Piano per regime visa-free con Schengen

La politica in Ucraina.

Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi jcaloe il venerdì 20 settembre 2013, 18:08

Sulla edizione odierna del Kyivpost è riportato l'articolo "The Yalta challenge", ovvero la sfida di Yalta.

La conferenza annuale che si tiene a Yalta quest'anno assume una rilevanza particolare perchè ritengo che il tema cruciale della conferenza sarà l'eventuale accordo con la UE che potrà sottoscriversi a Novembre a Vilnius.

Gli occhi del mondo intero sono puntati sull'Ucraina e a riprova di ciò leggo sulla edizione online di Unian che saranno presenti quali relatori Bill Clinton e Tony Blair.

Significativo anche il fatto che i lavori della 10° conferenza annuale saranno aperti congiuntamente dal Presidente Ucraino Viktor Yanukovich e dal Presidente Lituano Dalia Grybauskaitė, il che è di buon auspicio, tenendo conto che il summit di Novembre si terrà proprio in Lituania.
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi andrey il domenica 22 settembre 2013, 18:42

Kiev, 20 set. (TMNews) - L'immagine é di quelle iperboliche, ma aiuta a capire in quale situazione si trova l'Ucraina in questo momento della sua giovane storia: "Tra due grandi mostri, l'Unione Europea e la Russia". Così il presidente Victor Yanukovich ha spiegato all'apertura della Yes (Yalta European Strategy), la conferenza organizzata dall'oligarca Victor Pinchuk che raduna ogni anno in Crimea i maggiori leader della politica e dell'economia ucraina e internazionale, qual è la scomoda posizione di Kiev a poco più di vent'anni dall'indipendenza da Mosca.

E a quasi due mesi dal vertice di Vilnius, durante il quale potrebbe arrivare la firma dell'accordo di associazione tra Ucraina e Ue, Yanukovich ha affermato che è sua intenzione trovare una terza via tra quelle che conducono solo a Bruxelles e a Mosca. "Noi non abbiamo voluto e non vogliamo opporci a uno o all'altro dei processi d'integrazione, verso Est o verso Ovest, vogliamo combinarli", ha detto il presidente, ribadendo però come al caso Tymoshenko non si sia ancora trovato un compromesso.

L'Ue ha posto come vincolo per la sottoscrizione dell'accordo, che prevede anche la creazione di un'area di libero scambio, la scarcerazione dell'ex premier. Entro la fine del mese, i due inviati speciali di Bruxelles in Ucraina, Alexander Kwasniewski e Pat Cox, consegneranno il rapporto sullo sviluppo della vicenda.

essere quasi daccordo con zio YANO mi preoccupa #-o :D
timoschenko a parte
«Lottate e vincerete!»,Taras Ševčenko ai popoli soggetti al dominio imperiale di Mosca "QUANDO TRA IL PANE E LA LIBERTÀ IL POPOLO SCEGLIE IL PANE, PRIMO O POI SI PERDERÀ TUTTO, COMPRESO IL PANE" Stepan Bandera
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi vittorio_guido il domenica 22 settembre 2013, 19:30

E' come dicevo io, è l'antica tradizione dell'un colpo al cerchio...
L'insistenza sulla liberazione del ex premier da parte dell'europa è ridicola...
Soltanto gli stupidi non sbagliano mai.....
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi vittorio_guido il domenica 22 settembre 2013, 19:32

Chiedo scusa ho schiacciato invio prima di terminare...
Dicevo è ridicola...
Stiamo pregando l'Ucraina, non di liberare lei, ma di entrare in europa...
Vi prego vi vogliamo in europa ma liberatela... vi prego...
Quanti soldi abbiamo già dato in questi anni per iniziare sta integrazione???
Se fossimo coerenti non inizievamo neanche il processo...
O la liberate o niente...
Ma siccome le verità sono altre...
Auguri Ucraina... sei sempre il mio stato modello!!! :)
Soltanto gli stupidi non sbagliano mai.....
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi andbod il lunedì 23 settembre 2013, 10:36

Il caso Tymoshenko è solo la punta dell'iceberg di una partita ben più complessa che riguarda esclusivamente gli interessi dei grandi oligarchi Ucraini che ancora non hanno deciso da che parte stare visto che oggi sia Russia che Europa hanno detto stop alla politica Ucraina del colpo al cerchio e quello alla botte.

