Primo incontro con la ragazza ucraina, il viaggio.

Esperienze e confronti, le storie d'amore le delusioni e il carattere delle ragazze ucraine.

Primo incontro con la ragazza ucraina, il viaggio.

Messaggiodi Patroclo il martedì 22 maggio 2007, 15:40

Sono le 2 della notte ma non riesci a dormire, tanto vale prepararsi, il viaggio per Bologna non è breve, e l’aereo parte alle 7.

Le valigie sono gia pronte, hai messo il meglio, i jeans firmati, qualche maglietta, camicie, giacchetta in pelle. Ti vesti abbastanza informale ma da essere guardato, non vuoi passare per uno qualunque, pantaloni neri, camicia nera e cappotto in pelle alla Matrix, stivali alla texana nero fumo.

Altra valigetta 48 ore, l’immancabile PC, la macchina fotografica digitale, due cellulari, i biglietti degli aerei (quanti problemi queste prenotazioni), e i regalini, controlli tutto, il piccolo braccialetto d’oro per lei, il profumo per lei, la bottiglietta di spumante per lei, due confezioni di nutella da viaggio quelle piccole e sempre per lei.

Ti senti bene e ti senti male, vivi questi momenti come guardare tra la nebbia e cerchi di non dimenticare niente, il dubbio di dimenticare ti porterà fino in Ucraina anche se hai controllato e ricontrollato per giorni.

Arrivi a Bologna, parcheggi l’auto e corri verso il check-in anche se non c’è assolutamente la necessità di correre, la tua mente è già in volo, è già in Ucraina, è già da lei.
Intanto arriva il primo sms
Buon viaggio amore mio. Baccio

L’aereo parte puntuale e il primo scalo è a Vienna, ti rendi conto che è la prima volta che vai all’estero da solo e provi qualche brivido di panico. A Vienna International Airport è tutto molto facile, indicazioni ovunque, non parli l’inglese ma ne sai quanto basta per farti capire altrimenti esistono i disegnini su carta e questi riescono a capirli anche se parlano solo arabo.

Alle 11 o poco più (non ricordi) il decollo da Vienna verso Kiev dove arrivi alle 14 (considerando l’ora di differenza in più, in Italia sarebbero le 13) e qui ti assalgono le prime paure, il passaporto, la lingua, i caratteri cirillici.

Il controllo passaporti è un supplizio mentale, presenti la carta di immigrazione che ti hanno consegnato sull’aereo e hai riempito, pochi istanti e il primo incubo è finito, sei alla consegna della valigia che dopo attimi di terrore vedi spuntare dal nastro trasportatore, con una ruota in meno e qualche ammaccatura ma arriva.

Prendi il telefono e chiami:
Tu:Sono a Kiev devo passare la Dogana ma per ora tutto bene
Lei:Contenta io ti aspetta, baccio, se problemi fai chiama

Controllo della dogana, brutte voci ti assalgono, i consigli ricevuti da chi non so, i doganieri vogliono soldi e pretendono regali.
Non dici una parola e sei terrorizzato, ti guarda controlla il passaporto, controlla la dichiarazione di valuta, ti chiede qualcosa in qualche lingua che non conosci, forse solo hai paura ma chiedi in italiano Terminal A, poi ricordi e dici Terminal Ei, ancora ti guarda annuncia una mezza smorfia indecifrabile tra un mezzo sorriso o un inizio di incazzatura e ti indica con la mano e con fare un po’ scocciato, di andare.

Va bene, va bene così sei felice e sei in Ucraina, adesso devi ancora prendere un aereo al terminal A, finisce il corridoio e scopri una marea di gente che aspetta, ah si ti hanno detto, i taxisti più o meno regolari, non fidarti, almeno non fidarti la prima volta.
Si avvicina un uomo brontolando qualcosa nella sua lingua, prendi 5 euro nella mano e dici Terminal A, prende i soldi, la tua valigia, ti indica di seguirlo e ti accompagna al terminal.
Troppo facile, troppo semplice, ti senti bene, come avere superato un esame.

Il terminal A è un grande atrio con check-in, bar, qualche negozio, il cambio della valuta ma non devi cambiare valuta hai già il biglietto prenotato dall’Italia fino a destinazione. In ogni caso cambi 10 euro, ti danno 60 grivne, prendi un caffé, (caffé è lingua universale la conoscono tutti) ed è un caffé lontanissimo parente dei nostri ma adesso rilassa.
Ti senti sciogliere, la tensione sta calando e ti senti bravo.

Prendi il telefono e chiami:
Tu:Sono al terminal A per ora tutto bene, tra 40 minuti prendo l’aereo
Lei:Contenta io adesso parto con taxi per aeroporto, baccio.

Sali in aereo dopo il controllo valige, l’aereo ti appare un tantino datato, sedili non troppo bene fissati, tendine ai vetri tipo autobus anni 60, un vecchio turboelica con qualche toppa qua e là ma se salgono gli altri va bene anche per te.
Rulla sulla pista e decolla con un rumore assordante, la prossima tappa e lei, la tua lei, cominci a ridere anche un pochino forte, sai che la tensione fa brutti scherzi e ti fai riconoscere in un attimo come il classico turista italiano casinista.

…continua
Patroclo
Avatar utente
Patroclo
TURISTA
TURISTA
 
Messaggi: 4
Iscritto il: venerdì 18 maggio 2007, 15:27
Località: Borgo Antico


Torna a In Ucraina per amore





Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti