il Danubio

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il Danubio

Messaggiodi dreamcatcher il venerdì 15 gennaio 2016, 2:39

Apro questo topic dedicato al Fiume, il Dunai, che forse richiama alla mente più Vienna e Budapest che la nostra amata Ucraina. Eppure, almeno per chi frequenta l'Ucraina del sud, il Danubio è una presenza costante, qualcosa che si contrappone come per magia alle immense distese di campi di girasole.
Per chi ha un parente marinaio, Dunai significa anche l'immancabile giro a quello che resta del porto di Kiliya, o al porto di Izmail, tra antiche fortificazioni e una miriade di locali frequentati dai giovani del posto.
Ma anche senza scomodare gli uomini di mare, dire Dunai anche nel mio paesello significa dire pesci da cucinare, acqua per irrigare e soprattutto, acqua da bere. La Dunaiska voda, quella che ogni due o tre mesi arriva con l'autobotte e riempie la cisterna sotto l'orto di mio suocero, l'unica potabile, leggerissima, con un sapore totalmente diverso da quella che sono abituato a bere qui.
Quella che tutte le volte bisogna tirare su dal pozzo con un vecchio e glorioso secchio, e non è facilissimo, provre per credere!

Perchè mi è venuto in mente il Danubio?
Per un articolo di bessarabiainform che parla proprio di quei porti che sorgono lungo l'ultimo tratto di questo lunghissimo fiume: Reni, Izmail, Kiliya. Porti destinati probabilmente a cadere nel dimenticatoio, in rovina, se non verrà attuato un piano di ammodernamento che li riporti agli antichi splendori.

L'articolo è qui:
h**p://bessarabiainform.com/2016/01/porty-bessarabii-skatyvayutsya-v-ekonomicheskuyu-bezdnu/

Di cosa ci si lamenta? del fatto che siano porti ormai poco importanti per le rotte delle merci? Assolutamente no, anzi è vero il contrario.
O forse che sono strategicamente inutili? Nemmeno questo è vero: il Danubio segna il confine tra Romania e Ucraina e da sempre - lo testimoniano le fortificazioni ancora visibili - si è dato importanza a questa area.
Sono antiquati? Non sono in grado di sostenere il volume dei potenziali scambi commerciali che li interesserebbero?
Niente affatto, anzi ci sono moltissimi soggetti interessati a investire.

La condanna di questi porti è scritta nella mancanza di volontà che impedisce di creare infrastrutture che permettano poi alle merci di raggiungere le loro destinazioni, su strada.
Praticamente tutte le compagnie di trasporti, piuttosto che rischiare di impantanarsi nel fango, o di danneggiare i mezzi sulle buche delle strade del posto, preferiscono far transitare le merci per percorsi molto più lunghi (ad esempio il confine di Palanca) ma più sicuri.
E intanto tutta la zona danubiana dell'Ucraina ne soffre e piano piano sparisce.

So che quello che ho scritto sopra è noioso :mrgreen: a pochi interessano le zone portuali (anche se a Izmail un giro lo consiglierei anche a chi è semplicemente appassionato di storia)... a forse qualcuno di più è interessato alla bellezza di questo tratto del fiume: è veramente incantevole.

Qualche giorno fa c'era un altro articolo che ne parlava, è qui. Date uno sguardo alle fotografie... che descrivono perfettamente lo scorso dicembre, così strano, atipico, per gli standard degli inverni ucraini:

h**p://bessarabiainform.com/2016/01/tumannyj-dunaj-fotoreportazh/

Sono stato spesso da quelle parti, purtroppo non ho fotografie da pubblicare ma dubito che renderebbero l'idea meglio di quelle dell'articolo.
Fa una certa impressione pensare che quello sia il confine tra l'Ucraina e l'Europa, quando ti trovi in barca lungo uno dei tanti rami del delta del Danubio. Un confine lunghissimo, impossibile da attraversare a meno di risalirlo tutto, fin su a Reni... e da lì nemmeno si passa in Romania ma si entra in Moldavia che le prime volte in cui sono stato lì, Europa ancora non era.