Un accordo con la Russia appare alquanto improbabile visto che l'Unine Doganale è in realtà una vera e propria annessione (e aggiungerei sottomissione) alla Russia, visto che la stessa può introdurre Leggi e Regolamenti non solo doganali direttamente nelle Legislazioni locali e che prevede una sorta di comitato direttivo che sovraintende a tutte le attività economiche, cosa che gli oligarchi locali non vogliono assolutamente.

Sullo sfondo ci sono quattro importanti questioni : lo sfruttamento degli enormi giacimenti di gas Ucraini, la rete di trasporto del gas (che anche con i nuovi gassodotti in costruzione è fondamentale per l'Europa), la possibilità per gli oligarchi di continuare ad utilizzare l'Europa come paese di transito per le proprie merci scadenti e i relativi avanzi da re-importare in Ucraina come prodotti di "qualità Europea" e la garanzia che verrà introdotto il regime visa-free (almeno sulla carta) esattamente prima della Presidenziali del 2015 per premettere all'attuale Presidente almeno una possibilità di vittoria.

In più c'è anche la questione dei fondi UE che, almeno all'inizio, resterebbero fuori dagli accordi e che invece l'Ucraina vorrebbe disperatamente perchè consentirebbero di sistemare la bilancia commerciale, alleviare le pressioni sulla valuta locale e sulle riserve della banca centrale, ridotte ormai ben al di sotto della soglia di guardia e arricchire ulteriormente i ricchi portafogli di chi comanda.

Tutte le partite si giocano su di un piano unico e la questione Tymoshenko è solo la carta da utilizzare dal Presidente Ucraino per poter scaricare la colpa sull'Europa in caso di eventuale mancato accordo, soprattutto oggi che quasi il 53% della popolazione locale (e quasi l'80% dei giovani laureati) vorrebbe l'Ucraina in Europa (è la prima volta che esiste una maggioranza assoluta rispetto a chi non vorrebbe nessun accordo, chi vorrebbe un accordo con la Russia e chi è indeciso). In realtà esiste già la disponibilità, a livello dipolmatico, di dare il via libera alle cure della Tymoshenko all'estero per evitare di perdere la faccia in Patria e accontentare la UE ma solo qualora l'Europa fosse disponbile a dare la sua disponibilità a trovare un accordo sulle altre questioni.
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi Forrest Gump il martedì 24 settembre 2013, 9:44

Se guardiamo a struttura della società, costumi, modi di fare e di essere, per non parlare delle tradizioni, l'Ucraina è, ed è stata, un paese molto russo.

Da un paio di anni si trova, come detto sopra, tra due grandi fuochi: Europa e Russia. Le viene chiesto di decidere. Il fatto è che dobbiamo capire se trattasi di possibilità oppure di obbligo di decidere :mrgreen: :evil: .

Padella o brace?
A volte le alternative che la vita ti propone, sono talmente brutte da toglierti perfino il gusto di scegliere.

L'Ucraina ha bisogno SOLO di un pò di Europa.
Di quella parte dell'Europa che ti porta più democrazia, più certezza del diritto, più uguaglianza sociale, più diritti dei lavoratori, per non parlare dei diritti umani.

Dio la salvi però dal modello economico europeo, che ha creato sfracelli quasi ovunque e benefici solo per i paesi più forti. Dal punto di vista economico-finanziario, mi guarderei bene dall'abbracciare il modello europeo.
Molto meglio la Russia che, solo per capire, è stata colpita molto marginalmente dalla crisi nera che, dal 2008 ad oggi, ha mietuto e continua a mietere vittime tra la popolazioni di tutta Europa.

