in Italia dove lavora ormai da qualche anno. Naturalmente è in regola con il permesso di soggiorno. suo figlio operava come volontario all' ospedale di Donetsk e durante la battaglia è stato ferito gravemente allo stomaco. Trasferito dapprima a Simferopol in seguito a causa all'aggravarsi delle sue condizioni è stato trasportato in uno degli ospedali di Mosca. Natalia è partita quindi partita per andare a vedere la situazione. Mentre si trovava a Simferopol con la madre è stato bombardato anche l'appartamento della madre a Donesk.
La situazione adesso è questa Natalia e la madre si trovano a Mosca ad assistere il figlio ormai in condizioni disperate. i medici ormai si disperano di salvarlo. Natalia vorrebbe almeno portare con sé la madre in Italia. Per questo appena possibile rientreranno in Ucraina per chiedere in ambasciata un visto turistico. Il ricongiungimento ovviamente andrà chiesto in Italia ma qui sorgono i problemi.
Che documentazione sarebbe utile che approntassero e portassero con sé in Italia?
Teniamo in considerazione che sembra che lo zags non funzioni. E comunque è difficile ottenere qualsiasi altro tipo di documentazione in loco.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi andrey il sabato 27 settembre 2014, 22:43

naturalmente troppo macchinoso il ricongiungimento
con nullaosta se non ha parentela italiana

con visto turistico puo' tentare con la coesione
qui un spiegazione attenzione che le prassi posso essere diverse tra questura e questura.

http:/www.pratomigranti.it/pagina41_coesione-familiare.html

qualsiasi documentazione che dimostri che sia a carico e' sempre meglio portarli
di sicuro ceritificato di nascita apostillato che ti servira'anche per il visto
passaporto i dati del certificato apostillato e tradotto devono coincidere
.

La coesione familiare

La coesione familiare con un cittadino straniero avviene quando il parente si trova in Italia. Presuppone i medesimi requisiti di parentela, reddito e alloggio previsti per il ricongiungimento, con l’onere aggiuntivo di presentare in Italia i documenti attestanti il legame di parentela in virtù del quale si chiede la coesione, documenti che devono essere tradotti e legalizzati presso l’autorità consolare italiana nel proprio paese di provenienza:
• i requisiti di parentela, reddito e alloggio sono i medesimi che vengono richiesti per il ricongiungimento familiare;
• mentre per il ricongiungimento familiare i documenti che dimostrano il legame di parentela si presentano, insieme al nulla osta al ricongiungimento, direttamente presso le autorità diplomatiche italiane del paese di provenienza del parente da ricongiungere, per la coesione è necessario che detti documenti vengano tradotti e legalizzati presso l'autorità consolare italiano nel paese di provenienza, spediti in Italia e presentati all’atto della richiesta della coesione familiare;
• mentre per il ricongiungimento familiare e per la coesione con cittadini italiani o comunitari, la domanda va presentata alla Questura
• il familiare che richiede la coesione deve disporre di un permesso di soggiorno italiano che non sia scaduto da più di un anno;
• in caso di matrimonio in Italia è necessario che il coniuge che richiede la coesione familiare sia già titolare di un permesso di soggiorno della durata di almeno un anno;
• se si convive con un parente italiano entro il II grado, si può richiedere la coesione familiare con cittadino italiano: servono solo una autocertificazione di convivenza da parte dell’italiano e il certificato, tradotto e legalizzato presso il consolato italiano del paese di provenienza, che dimostrino il legame di parentela;
• la coesione ha le medesime modalità di ricorso al Giudice del Tribunale ordinario previste per il ricongiungimento familiare.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi andrey il sabato 27 settembre 2014, 22:54

dalle notizie che trovo mi sembra di buone speranze questo ufficio immigrati
io circa 10 anni fa'dalle mie parti li avevo trovati piu 'disinformati
puoi provare prima o dopo l'arrivo in Italia

http:/www.cgilmessina.it/immigrati.aspx
cerca in Unita' familiare
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi Ciorni.voran il sabato 27 settembre 2014, 23:23

увага сепаратист! :)

Scusa una cosa, questa donna a occhio è la madre di un separatista della DNR, volontario per giunta, altrimenti non mi spiego come finisca a Simferopol da Donetzk.Capisco il caso umano, il dolore della madre e l'animo nobile di chi propone la cosa ma voglio dire...ce ne sono dei casi pietosi da sottoporre.
Il Mondo alla rovescia, quello del male, della follia distruttiva e dell’assurdo è difeso e costruito da un esercito di “medici pietosi”, di anime belle allo specchio, di persone che vanno dove le porta il cuore avendo lasciato la testa a casa.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi kontecagliostro il domenica 28 settembre 2014, 0:04

Il ragazzo è uno studente di medicina e ha avuto la sfortuna di trovarsi in ospedale quando sono arrivati i colpi di artiglieria.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi Gianmarco58 il domenica 28 settembre 2014, 10:08

Ciorni.voran ha scritto:увага сепаратист! :)

Scusa una cosa, questa donna a occhio è la madre di un separatista della DNR, volontario per giunta, altrimenti non mi spiego come finisca a Simferopol da Donetzk.Capisco il caso umano, il dolore della madre e l'animo nobile di chi propone la cosa ma voglio dire...ce ne sono dei casi pietosi da sottoporre.

