Ospedali rionali o di quartiere

La gestione della sanità pubblica e privata.

Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il mercoledì 25 febbraio 2015, 11:52

Ogni tanto purtroppo bisogna aggiornare questo topic.

Mio suocero ha trascorso una decina di giorni in ospedale a Kiliya, che non è una metropoli ma nel bene o nel male è il centro cittadino di riferimento per molti villaggi della zona.
Anni fa, per dare un'idea della reputazione dell'ospedale, si preferiva partorire in casa. Forse oggi è cambiato qualcosa?

Mio suocero si è ricoverato per problemi di medicina interna e, mancando un posto letto nel reparto, è stato fatto accomodare in... malattie infettive :shock:
In dieci giorni non gli è stato fatto praticamente alcun esame se si esclude un ECG.
Praticamente si è autodimesso senza aver ricevuto alcuna cura, e come gli ha consigliato il primario: 'non vale la pena di andare a Izmail, piuttosto vai a casa e continua a prenderti le pastiglie'.

Stiamo valutando di spingerlo ad andare almeno a Odessa, in effetti siamo un po' preoccupati.

Comunque, costo della degenza è stato 2800 grivne, spese per pastiglie contro il mal di stomaco e flebo di fisiologica incluse.
2800 grivne sono tante, veramente tante. Non so cosa possa costargli un ricovero a Odessa, ma non penso che la cifra in proporzione salirebbe di molto, anche considerando che questi 2800 sono stati letteralmente buttati via.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il martedì 15 novembre 2016, 18:07

Spesso si è parlato di quanto sia disastrato il sistema sanitario in Ucraina.
certamente non vanno sottovalutate le esperienze positive riportate da alcuni, ma direi che anche ieri ho avuto una conferma di quanto queste esperienze positive siano mosche bianche, o riguardino situazioni relativamente poco serie.

Prima telefonata: mia cognata, la moglie del marinaio di Izmail, sta per diventare mamma. La bimba per ora non ne vuole sapere di nascere, è già in ritardo di parecchi giorni. Ieri mia cognata è andata in ospedale, ma sarebbe meglio dire in clinica, dove l'hanno rassicurata e le hanno detto di ripresentarsi fra qualche giorno.
Le ho chiesto se si fidasse di quanto le hanno detto i medici.
la sua risposta: primo, ho studiato medicina e mi sono laureata, mi fido ciecamente di me. Secondo, ho pagato (dollari) un sacco di soldi questi signori durante tutta la gravidanza, viene da sè che siano professionali e preparati.


Seconda telefonata, purtroppo meno piacevole.
A una nostra conoscente che vive nel villaggio della mia bella, non ha ancora quarant'anni, è stato diagnosticato un tumore, da quanto ho capito una forma di leucemia o qualcosa del genere perchè si parla di tumore al sangue.

(parentesi: tutta la sua famiglia è sempre stata bersagliata da questo tipo di disgrazie, tanto che ieri si cercava di capire se in qualche modo da molti anni a questa parte fossero esposti ad agenti chimici o ad altri fattori di rischio. Ovviamente, tirando un po' le somme, c'è da meravigliarsi che arrivino a quarant'anni :( )

Ora, come sempre accade in questi casi, scatta una gara di solidarietà tra parenti e conoscenti, la famiglia chiede ufficialmente di essere aiutata e ciascuno contribuisce per come può. Parliamo di cifre assolutamente ridicole, come 100 grivne. Ma 100 grivne, in campagna, sono un decimo di stipendio!

La cosa ridicola, ancora di più, è il prezzo che è stato richiesto per sottoporsi a una seduta (ho scritto seduta, non ciclo) di chemio: 108000 grivne.
Una sola seduta non serve a nulla, un ciclo di sedute è fuori della portata di questa famiglia.

Assistenza sanitaria per tutti? Per di più gratuita? una balla colossale! E, come la storia di questa famiglia insegna, è sempre stato così anche prima del crollo dell'unione sovietica.
Rassegnazione, e accettazione completa di questa situazione... anche se almeno per ora sono tutti combattivi e pronti a qualsiasi sacrificio pur di dare una mano alla sfortunata.

chiudo qui.
Volevo solo chiedere a chi magari vivendo stabilmente in Ucraina o avendo contatti più stretti e quindi più informazioni, vi risulta un simile costo a carico del cittadino per quanto riguarda la chemioterapia?
Qualcuno sa indicare qualche istituto, anche privato, presso il quale sarebbe possibile provare a curarsi anche per chi vive del lavoro del proprio campo?
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi peterthegreat il martedì 15 novembre 2016, 18:28

Meglio morire tranquilli ed evitare inutili accanimenti terapeutici per allungare la vita di qualche mese (forse) e stare malissimo.
E rimanere senza soldi.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il martedì 15 novembre 2016, 18:33

Sono pienamente d'accordo Pietro.

Tuttavia sai meglio di me quanto questo concetto sia difficile da spiegare a chi, non solo non è consapevole della propria situazione - e non mi riferisco solo alla malattia, ma alla 'normalità di vivere respirando eternit, per esempio - ma anche a chi crede che i soldi o il vivere all'estero, diano una possibilità in più.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi peterthegreat il martedì 15 novembre 2016, 18:39

Non mi piace parlare dei fatti miei, ma mio padre e' morto di leucemia e 93 anni ( non mi dilungo in spiegazioni).
Mia mamma ha autorizzato una cura (come dici tu in certe persone, magari di una certa eta', i dottori hanno ancora una grande potere), a detto del primario ultimo tentativo e molto tossica.
Questo non si chiama curare, si chiama accanimento terapeutico, mio padre e' vissuto 7 gg di più' stando malissimo, non poteva morire tranquillo a 93 anni?
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il martedì 15 novembre 2016, 19:27

Pietro... i miei non sono arrivati a 60, nè l'uno nè l'altra.
Mio padre s'è fatto una decina d'anni di sm, tanto per capirci. Poi puoi scegliere di vivere, di vivere male o di vivere al meglio nonostante tutto, o di non vivere.

Ho scritto di questa persona perchè figurati tu, se non gli si riesce a mettere in testa che crescere 100 galline quando i figli vivono all'estero, non serve a niente, che risparmiassero la schiena almeno... figurati parlare di accanimento terapeutico e simili.

Qui il punto è che l'ostacolo, agli occhi loro, sono le 108mila grivne che sono state chieste.
Tradotto, i ricchi si curano, i poveracci no.

Il che, a mio parere, è vero un po' ovunque ma in Ucraina è più vero che in qualunque altro posto.
Per questo ho chiesto se è una cifra reale, se riguarda solo istituti privati, se è frutto delle solite voci di campagna, se vi sono strutture che , come diremmo noi sono convenzionate o hanno altri prezzi.

Tempo fa su questo forum, scrissi della bambina nata sorda che necessitava di un impianto cocleare, sempre in campagna.
Si trattava di centinaia di migliaia di euro, non grivne. Penso di aver mobilitato mezzo mondo, italia inclusa, trovando anche una certa disponibilità. fatto sta che la bambina è rimasta lì, non si è operata, e solo da un paio d'anni scarsi la famiglia si è trasferita a Odessa, dove sopravvivere è senza dubbio più difficile ma almeno i sacrifici sono ripagati dal fatto che la piccola ora esce di casa, può essere 'mostrata al mondo' senza vergogna e magari sta anche imparando a comunicare.

Nel caso di questa signora invece, è chiaro che la strada sia purtroppo tracciata.
Però, forse mi sbaglio, questa caparbietà forse non deriva da quell'attaccamento morboso alla vita (artificiale) che abbiamo noi (e con la mia bella che ha lavorato come badante per anni, ti assicuro che ho visto casi veramente assurdi #-o ), quanto piuttosto a quel senso innato nella gente di Ucraina, di trovare sempre e comunque un modo per sopravvivere, per arrangiarsi, per arrivare a domani.

pensare al dopo, a ciò cui tu ti riferisci, necessita una visione più a lungo termine che qui sai bene che non esiste.
Sette giorni? già sette ore è troppo 'in là'.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il mercoledì 23 novembre 2016, 18:44

Come sapete è nata la nostra nipotina.

Così si è parlato anche un po' di ospedali, reparti maternità e simili.

Qualche informazione anche se riguardante una piccola realtà, quella di Izmail, che se da una parte non fa testo confrontata con zone più 'evolute' del Paese, dall'altra credo ritragga molto fedelmente la maggior parte dei piccoli centri urbani sparsi per l'Ucraina.