E poi, dove sta scritto che si deve per forza scegliere tra nero e bianco?
Ci sono paesi che rappresentano dei modelli economici e sociali da imitare, senza essere Europa o Russia: Giappone, Svizzera, solo per parlare dei primi due che mi vengono in mente.

L'Ucraina per me deve fare i suoi interessi, non deve essere per forza inquadrata in un modello "preselezionato".
Fin quando gliene verrà data la possibilità, condivido la politica di un colpo alla botte ed un altro al cerchio, che poi significa essere liberi di fare ciò che si vuole, senza cedere alle forti pressioni ed agli interessi degli altri.

Lo so che non è facile, che ci sono pressioni forti, interessi, ma ci devono provare con la politica internazionale, con la diplomazia.
Ci vorrebbe uno di quei leader dalla faccia di bronzo, che fa felici e contenti tutti, che promette una cosa e poi fà come crede, uno che fa buon viso a cattivo gioco, ma sotto sotto la sa lunga e protegge il suo popolo.
"L'uomo saggio aspetta il momento giusto, il pazzo lo anticipa, l'imbecille lo lascia passare". (tratto dal film "Mai arrendersi")
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi armabona il martedì 24 settembre 2013, 11:02

questa volta sono d accordo con forrest
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi jcaloe il martedì 24 settembre 2013, 15:55

Sono d'accordo con Forrest, ma solo in parte.

Si è vero che l'Ucraina è stato ed è un paese molto russo, ma aggiungo: per libera scelta del popolo ucraino?

Non credo affatto, piuttosto ritengo che la russificazione dell'Ucraina, pur riconoscendo le affinità etniche, linguistiche e culturali con la Russia, sia stata una violenza unilaterale e continuativa da parte della Russia.

Basti pensare, senza ritornare ai tempi zaristi, alle deportazioni di staliniana memoria, alla repressione della lingua ucraina durante l'epoca sovietica ed al Holomodor del secolo scorso.

Un mio amico di Kiev, ex Armata Rossa, mi diceva che durante la campagna dell'Afghanistan i comandanti affibbiavano i compiti più gravosi e pericolosi ai militari non russi, inclusi gli ucraini.

Del resto non a caso che in occasione del referendum sulla indipendenza dall'URSS del 1990 la stragrande maggioranza degli ucraini ha votato a favore.

Il desiderio di indipendenza del popolo ucraino non si concilia affatto, a mio giudizio, con le mire egemoniche della Russia di Putin, il quale in più occasioni ha dichiarato che l'Ucraina non è un vero Stato, bensì un compromesso frutto di regali congiunti da parte della Russia e di altri paesi; probabilmente si riferiva a Polonia ed Ungheria.

Pertanto ritengo che la scelta strategica che l'Ucraina deve fare per sviluppare la democrazia ed il benessere deve essere verso l'Europa.

E se si sceglie l'Europa non è possibile prendere gli aspetti di democrazia e di diritti e rinnegare il modello economico. L'europa è una e va presa in toto.

Il modello economico dell'Europa, a mio avviso, è un buon modello, ma per poterne utilizzare i vantaggi a pieno occorre avere grandi prospettive di condivisione di valori e percorrere strade virtuose sia in termini economici che sociali.

La suddivisione di Forrest in paesi forti e paesi deboli, effettuata in via prioristica non mi trova d'accordo.

Un paese è forte se si dota di una struttura moderna sia istituzionale che economica e per far ciò ci vuole coesione e vero senso di appartenenza.

In Germania da tanto tempo ci sono governi di larghe intese e nessuno si sogna di alzarsi la mattina e di mettere in discussione il governo della Merkel e ciò genera prosperità e fiducia degli investitori.

In altri paesi, facili da individuare, si pensa solo a litigare ed a perpetuare status quo di privilegi e di mantenimento di lobbies. Il modello economico dell'Europa non centra nulla con i mali atavici dei paesi di indole gattopardesca.