No Corvo, ti prego, questi distinguo no.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi vittorio_guido il domenica 28 settembre 2014, 13:22

Lo sapevo, hanno fatto il lavaggio del cervello al mio generale. ..... o devo dire ex? :)
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi andbod il domenica 28 settembre 2014, 13:34

Il problema maggiore per ottenere il ricongiungimento direttamente in Consolato a Kyiv sono i tempi : ci vuole il nulla osta in Italia, nel frattempo ci vogliono 6 ricevute bancarie per almeno 200 Euro al mese (la distanza tra un versamento e l'altro deve essere di almeno un mese), etc.

Con il visto turistico e la coesione in Italia i tempi sono più brevi e in Questura c'è più flessibilità ma bisogna avere tutta la documentazione che dimostri il caso particolare :
1) i certificati che dimostrino il legame famigliare (si possono fare a Kyiv) apostillati con la traduzione legalizzata (quest'ultima consiglio di farla dopo aver ottenuto il visto turistico). Se c'è cambio cognome va fatto lo stesso anche per il certificato di cambio cognome.
2) lo stato di famiglia che dimostri che non ci sono altri figli in Ucraina (anche qui apostille, la traduzione va bene anche non legalizzata)
3) il libretto della pensione tradotto in italiano (meglio se con l'estratto degli ultimi 6 mesi da parte della banca in cui si dimostra la pensione che deve essere inferiore alle 2000 UAH al mese circa per poter accettare il fatto di essere a carico) o, in caso di assenza di pensione, il certificato di disoccupazione da parte dell'ufficio del lavoro (ci vogliono un paio di mesi per averlo)
4) almeno un paio di mesi di versamenti dall'Italia all'Ucraina (tanto due mesi tra preparare la documentazione e avere il visto passano) di almeno 200 Euro al mese fatti (come mittente) da parte del cittadino Ucraino residente in Italia con PDS (il nome e il cognome devono essere esattamente quelli del certificato che dimostra il legame famigliare e vanno presentate sia le ricevute di invio del denaro che della ricezione che deve avvenire in Ucraina).
5) i documenti che dimostrino gli avvenimenti particolari che hanno costretto a trasferirsi in Italia in maniera improvvisa
6) copia e originale del PdS della persona con cui fare la coesione
7) copia e originale dei passaporti
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi kontecagliostro il lunedì 6 ottobre 2014, 16:56

Un pietoso aggiornamento della situazione per condividere con voi che purtroppo sabato è morto il giovane Alexei, 19 anni, figlio di Natalia, vittima incolpevole dei bombardamenti di qualche mese fa all'ospedale di Donetsk, mentre si prodigava a cercare di portare aiuto ai pazienti dell'ospedale.

Natalia adesso sta tentando di rientrare in Italia con la madre. Hanno ottenuto il visto e preso i biglietti. Ho due domande: la prima è dove è possibile fare lo stato di famiglia che dimostri che non ci sono altri figli in Ucraina? Lo Zags di Donetsk dice che non può farlo perchè (se ho capito bene) sono andati distrutti gli archivi. Altro problema pare che il certificato rilasciato dallo Zags in ogni caso non sarebbe possibile apostillarlo perchè non rientrerebbe nella categoria dei documenti che il Ministero legalizza.

La seconda domanda sarebbe possibile apostillare i documenti in Ambasciata Ucraina a Milano? E, infine, è possibile tradurre in Italia i documenti apostillati, magari con perizia giurata in tribunale?
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi Gianmarco58 il lunedì 6 ottobre 2014, 18:58

Sono molto dispiaciuto e mi unisco al dolore di Natlya e a quello di tutte le madri d'Ucraina che hanno vissuto momenti simili.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi andbod il lunedì 6 ottobre 2014, 20:58

Mi unisco anche io al cordoglio di Natalya, non riesco neppure ad immaginare il dolore nel perdere un figlio.