L'ospedale è lo stesso di dodici anni fa, quando lì nacque quello che oggi è il mio bambino.
Dico 'lo stesso' non solo perchè da lì non si è mosso, ma perchè lì non si è mosso nulla in questi anni. Perfino le ostetriche sono le stesse.

A differenza della mia bella, sua sorella ha potuto permettersi una di quelle camere 'private', a pagamento, con qualche comfort in più rispetto alle 'camerate' del resto dell'ospedale.

Nonostante questo, tutto ciò che da noi si chiama materiale sanitario e che viene fornito senza il minimo dubbio da parte dell'ospedale, se l'è dovuto pagare, portare da casa, procurare personalmente.
Mi riferisco ai pannolini, alle garze, e via dicendo.

Un tiralatte elettrico costa 4800grivne.

Perfino le dimissioni sono state a pagamento. L'altro giorno mamma e bambina dovevano teoricamente tornare a casa. La dottoressa le ha visitate e si è allontanata dalla stanza. Dopo di lei è entrata la capo reparto , si pensava col foglio di dimissioni, invece nulla.
A precisa domanda in merito, è stato risposto 'non vi trovate bene qua?'

Il giorno dopo, a conclusione della stessa scenetta, i cognati hanno aperto il portafoglio e contemporaneamente si sono spalancate anche le porte di uscita :mrgreen:

C'è però da dire una cosa, perchè credo che vada sottolineata.
Mia cognata, che è del mestiere, non ha fatto altro che elogiare chi lavora in quell'ospedale e in quel reparto maternità, perchè hanno turni massacranti, non hanno mezzi a disposizione e hanno uno stipendio ridicolo.
La dottoressa che l'ha seguita praticamente è stata in servizio per tre giorni di fila.
Alla fine la mancia se l'è più che guadagnata.

Ecco... il punto che volevo sottolineare è che la mancia l'avrebbe potuta chiedere anche senza impegnarsi a fondo a svolgere il proprio mestiere, invece ha dimostrato attaccamento al lavoro e dedizione verso i pazienti.
Il che, considerato che motivazioni dal punto di vista finanziario non ce ne sono, è un vero miracolo.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi Gianmarco58 il mercoledì 23 novembre 2016, 21:53

Non è un miracolo, è la normalità, se vuoi chiamala "dedizione senza se e senza ma".
Gli uomini sono sanguinari, NON le Ideologie! (Peterthegreat)
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi peterthegreat il mercoledì 23 novembre 2016, 22:01

dreamcatcher ha scritto:Nonostante questo, tutto ciò che da noi si chiama materiale sanitario e che viene fornito senza il minimo dubbio da parte dell'ospedale, se l'è dovuto pagare, portare da casa, procurare personalmente.
Mi riferisco ai pannolini, alle garze, e via dicendo.


Anche in Italia sono gia' un po' di anni che ti devi portare la roba da casa, prima di ricoverarti ti danno un foglio con tutto quello che devi portare.
Anche se tutti noi no!
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il giovedì 24 novembre 2016, 13:50

Non avendo mai partorito non lo sapevo, Pietro, grazie dell'info :mrgreen:

A sto punto allora, diamo il visa free che tanto per usi e costumi siamo praticamente lì.

Gianmarco58 ha scritto:Non è un miracolo, è la normalità, se vuoi chiamala "dedizione senza se e senza ma".

No Gianmarco, la normalità è l'esatto opposto ovvero: ti chiedo la mancia e non faccio il mio lavoro.

Altrimenti non si sarebbe sorpreso nessuno.
Non lo dico io che vivo in Italia e che con gli ospedali ucraini fin'ora (grazie al Cielo) non ho avuto a che fare.
Lo dice mia cognata che tutto è tranne che europeista, filoccidentale e idealista.

La prassi è pagare per tutto. Il lavoro, o meglio, la dedizione senza se e senza ma, in genere o è coatta (o così o così), o è una rarità.
Ricordo molto bene l'atteggiamento tenuto da una signorina in un ufficio pubblico di Kiliya, quando cercavamo documenti per la questione della patria potestà, che nemmeno ha preso in mano i fogli che le avevamo portato, e mentre si ritoccava le unghie aspettava (mettiti comoda!) che la mia bella sganciasse qualche banconota.