Ecco perchè ritengo che lo sviluppo dell'Ucraina possa avvenire unicamente mediante l'aggancio alla Unione Europea e non potrà performarsi ne da paese non allineato, perchè non ha la forza di camminare da solo, ne tantomeno gettandosi nelle fauci del leone russo, anche quando questo tende a travestirsi da agnello.
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi Luca il martedì 24 settembre 2013, 16:13

Il sentimento nazionalistico degli ucraini viene fuori oramai solo in occasione delle partite di calcio.
La mia è ovviamente una provocazione, ma è solo per dire che l'Ucraina appare sempre più un Paese diviso a metà.
La parte orientale ha evidenti e profonde affinità con la Russia.
Affinità di carattere culturale e soprattutto linguistico.
Tutti coloro che per qualsiasi motivo frequentano la parte orientale dell'Ucraina potranno confermare che nei grandi agglomerati urbani tutti parlano esclusivamente il russo.
L'Ucraina ovest è sicuramente più affine all'Europa per ragioni sia geografiche che storiche.
Come ho già avuto modo di dire in altre discussioni, trovare un'amalgama in tempi brevi non sarà semplice; il processo di vera unificazione dell'Ucraina (in termini di condivisione di valori, di lingua, ecc.) avrà tempi lunghi.
Io, però, ritengo che l'avvicinamento all'UE non potrà che favorire il percorso che l'Ucraina dovrà fare.
A me sembra, infatti, che a prescindere dalle suddette differenze, molti guardano ad una partnership più stretta con l'Unione come un modo per poter sviluppare i propri affari, per poter investire; in una parole come un'opportunità (non riservata esclusivamente agli oligarchi).
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi Ciorni.voran il martedì 24 settembre 2013, 17:08

Putin forse ha anche ragione...il problema è che sono modelli propagandistici inutili applicabili a quasi tutti i paesi del Mondo.Di chi è l'Italia?Degli etruschi,dei romani,dei normanni,dei bizantini,dei greci,dei longobardi...?Non esistono gli ucraini così come non esistono tanti altri popoli se utilizziamo questi criteri.In questo preciso momento storico sono enormemente più affini alle popolazioni che vivono nella Fed. Russa piuttosto che a un Ungherese,un Polacco,un Rumeno....e così via.Se poi vi sia stata una russificazione forzata 70 anni fa è una cosa ininfluente.Gli ucraini sono gli abitanti che risiedono all'interno dei confini attuali e si riconoscono nelle istituzioni statuarie attuali.E bisogna pensare quali siano le soluzioni migliori da mettere in opera per migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti all'atto pratico.

Non vi è dubbio alcuno che l' Europa sia un modello migliore rispetto all'altro...ma sono decisioni gravide di conseguenze e serve un sostegno totale e incondizionato della UE per fare questo.Sono in grado di fornirlo o si va semplicemente in cerca di nuovi mercati da sfruttare?Qualcuno sa quanti sono i lavoratori ucraini in Russia che possono essere soggetti a ritorsioni di cui già si vocifera (solo gli irregolari 700mila),qualcuno sa che il 25 % dell'export ucraino arriva nel mercato russo e che la gran parte di quelle merci sono inesportabili altrove,che tutti i motori degli elicotteri russi sono di fabbricazione ucraina,che l'ucraina è un osservatore dell' Unione Doganale Russia Bielorussia Kazakistan,che ha firmato un accordo in cui si impegna a non mettere in atto azioni che possano danneggiare reciprocamente l'economia dei due paesi.Che almeno per i prossimi 3/5 anni sarà ancora dipendente dalle importazioni di gas russo?E mille altri intrecci di natura politica,economica e commerciale.Come si compensano queste perdite?

