Tornato!
Approfitto per aggiungere qualche dettaglio in più sul percorso seguito, e poi magari apro un altro thread per raccontare un po' la vacanza.
Il confine di Reni è veramente lontano, lo è sia per i km (da dove vivo sono 2150), sia perchè una volta entrati in Romania si percorrono 950km tutti su strada provinciale, in condizioni via via sempre peggiori fino a rasentare il ridicolo proprio a Reni. Inutile pensare di impiegarci meno di 13-14 ore (parlo del tratto di Romania) a meno di non attraversarla di notte come ho fatto al ritorno, anche se bisogna tenere gli occhi veramente ben aperti per non andare a sbattere o investire qualcuno.
Nessun problema nel primo tratto, valico con la Slovenia superato verso mezzanotte senza problemi di alcun tipo (uniche code al rifornimento gpl e all'acquisto della vignetta), autostrada slovena poco trafficata e veramente ottima sotto ogni punto di vista. Andatura tranquilla, le prime luci del giorno ci hanno fatto ammirare le colline che circondano Maribor. Autogrill veramente belli e puliti, benzina relativamente economica e gpl molto diffuso (in self, il che velocizza molto i tempi, almeno nelle intenzioni).
Ungheria molto più trafficata, autogrill più sporchi (bagni così non ne ho visti da molto tempo) anche se attrezzati per soste fai da te all'ombra degli alberi e con tavolini e panche. Fino a Budapest nessun problema importante, poi presa la M0 (tangenziale) abbiamo trovato vari cantieri che creavano improvvisi rallentamenti. Tutto l'anello autostradale intorno a Budapest è un cantiere, sicuramente quando i lavori saranno ultimati ne beneficeranno in moltissimi. La cosa irritante però erano i piccoli lavori con restringimento su una sola carreggiata ogni 10-15 km, della durata di poche decine di metri, magari solo per sostituire un cartello o per ripitturare una linea tratteggiata a bordo corsia. Accelera e rallenta, era inevitabile che qualcuno andasse a sbattere e infatti ci siamo sorbiti 3 ore e mezza di coda fermi sotto il sole subito dopo lo svincolo verso Szeged. Non so quanto sia stato grave l'incidente, ma di riaprire almeno una corsia proprio non se n'è parlato.
Al ritorno questo tratto l'ho percorso in serata, evitando il traffico comunque sostenuto e superando Budapest in un'oretta. Tra l'altro la città con le luci accese offre un colpo d'occhio veramente bellissimo e spero presto di poterla visitare.
Quindi Romania, prima sorpresa l'acquisto della vignetta subito dopo il confine con L'Ungheria. 10 euro, ma più di mezz'ora fermi. Dopo pochi km di nuovo una coda interminabile, sempre sotto il sole: Arad, primo centro degno di nota, ha un groviglio incredibile di rotonde e strade che si incrociano, che unite a 3 (!!!) attraversamenti ferroviari che puntualmente chiusi paralizzano il traffico. E' un traffico pesante, tantissimi tir... insopportabile. Mi stavo quasi pentendo di aver scelto questa rotta...
La strada principale scorre verso il cuore della Romania, prima sulla 7 e poi sulla 1, salendo in montagna (strada comunque agevole anche se i punti dove si può sorpassare in sicurezza non sono tantissimi). Noi ci siamo fermati a pernottare in una della economicissime e comodissime pensioni che si trovano lungo la strada. 18 euro in due, colazione inclusa, e la stanza non era affatto male. Dopo una notte in auto, e una giornata praticamente passata in coda sotto il sole, ci voleva proprio.
Una nota sulla Romania: il fatto che la strada attraversi paesini e città è molto bello, fa vedere posti che un'autostrada taglierebbe sicuramente via, però rallenta veramente la marcia. Non solo perchè nei centri abitati la velocità va ridotta (tantissimi controlli, soprattutto di notte), ma anche perchè nei tratti extraurbani dove in teoria il limite sarebbe 100 oltre ai tir si incontra di tutto, dai suv ai carretti a trazione animale o umana. E proprio uno di questi carretti tirato da un cavallo è stato tamponato subito dopo una curva da un'auto che non poteva immaginare di trovarselo davanti in un punto dove comunque si corre. Le conseguenze le potete immaginare, così come io immagino che situazioni del genere siano all'ordine del giorno.
La minitangenziale intorno a Sibiu sembra la manna dal cielo, 13km di superstrada vera che evitano l'inferno del centro cittadino. Purtroppo è un caso isolato, le altre città di attraversano accome, fino a quando con un po' di malizia non si provano percorsi alternativi (ad esempio, non entrate in Brasov ma deviate per Colonia Bod - Harman. E' una strada di campagna, ma secondo me a occhio si guadagna un'ora.