Se non fosse questa la normalità, questo Paese sarebbe avanti anni luce, altro che.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi vittorio_guido il venerdì 25 novembre 2016, 9:16

peterthegreat ha scritto:
dreamcatcher ha scritto:Nonostante questo, tutto ciò che da noi si chiama materiale sanitario e che viene fornito senza il minimo dubbio da parte dell'ospedale, se l'è dovuto pagare, portare da casa, procurare personalmente.
Mi riferisco ai pannolini, alle garze, e via dicendo.


Anche in Italia sono gia' un po' di anni che ti devi portare la roba da casa, prima di ricoverarti ti danno un foglio con tutto quello che devi portare.


La sanità ligure è messa male si sa....
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il martedì 12 marzo 2019, 10:06

Ieri ho parlato con una mia amica di Kiev che ha dovuto usufruire dell'assistenza sanitaria pubblica prima e di quella privata poi.

E' una ragazza giovane che può contare su un buon lavoro e uno stipendio decente (uno di quegli stipendi che 'fanno media' nelle statistiche ) oltre che soprattutto su un'assicurazione sanitaria stipulata anche grazie alla compagnia per cui lavora.

Un paio di settimane fa si trovava a sciare sui carpazi quando è stata investita da un altro sciatore che, come accade anche dalle nostre parti, dopo averla travolta si è dileguato. "di solito fanno così", dice lei stessa.

Bene, subito sulla pista sono arrivati i primi soccorsi che hanno provveduto a immobilizzarla e a trasferirla in un ospedale pubblico nonostante nel resort vi fosse un centro di assistenza sanitaria e nonostante lei abbia fato presente di essere in possesso di assicurazione e quindi di poter far fronte alle spese mediche.
Nulla da fare: i medici "erano a un corso d'aggiornamento" e quindi "nessuno avrebbe potuto curarla lì".

La permanenza nell'ospedale pubblico si è limitata a due giorni, in quanto le è stato detto chiaramente che non avevano nè mezzi nè tempo (= doveva pagare?) per occuparsene in maniera adeguata.
A questo punto la ragazza ha comprato un biglietto per Kiev, la città dove vive, e due stampelle ed ha lasciato l'ospedale. Mi ha fatto notare che se non fosse stata in grado di acquistare il biglietto, sarebbe rimasta in ospedale finchè qualcuno fosse arrivato lì coi soldi a sbloccare la situazione.

A Kiev si è ricoverata in una struttura privata dove sono stati eseguiti tutti gli accertamenti e dove è rimasta per una settimana. Questo però solo dopo l'intervento personale del suo datore di lavoro che, saputo dell'accaduto, è dovuto presentarsi nella struttura e confermare che la ragazza fosse effettivamente coperta da assicurazione.

Ora è a casa, lavora da lì e sembra che a parte un paio di ossa rotta non abbia subito altri danni.

La sua riflessione: non sono una persona ricca ma sicuramente una persona che può permettersi qualcosa in più rispetto ad altri, e questo fa una grande differenza.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi jcaloe il martedì 12 marzo 2019, 12:51

La sanità in Ucraina non è eccelsa, e mi riferisco essenzialmente a quella pubblica, ma in Italia non vi è da stare allegri poi tanto. In Calabria, per fare un esempio, soprattutto nella provincia di Reggio Calabria, può essere definita da incubo, senza tema di smentita. Io lo dico per esperienza diretta, essendo di estrazione calabrese, ma qualcuno ha visto il recente report delle "Iene", ospedali da incubo, in merito agli ospedali della ASP di Reggio Calabria? Beh, parrebbe che siano di gran lunga peggiore degli ospedali ucraini e costano tantissimo.

Ma anche nel Nord evoluto del Bel Paese, dove vi sono centri di eccellenza sanitaria, vi sono diversi problemucci: mio figlio di recente ha dovuto sottoporsi ad un intervento alla spalla presso l'ospedale Cervesi di Cattolica, appunto un centro di eccellenza nel settore. Ebbene, dopo la visita preliminare che confermava la necessità dell'intervento, gli hanno detto che con il servizio sanitario pubblico vi era un tempo di attesa intorno ad un anno, mentre a pagamento circa venti giorni. Costo dell'operazione circa 11.000 euro.

Ha optato per la seconda opzione, dal momento che l'assicurazione sanitaria privata della sua azienda, UBI Banca, gli avrebbe rimborsato circa l'85% del costo dell'intervento. Ma quanta gente in Italia può accedere a cotanta costosa sanità?