Per adeguarsi alle normative europee non basta firmare un pezzo di carta,ci vogliono decine di anni e montagne di soldi...chi paga?E' un paese devastato,con la corruzione endemica,senza etica del lavoro,senza infrastrutture moderne,una giustizia minimamente efficiente,con gli eserciti stranieri in casa...e non parliamo di togliere i visti...una aberrazione.E' tanto facile arrivare in Europa vogliamo imbarcare ancora milioni di disperati?Chi ha i mezzi per arrivare già oggi può farlo senza tanti problemi.

Accordi settoriali di libero scambio con la UE e non solo relativamente ad alcune merci ne esistono già oggi,non si inventa nulla.Si continui a lavorare in questo senso.Io dal canto mio sono più favorevole a una terza via e al modello F. Gump piuttosto che a un accordo di associazione con la UE.A meno che l'Europa non si impegni a sostenere uno sforzo simile a quello che ha fatto la Germania per unificare la parte ex-sovietica...ma quella è la Germania...altra musica.Questi accordi favoriscono solo alcuni grandi interessi particolari...oligarchi da una parte e grandi speculatori dall 'altra.E sono gravidi di conseguenze difficilmente preventivabili.
Il Mondo alla rovescia, quello del male, della follia distruttiva e dell’assurdo è difeso e costruito da un esercito di “medici pietosi”, di anime belle allo specchio, di persone che vanno dove le porta il cuore avendo lasciato la testa a casa.
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi andbod il mercoledì 25 settembre 2013, 13:13

Quello che ha funzionato fino ad oggi nel modello della politica Ucraina purtroppo non può più funzionare, non per volontà dell'Ucraina ma per volontà soprattutto Russa.

Per i politici Ucraini (leggasi gli oligarchi che li pagano) rimanere in bilico, del piede in due staffe è sempre stato un vantaggio sia di natura economica che politica in quanto ha permesso per anni di sfruttare le divisioni culturali del Paese a fini elettorali e ottenere piccoli favori nei momenti di tensione internazionale.

Le cose sono cambiate non tanto per volontà Ucraina, bensì da quando Putin ha deciso di creare una riedizione della "Grande Russia" costringendo, soprattutto con lo strumento del gas, dei blocchi doganali per ragioni alimentari e della pressione valutaria, diversi Paesi del blocco ex-sovietico ad entrare nell'Unione Doganale che altro non è che una vera e propria sottomissione politica e economica al controllo Russo, basti pensare che l'organo direttivo dell'Unione Doganale può introdurre Leggi negli ordinamenti nazionali senza bisogno di approvazione da parte dei Parlamenti locali.

L'Ucraina, a differenza della Bielorussia già economicamente in ginocchio, ha avuto una reazione forte (gli oligarchi Ucraini sanno benissimo che sotto Putin il loro poter diminuirebbe fino quasi ad annullarsi) e ha deciso da un lato di accelerare sulla via degli accordi con la UE e dall'altro di creare le condizioni per rendersi indipendente, sul fronte del gas, dalla Russia.

La UE, già colpita dalla crisi economica, ha deciso di chiudere un occhio sul mancato rispetto di moltissime direttive e regolamenti da parte dell'Ucraina ed è scesa a compromessi, fino ad arrivare al punto di accettare di fare un accordo quasi esclusivamente di natura economico/commerciale, pur di poter restare nel ricco mercato Ucraino "affamato" di beni di consumo in quanto l'eventuale entrata dell'Ucraina nell'Unione Doganale avrebbe imposto ulteriori e pesanti dazi.

Seppure nella povertà locale non bisogna infatti dimenticare che gli Ucraini sono consumatori sfrenati, soprattutto di beni di lusso Europei e che la bilancia commerciale Ucraina è fortemente in passivo nei confronti della UE (l'Ucraina importa molto di più di quello che esporta) e quindi la UE avrebbe molto da perdere.

Concordo assolutamente sul fatto che la popolazione Ucraina temo beneficierà ben poco di questo accordo in quanto le disposizioni più interessanti, quali la qualità e la rintracciabilità dei prodotti, varranno solo per le merci importate ed esportate. La stessa l'eliminazione dei dazi di importazione ritengo molto difficile che si sposterà sulla popolazione rimanendo nelle tasche dei soliti noti.