Eppure, la Romania sembra a un tuffo di distanza.
Pensavo a questo, durante le passeggiate lungo il fiume... a come fosse possibile che nessuno avesse mai pensato a un ponte. Pensiero sciocco, lo so... però quei duecento metri di fiume tra una sponda e l'altra mi sembravano 20 anni di distanza e davvero il punto di separazione tra due mondi completamente diversi.

Un paesaggio incantevole... altro pensiero, l'aver visto lo stesso fiume a Budapest snodarsi tra i palazzi austro-ungarici, mentre qui scorre tra gli alberi e le caratteristiche casette di una parte di Ucraina che mi viene da pensare sia la stessa di cento, duecento anni fa.

Fin giù a Vilkovo, la 'Venezia del Dunai', come la chiamano da quelle parti.
Non sapevo cosa aspettarmi quando ci sono andato, accompagnato da suoceri e cognati che... ...si recavano lì per la prima volta nella loro vita! Saranno 20km da casa loro, ma non li avevano mai percorsi prima: cosa spingerebbe un contadino ad avventurarsi verso la palude di un fiume che a lui serve solo per irrigare i campi? Niente... ci volevano gli ospiti italiani per scoprire, anche loro, questo paesino sull'acqua dove il tempo si è fermato.
Casette, palafitte, scalette che portano dentro l'acqua, ad una barca a remi ormeggiata lì... perchè solo così ci si sposta... dall'altra parte, oltre la riva, ci sono solo alberi, una foresta impenetrabile.

E' così da secoli, questa gente vive sul fiume e grazie al fiume. Sono tutti pescatori.
Ed ecco l'Ucraina, quella che si dimentica di questa gente, quella che la lascia abbandonata a se stessa. Dubito che a Kiev sappiano che esiste un posto così. Forse, l'unica magra consolazione per gente a cui manca tutto, dalla luce in casa all'acqua corrente, è che può infischiarsene di quanto valga il dollaro e di cosa passi per la testa a Putin.
Almeno finchè non ha necessità di spostarsi da qui, viaggiare nel tempo per duecento anni e ritrovarsi tra noi.

Si possono fare anche dei giri turistici sul Danubio, a Vilkovo. Se qualcuno si trova da quelle parti d'estate, glielo consiglio vivamente. Costano poco, su barchette a motore o a remi, è un piacere passare mezza giornata sul fiume.
Ti portano sui canali naturali del delta, tra isolotti verdissimi che mai ti aspetteresti di vedere, su un'acqua quasi senza onde, verdissima anche lei... poi ad un tratto si apre l'orizzonte, c'è il mare aperto, infinito come i campi di girasole.

Chi va a Primorske nelle giornate limpide può vederlo da lì il delta del Danubio... una striscia di alberi che segna l'orizzonte, lunghissima sembra non finire mai.
Ho un ricordo bellissimo del delta del Danubio, forse perchè non me lo sarei mai immaginato così.
Mi viene da sorridere pensando a quando, moltissimi anni fa, durante una delle mie scorribande nel nord europa, tornando a casa passai da Donaueschingen, in Germania, dove nasce il Danubio.
Un torrentello ch fa quasi tenerezza... poi immagini che arriva a Vienna e diventa il bel danubio blu...
...ma mai avrei immaginato che avrei potuto vederlo trasformarsi nel 'mio' verdissimo Dunai.

L'Ucraina allora per me era lontana almeno quanto quel delta dalla sua sorgente.
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Re: il Danubio

Messaggiodi dreamcatcher il giovedì 30 giugno 2016, 14:43

Ieri era la giornata internazionale del Danubio

h**ps://bessarabiainform.com/2016/06/segodnya-otmechayut-mezhdunarodnyj-den-dunaj/
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