Sperando di riuscire ad aiutarla almeno a ricongiungersi con la propria madre prima di tutto consiglio di chiarire con la Questura di compentenza in Italia quali documenti richiedono esattamente e, se presente nella lista, la dimostrazione della mancanza di altri figli nel Paese di origine, richiedere se la stessa va apostillata o meno in quanto anche in Italia purtorppo l'applicazione della Legge non è uniforme in tutto il territorio.

Il punto di cui sopra è fondamentale prima di tutto per capire la disponibilità alla procedura di coesione e poi ad identificare il documento corretto che non viene però rilasciato dallo Zags. Fondamentalmente esistono due tipologie di documenti :
1) quello che accetta il Consolato in Ucraina è la : "ДОВІДКА ПРО СКЛАД СІМ’Ї" e viene rilasciata dal JEK non dallo Zags. E' un certificato in carta libera con il semplice timbro del JEK e non può essere apostillato (al Consolato a Kyiv mi risulta basti sempre questo eventualmente corredato dal certificato di matrimonio/residenza all'estero dei figli che a quel punto non vengono più considerati facenti parte della famiglia). Se non viene richiesta apostille in genere questo documento è sufficiente.
2) quello che dovrebbe essere universalmente riconosciuto : "Свідоцтво про склад сім'ї", qui la procedura è più complessa : si prende la Dovidka di cui al punto 1) e si porta ad un ufficio particolare del Ministero di Giustizia (purtroppo a Donetsk non sono riuscito a sapere dove si trovi/se sia aperto) assieme al passaporto interno. Dopo qualche giorno verrà rilasciato un documento ufficiale con la firma del responsabile locale del Ministero di Giustizia che potrà essere qundi apostillata. Temo purtroppo che il Consolato Ucraino in Italia non possa apostillare il documento perchè non rientra tra le competenze del Ministero degli Esteri.

Se la procedura di cui al punto 2), vista la situazione attuale e la probabile chiusura degli uffici Ucraini preposti a Donetsk, non dovesse essere possibile ci sono alcune alternative :
1) Chiamare il numero speciale istituito dal Ministero di Giustizia per gli abitanti del Donbass e chiedere se sono in grado loro di produrre il certificato di cui al punto 2) fornendo la Dovidka del JEK
2) Chiedere allo State Migration Service se è possibile registrarsi temporaneamente in un'altra città come rifugiati/dislocati e modificare temporaneamente la propria residenza apponendo il timbro con la nuova residenza sul passaporto interno. E se, una volta fatto questo, sarà possibile richiedere Dovidka e Svidostvo. Temo però che la procedura richieda diverso tempo e quindi sia difficilmente percorribile.

Qualsiasi sia la strada da percorrere, vista la situazione attuale, se la madre si trova ancora a Mosca o comunque non nel Donbass, sconsiglio vivamente di tornarci (oggi la città è stata nuovamente bombardata più volte) e, anche se non lo faccio mai, consiglio invece di affidarsi ad un intermediario.

Non essendo necessaria la legalizzazione dovrebbe essere sufficiente la traduzione semplice, altrimenti in Italia questa si può fare in Tribunale con dichiarazione giurata del traduttore.

Aggiungo un ulteriore consiglio : prima di partire per l'Italia inviare una copia dei documenti in Italia ad una persona di fiducia che si rechi presso la Questura di competenza chiedendo se i documenti sono completi o se richiedono altro; solitamente gli sportelli delle Questure non forniscono questo servizio ma spiegando la situazione veramente particolare, la provenienza da una zona in guerra con tutti i rischi del caso legati al viaggio spero che facciano una eccezione.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi kontecagliostro il lunedì 6 ottobre 2014, 21:08

Grazie di cuore Andrea. Sei stato preziosissimo con le tue dritte. L'ultima cosa se non ti chiedo troppo. Riesci a darmi il numero di telefono dedicato a cui può rivolgersi?
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi andbod il martedì 7 ottobre 2014, 11:50

Questo è il numero del Ministero di Giustizia dedicato : (044) 486-71-56, bisogna avere un pò di pazienza per riuscire a prendere la linea, spero di cuore che riescano a risolvere il suo problema.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi kontecagliostro il martedì 7 ottobre 2014, 12:03

ti rinnovo i miei ringraziamenti anche a nome di Natalia.
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Re: proviamo ad aiutare Natalia

Messaggiodi dreamcatcher il martedì 7 ottobre 2014, 14:48

Riapro il forum dopo qualche giorno e sono veramente dispiaciuto di leggere queste righe... spero vivamente che i consigli di Andbod e la comprensione di chi ha il potere di aiutare Natalia le possano dare un minimo di sollievo...

Mille parole, mille pagine... ma poi la crudeltà e l'assurdità di questa guerra si sentono proprio leggendo storie tristi come questa.
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