Ancora peggio sul fronte della Giustizia, Costume e Libertà personali e/o di impresa in quanto l'accordo non prevede l'introduzione automatica di regolamenti o direttive Europee in Ucraina o l'introduzione delle stringenti regole sul lavoro, etc. (anche se avrebbe dovuto) ma è prevalentemente un accordo di natura economico/commerciale con pochissimi punti, molto generici, dedicati alla corruzione, al sistema giudiziario e politico.

Temo che però stiamo andando fuori tema visto che si parlava di regime visa-free con Schengen.
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi dreamcatcher il mercoledì 25 settembre 2013, 13:49

Quando si parla di Europa, Russia e Ucraina si aprono sempre discussioni lunghe e a mio parere interessanti.

Per come la vedo io, l'Ucraina per motivi storici legati agli ultimi settant'anni, è profondamente legata alla Russia. Inoltre, a differenza di altri Stati (popolazioni) non c'è un vero e proprio sentimento anti-russo, che arriva magari a negare anche la conoscenza della lingua russa stessa come è successo in Repubblica Ceca, Polonia o Ungheria.

in alcune zone dell'Ucraina (e parlo della zona sud occidentale che conosco, ma immagino il discorso valga anche per altre), ancora non ci si sente ucraini ma piuttosto moldavi o rumeni, o bulgari o gagausi. Famiglie divise da un confine nato meno di trenta anni fa non sono un'eccezione. Non ci si sente legati alla Russia (e siamo in "zona russa") ma piuttosto all'URSS.

La mia ragazza non perde occasione per ripetere che l'Ucraina è sempre stata schiava di qualcuno, nei secoli. E così sarà sempre (e in questo le ricorda molto l'Italia).

Questo essere schiavi di qualcuno non significa però che bisogna aderire a un modello piuttosto che all'altro, ma che invece ci vorrebbe una classe dirigente capace di far credere, ora a uno ora all'altro, che l'Ucraina è con loro. E questo, più o meno, succede anche oggi e sarà un atteggiamento sempre più marcato.

L'Europa... come venti anni fa qui da noi, è ovvio che oggi tra i giovani ucraini esista il mito di questa "Unione Europea" che abbatte barriere e dogane, scavalca la burocrazia, dà opportunità di viaggio, di lavoro, di scambio a tutti. Quando ero piccolo e pensavo di fare un viaggio in Svezia mi dicevano che c'era bisogno dei documenti... dei permessi... quando ci sono andato per la prima volta senza fermarmi praticamente mai, le imprecazioni verso la dogana svizzera si sono sprecate.

Ma oggi? Oggi qualcuno immagina di rimettere le dogane per chi viaggia attraverso l'Europa? Però c'è chi immagina, e ce ne sono tanti (tra cui io) di uscire da una situazione che è diventata soffocante... perché i concetti di "l'Europa è una" ma "in Germania si sta meglio" sono opposti tra loro.

Forse questo in Ucraina qualcuno non l'ha ancora capito, o forse pensa che peggio di così comunque è difficile stare, quindi tanto vale provarci.
Ma l'Europa, quella dei grandi valori, obiettivi ed ideali di cui si parla sopra, sarebbe tale e sarebbe vera solo se chi ne ha la possibilità (Germania in primis) trovasse il coraggio la voglia e soprattutto l'interesse di ripetere il miracolo dell'unificazione fatto con la DDR. Anche allora si erano richiesti sacrifici, ma per rialzare un Paese dalle rovine, mentre oggi sembra che i sacrifici vengano fatti fare a chi, per colpe proprie o meno, si trova già in ginocchio.