Io in Ucraina utilizzo unicamente strutture private, a parte il medico di base, e trovo la qualità dei servizi forniti più che decente e con costi molto contenuti, se si hanno entrate in dollari o euro. Ma anche il medico di base, sanità pubblica, offre un servizio migliore di quello italiano, anzi calabrese. Prenotazione della visita online, con tempi di attesa inesistenti, puntualità garantita, ambulatorio a circa 150 metri da casa e disponibilità della dottoressa, anche tramite Viber.

Chiaramente non ho esperienza di grossi problemi sanitari, ma vi è che vede lo stesso bicchiere mezzo pieno e chi mezzo vuoto. Hanno ragione entrambi.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi dreamcatcher il martedì 12 marzo 2019, 14:03

Ci mancherebbe, in tema di sanità più che mai l'esperienza personale di ciascuno influenza i giudizi.

Il mio intervento non voleva essere nè una lamentela nè soprattutto un confronto con il sistema sanitario italiano che certamente ha le sue pecche. Riguardo quello calabrese (e siciliano) ho dei ricordi risalenti ad alcuni anni fa e posso confermare quanto hai scritto. Qui al nord, nella verde brianza, posso lamentarmi della burocrazia rigida che ti rimbalza da un ufficio prenotazioni all'altro per una virgola di troppo o un apostrofo mancante su una prescrizione.

Però recentemente ho potuto constatare l'eccellenza di un servizio, quello di pronto soccorso, che credo abbia pochi eguali al mondo. Pensa che sulla lettera di dimissioni c'era una scritta che più o meno recitava: gentile cliente, desideriamo informarla che i costi per le cure che le sono state prestate in regime di completa gratuità, ammontano a euro 9972. Ecco, penso che chi si lamenta per l'ora di attesa al pronto soccorso dovrebbe ricordarsene ogni tanto.

Il discorso sulla sanità ucraina è complesso. E' vero quanto dici, sia sugli ambulatori che sui cosidetti medici di famiglia, ma torniamo sempre all'aspetto riguardante l'esperienza personale. Dove hai il medico di famiglia a 150 metri da casa?
io posso garantirti che nekl mio villaggio non c'è alcun medico, nè c'è in quello vicino e che l'ambulatorio d'emergenza si trova a un'ora di distanza, ammesso che uno sfortunato abbia come arrivarci.
Ovviamente non può questa essere la fotografia di tutto il Paese, e siamo d'accordo, ma converrai che le aree rurali siano molte e che sia più facile sentire le testimonianze di chi in città prenota una visita via viber che quella del contadino che nemmeno telefona al numero di emergenza perchè sa che tanto non arriverà nessuno.

Per quanto riguarda invece l'importanza dei soldi, non posso darti torto. E' assurdo che pagando i tempi per una visita diventino dieci volte inferiori e c'è poco da stare allegri. In pratica anche il nostro sistema sanitario permette l'accesso alle cure solo a chi può permettersele, salvo i casi in cui la variante tempo non sia fondamentale o quelli, tanti, in cui si necessita di un servizio d'emergenza.
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Re: Ospedali rionali o di quartiere

Messaggiodi Forrest Gump il martedì 12 marzo 2019, 16:51

dreamcatcher ha scritto:La sua riflessione: non sono una persona ricca ma sicuramente una persona che può permettersi qualcosa in più rispetto ad altri, e questo fa una grande differenza.

Sono sempre stato un sostenitore della tesi che i soldi in Ucraina siano molto più "pesanti" che da altre parti.

La ragione è semplice: in tanti posti il cittadino medio si vede garantito di "tanto" anche senza soldi: sanità, giustizia, servizi pubblici essenziali. Alla fine, quando hai già tutto l'indispensabile, "l'avere più soldi" si traduce in cose effimere: più vacanze, macchina più bella, casa più grande, ecc.

Quando invece lo stato ti offre poco o nulla, i soldi fanno la differenza tra gli stenti ed una vita normale che, proprio perchè normale, riesce a darti (grazie ai tuoi "più soldi") quell'indispensabile e quel fondamentale che lo stato ti nega.
"L'uomo saggio aspetta il momento giusto, il pazzo lo anticipa, l'imbecille lo lascia passare". (tratto dal film "Mai arrendersi")
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