Dopo Onesti e Adjud inizia una superstrada a 3 corsie, o forse a 5, insomma una cosa stranissima dove si corre come dei matti, tutti. Tir, auto e anche cavalli... superando appena si trova la corsia di fronte sufficientemente libera. Di una pericolosità enorme, però non credo che qualcuno ci abbia fatto caso preso dalla foga di schiacciare l'acceleratore e recuperare il tempo perso o che si perderà a Tecuci. Tecuci e Galati, le ultime due città da attraversare, esausti, prima di arrivare al confine. Al ritorno le ho passate di notte, con l'aiuto del navigatore, risparmiando 2 ore buone.
A galati sono pochissime le indicazioni che portano al confine di Giurgiulesti. Imbroccata la strada giusta, ci si trova in aperta campagna e improvvisamente in coda. E' la dogana. I Romeni in uscita non fanno troppe storie (utilizzare la corsia EU, anche se a bordo c'è una persona con passaporto UA. E' la targa della macchina che conta... la corsia ALL PASSPORTS si muove veramente a rilento), i problemi e i controlli arrivano dai Moldavi.
Ci si ferma in coda in prossimità di un ponte, sotto il sole ovviamente. Ogni tanto qualcuno fa il furbo, supera la colonna e arriva fino davanti al militare di guardia al ponte. Che gli spara

No, scherzo. Che intima un timidissimo alt e poi si sposta per non essere investito. Si fa così, l'unico che è stato fermato era un poveraccio con una zhigulì malridotta, mentre mercedes e bmw sarebbero passate tranquillamente sopra il militare.
Primo controllo Moldavo, in entrata. Una rottura di scatole ma relativamente veloce, timbro sui passaporti, domande di rito sulla merce trasportata, una rapida occhiata all'auto. Domanda sibillina: "numero di telaio?" "Eccolo... serve?" "Potrebbe servire". Infatti, nemmeno 2km più avanti, l'auto mi viene puntualmente fermata e smontata. Non letteralmente, ovvio... però siamo rimasti inchiodati alla dogana d'uscita dalla Moldavia per un paio d'ore. Prima si sono attaccati al numero di telaio, poi vista anche la gran quantità di documentazione che avevo con me (auto americana d'importazione ecc ecc) hanno cambiato rotta prendendosela con la mia bella rea di NON AVERE IL TIMBRO MOLDAVO SUL PASSAPORTO. Occhio! Siamo stati stupidi a non controllare, ma ci siamo poi informati e questa sembra la prassi. Mentre ti sommergono di domande e vai a pagare la "tassa sull'ecologia" di 25 Lei, ti ridanno i documenti ma spesso manca il timbro. Quindi in uscita ti chiedono da dove mai sei entrato, paventando la possibilità di farti tornare indietro, se non peggio. Discussioni, inutili ovviamente. E' stata fatta notare la mancanza da parte della guardia in entrata ma non c'è niente da fare. Si arriva a chiedere l'importo della multa

. "20 euro" per sistemare la questione.
Al ritorno invece ne siamo usciti indenni, perchè appena hanno provato ad aprire la bocca (telaio, timbri ecc ecc) ho fatto vedere che non solo mi ero appuntato nome e cognome dei doganieri (è scritto sulla porta dell'ufficio) ma che avevo buona memoria e mi ricordavo di loro uno per uno, compreso quella della multa da 20 euro. Un'ora e mezza di sosta, solita tassa sull'ecologia e poi via libera. Il bagagliaio solo aperto e appena controllato... eppure era pieno di alimentari made in UA.
Sempre al ritorno, una considerazione: siamo passati di notte eppure abbiamo trovato una coda al confine con la Romania ancora più lunga che all'andata. I controlli dei Rumeni sono stati rapidi, ma comunque in coda ci siamo rimasti 2 ore e mezza, per fortuna al chiaro di luna. I tir non erano tantissimi, ma c'erano un'infinità di moldavi desiderosi di entrare a Galati. Per cosa? Per fare benzina! In Romania costa meno, mi ha spiegato il militare in dogana, ed è diventata prassi passare la notte in coda per andare a fare il pieno. NOn so se succede anche agli altri valichi...
Finalmente Reni, dopo la dogana ucraina che per la verità si è limitata a timbrare l'ingresso (e al ritorno l'uscita, senza fare alcun tipo di problema nè il minimo controllo). Reni è una città relativamente importante per questa zona di Ucraina, ma è una città bruttissima con delle strade in uno stato vergognoso, priva di ogni segnaletica e a sentir la mia bella, rifugio nemmeno troppo nascosto di delinquenti di ogni genere. Non fatico a crederle, e appena si riesce a trovare una strada che porti fuori dal centro abitato ci si sente già meglio, meno soffocati.
Un'ultima nota, al ritorno nonostante la partenza intelligente per evitare code in Romania, ho impiegato lo stesso tempo (36 ore! Pausa compresa... in macchina però) ho dovuto prendere la provinciale subito dopo l'ingresso in Italia perchè fino a Venezia c'era il solito ingorgo... eh... pazienza!
Scusate il post molto lungo, ma lo è stato a che il viaggio e mica potevo descriverlo con due parole tipo "bello ma lungo"!