Non voglio andare fuori tema, per concludere: chi in Ucraina ha già un piede in quello che è il modello proposto dalla Russia ricca (viaggi, shopping, affari) vedrebbe di buon grado uno sdoganamento del proprio Paese, un'opportunità per arricchirsi ancora di più o comunque per togliersi molte soddisfazioni nella vita.
Chi è legato al proprio orticello, e vive nella sua casetta col tetto in eternit, non vede sbocchi né a ovest, né a nord.
E quando pensa all'UE gli viene un gran mal di testa... sento ancora mia "suocera" lamentarsi per gli anni trascorsi e i soldi spesi per portare qui con noi in Italia il suo nipotino... ma questi Europei non sono mai contenti! Senza vedere/capire che tutti gli ostacoli erano là, in Ucraina.
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi beppino il mercoledì 25 settembre 2013, 16:12

tradotto automaticamente dal sito di mail.ru
"Guerra commerciale tra Russia e Ucraina è stato continuato. Stasera Ucraina chiuderà il traffico proveniente da Russia e Bielorussia attraverso i suoi punti di controllo locali. A Kiev spiegare questo passaggio della peste suina africana dilagante in questi paesi. Ma esperti notano uno strano misure proibitive coincidenza unneighborly dal primo ministro Dmitry Medvedev contro l'Ucraina."
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi MrTrinita79 il giovedì 17 ottobre 2013, 16:32

vorrei farei i complimenti a andbod.
ho letto e riletto questo intervento.
credo che sia la spiegazione migliore per il quadro che determinerà il possibile futuro dell UCRAINA soprattutto in vista del regime visa-free con Schengen
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Re: Piano per regime visa-free con Schengen

Messaggiodi flydream il venerdì 18 ottobre 2013, 10:49

Da:
http://italian.ruvr.ru/2013_10_17/Punta ... ere-molto/

"
Più si avvicina il momento della firma di un trattato sull’adesione dell’Ucraina all’Ue come membro associato, più accese sono le polemiche in materia di giustezza di questa decisione. Chi è interessato a che l’Ucraina segua la via dell’integrazione europea? Le autorità ufficiali di Kiev, gli oligarchi nazionali, la parte di orientamento antirusso dell’élite europea ed americana o tutti insieme? Le opinioni al riguardo non sono concordi. Ma su un punto la maggioranza degli esperti concordano: non è il popolo ucraino!

Parlando della necessità economica di aderire alla famiglia europea, invece di partecipare all’Unione Doganale, i vertici ucraini, di regola, stanno manipolando le dichiarazioni, non ben delineate, sulla possibilità di procedere verso gli standard tecnologici avanzati dell’Europa e verso altri valori di alto pregio. Al tempo stesso si tace se all’interno dell’Ue siano attesi i prodotti ucraini, nonché il destino riservato alla piccola e media impresa di questo paese.

Ciò mentre il settore imprenditoriale ucraino corre il rischio semplicemente di morire sotto il peso del dumping. E in considerazione della qualità dei prodotti europei. Nonostante la crisi l’Ue per il momento ha dei fondi necessari per mantenere i suoi produttori, a differenza dell’Ucraina. Intanto, l’enorme mercato della Russia, della Belarus e del Kazahstan, dove i prodotti ucraini sono ben noti e quotati, in questo caso sarebbe chiuso all’Ucraina. Occorre fare una celta: queste sono le regole di commercio in seno all’Ue e all’Unione Doganale.

Kiev ne subirebbe anche dei gravi svantaggi a livello della geopolitica e della politica interna. I veterani dell’Ue considerano i nuovi membri e tanto più i membri associati oggetti di seconda categoria cui è riservato il ruolo di tampone tra l’Europa “classica” e il concorrente emergente nella persona della Russia. Tanto meno gli strateghi europei pensano ai destini dei popoli dei paesi - membri associati. L’obiettivo chiave è estendere la propria influenza, in tutti i sensi della parola, a sempre nuovi territori. Per far dispetto alla Russia.

Al microfono Bogdan Bezpalko, esperto dell’Università Statale di Mosca- MGU.

L’Ucraina serve all’Ue come determinato spazio strategico che può esercitare l’influenza bloccante sulla Russia. Alla grande, l’Ucraina dovrà entrare nella zona di associazione con l’Ue, diventare una quasi colonia dell’Europa non perché ne ha bisogno, ma poiché questo Paese non faccia parte della Russia, non la rafforzi. Questo è l’obiettivo degli europei e dell’Occidente nel suo insieme.

In tale contesto appare tutt’altro che casuale l’elevato interessamento degli USA all’eurointegrazione dell’Ucraina. A tale proposito il Segretario di Stato USA John Kerry, a nome del Presidente, ha lanciato un apposito messaggio pieno di pathos e parole favorevoli all’indirizzo di Kiev da parte del fratello maggiore. A quanto pare, le autorità ucraine sono pronte a svolgere il ruolo di moglie minore europea degli USA.

È poco chiaro su che cosa contano le autorità ufficiali di Kiev. Va ricordato che l’attuale Presidente Viktor Yanukovich era salito al potere sull’onda di una retorica progressista che gli aveva consentito di accaparrarsi il sostegno delle regioni che tradizionalmente vedono in Russia un alleato e un amico. Ma poi, di fatto, ha portato avanti la linea del suo predecessore Viktor Yushchenko che trascinava per le orecchie l’Ucraina verso il felice mondo occidentale. A proposito, ad un esame ravvicinato oggigiorno questo “mondo felice” presenta delle gravi crepe. In questo senso il momento scelto per diventare “praticante” in seno all’istituto dei valori europei appare tutt’altro che opportuno!

Lo si evolve anche dai sondaggi demoscopici. Non c’è nessuna maggioranza dei sostenitori dell’eurointegrazione a cui ha fatto riferimento Kiev al momento dell’adozione della sua decisione. Nella migliore delle ipotesi la sostiene ma metà degli ucraini. Chi è allora il committente principale di un simile progetto che non è moralmente valido?

Dice Tamara Busenkova, vice direttore dell’Istituto di Studi Strategici:

Gli evidenti eurointegratori sono il gotha del potere con il capitale oligarchico, i grossi imprenditori nonché raggruppamenti politici. Tutti essi hanno collocato i loro capitali sul mercato europeo, contando di ricavarne determinati bonus in futuro. Ma quel che più conta è che mediante l’eurointegrazione vogliono difendere i loro capitali all’estero.

L’impressione è che le autorità ucraine stanno facendo tutto il possibile perché gli umori di protesta nel paese possano continuare ad aumentare. L’Ucraina non è chiusa in isolamento: lì è ben noto il disappunto degli abitanti dei paesi che recentemente hanno aderito all’Ue, per la riduzione del tenore di vita e le prospettive vaghe per il futuro. Per esempio, in Bulgaria e nei paesi del Baltico è in espansione la nostalgia dell’era socialista. Intanto, l’Ucraina si assume un sacco di impegni che dovranno adempiere i cittadini comuni e non gli oligarchi. Per l’Europa questo Paese può diventare semplicemente un nuovo mercato di sbocco e uno spazio con la mano d’opera a buon mercato.

È veramente un destino che vuole per l’Ucraina la maggioranza dei suoi cittadini? Ne dubitiamo. Dopo l’ingresso nell’OMC il PIL di questo Paese si è già ridotto oltre del 15 %. Gli economisti dicono che la partecipazione all’Ue come membro associato non farebbe che aumentare ancora di più questa tendenza. È già una questione politica e non economica! Innanzitutto per l’attuale potere che nell’interesse del grande capitale è pronto a rinunziare alla stabilità sociale. Invece di lottare contro la corruzione, di ristrutturare il sistema fiscale e pensionistico, di interdire l’esportazione del denaro verso le zone off-shore. Insomma, invece di occuparsi di reali problemi affrontati dal Paese. Puntando sull’Ue Kiev corre il rischio di perdere molto e ciò sarebbe la condanna politica per coloro che non sono in grado di ragionare in termini strategici. Anche sul proprio futuro nel potere.
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