Esportare in Ucraina

Come aprire una attivita' di lavoro ucraina, la burocrazia, le problematiche, i consigli, i settori di commercio...

Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi Kriss il lunedì 20 settembre 2010, 10:18

Ragazzi, anche da noi, i gusti alimentari, sono sempre personali.
Ci sono delle linee "maestre" ma poi, anche regionalmente, ci sono le varianti.

Quindi, finchè anche loro non avranno capito come si mangia all'italiana,
motivo in più per fare dei tentativi.
E poi non è detto che non ci mettano la loro varaiante.

Io stesso, apprezzo molto quella zuppa di rape rosse (che non so come si chiami)
che fanno loro, però con la variante del grana (slurp!) che loro non hanno di sicuro...

So anche che, di solito nell'Est, non si mangiano carni crude, prosciutti inclusi.
Generalmente li affumicano. Credo che lo considerino una sorta di cottura.

Però, è anche vero che mandandogli su il cibo con relative istruzioni, le cose stanno cambiando.
Una mia amica ha spedito ai genitori il cibo italiano e poi, quando è andata su,
ha spiegato anche come si prepara e si mangia.
Ed è piaciuto.
Prima non piaceva perchè non sapevano come si cucinava e si mangiava...

Quanto al parmigiano, io lo metto sul risotto di pesce, perchè il grana (qui si usa il Padano...),
lo metterei dappertutto, o quasi.

Un mio zio, teneva le croste del grana e le puliva.
Poi le metteva a mollo in acqua per un po' e le mangiava.
Diceva che è la parte più buona del formaggio.

Io personalmente, apprezzo molto di più la parte finale del prosciutto crudo, detto "muscoletto"
che di solito, molti buttano via....
Come vedete....."de gustibus....."
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi RobyUA il lunedì 20 settembre 2010, 12:12

Ciao a tutti

Kriss tu stai parlando della cosa piu' difficile da esportare
ovvero non i prodotti italiani bensi' "l'italianita'" in tutte le
sue declinazioni.
Al di la delle difficolta' oggettive e personali che si possono
incontrare per aprire un locale (ristorante) o esportare prodotti
tipici (avendo cura di spiegare o mostrare come si usano)
coloro che hanno saputo esportare "l'italianita'" non hanno
mai fallito.
In alcuni Paesi esteri, andare a mangiare "da Mario" o "da Antonio"
piuttosto che altri nomi di fantasia e' sinonimo di atmosfera
unica e non solo di prodotti o cucina eccellente.

RobyUA !!!
Se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto,
quanti mai che l'invidia fanno, ci farebbero pietà !!!

никто не стоит спрашиваю ?
нет, я нормальный водила !
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi Kriss il lunedì 20 settembre 2010, 12:43

E' vero e credo sia assolutamente necessaria se si vuole apprezzare il tipo di cibo.
Rimarrà comunque una nicchia, da permettersi una volta ogni tanto,
però, se il cibo non è nel suo contesto, compreso il modo di mangiarlo, è inutile esportarlo.

Se io importo il caviale e ci faccio panini con sopra un bel po' di maionese, potrà anche piacere (sic!)
ma sicuramente non sarà il modo migliore per magiarlo...o no?! :lol:
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi Ciorni.voran il domenica 13 ottobre 2013, 13:01

idea originale...ci sono intere catene di supermercati con migliaia di metri di esposizione che fanno questo tipo di vendita....forse puoi trovare spazio nelle cittadine di dimensioni medio piccole.
Il Mondo alla rovescia, quello del male, della follia distruttiva e dell’assurdo è difeso e costruito da un esercito di “medici pietosi”, di anime belle allo specchio, di persone che vanno dove le porta il cuore avendo lasciato la testa a casa.
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi Luca il domenica 13 ottobre 2013, 14:17

Ciao Benedetto, in questo forum prima di postare domande occorre presentarsi nell'apposita sezione.
Ti invito a leggere il regolamento.
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi andrey il venerdì 25 ottobre 2013, 18:43

tanto per sentire qualche notizia positiva
a prescindere del momento promozionale credo che questo dato sia buono
giusto anche per avere un punto di vista sulla situazione di rapporti economici tra i nostri paesi

sui prodotti importati dalla UA generalmente pesano anche diversi costi aggiuntivi
in attesa di un accordo che ne migliori il transito
c'è senz'altro un forte presenza di persone che non possono permettersi prodotti di importazione

ma la classe alta non e' che e' cosi' piccolina,in UA

Export italiano verso Ucraina a 863 mln (+3,5%)
24 ottobre 2013 16:42 Roma

In occasione della visita in Italia di Leonid Kozhara, ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina con competenze in materia economica, si è tenuta oggi nella sede dell’Ice - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, la Tavola Rotonda Italo Ucraina. L’evento è stato organizzato d’intesa con l’Ambasciata di Ucraina in Italia e con il ministero dello Sviluppo Economico e il ministero degli Affari Esteri. Durante l’incontro, al quale hanno partecipato fra gli altri il vice ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ed il Direttore Generale dell’Agenzia ICE Roberto Luongo, Il ministro Kozhara ha illustrato ai rappresentanti istituzionali nonché di associazioni ed imprese italiane le nuove prospettive di sviluppo economico e le opportunità di collaborazione tra i due Paesi, in tema sia di commercio estero sia di investimenti. I settori di interesse segnalati da parte ucraina sono stati l’abbigliamento, le calzature, i pellami, i combustibili minerali, il comparto metalmeccanico e metallurgico, i mobili, le energie alternative (solare, eolica, biofuel, biomasse), le costruzioni, le infrastrutture (ponti, strade), l’industria leggera e l’agro-industria. “Nel 2013 – ha ricordato il Direttore Generale Roberto Luongo - l’Agenzia Ice ha organizzato per il mercato ucraino oltre 40 iniziative promozionali che hanno coinvolto tutti settori di punta del Made in Italy. Nei primi sei mesi dell’anno l’export tricolore verso l’Ucraina è stato pari a 863 milioni di euro con un incremento del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Fra i principali prodotti esportati figurano l’abbigliamento, i macchinari per impieghi speciali e generali, i mobili e le calzature, mentre fra le principali voci del nostro import dall’Ucraina si confermano i prodotti della siderurgia, i prodotti agricoli e quelli chimici di base. L’incontro odierno, che rafforza le relazioni istituzionali tra i due Paesi, mira a dare maggiore slancio ai rapporti commerciali e a pianificare nei prossimi mesi la realizzazione di iniziative ed azioni congiunte a beneficio delle imprese”.
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi maurokolombo il sabato 26 ottobre 2013, 14:16

E' partito proprio questo mese un interessante progetto
per le esportazioni di prodotti alimentari dall'Italia all'Ucraina
(in maniera legale e regolare!), una " piattaforma" formata da diverse aziende.

Ho visto un video di presentazione e letto qualche pagina inerente l'idea del progetto
e devo dire che mi è sembrato molto ben strutturato e articolato.

La prima piattaforma è proprio a L'viv, mi sa che a Natale andro' a curiosare...
Non do riferimenti in merito per evitare cazziatoni dal boss [-X

Qualche "Leopoliano" ne sa qualcosa?

ciao! :D
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il sabato 26 ottobre 2013, 17:46

Ho letto tutti i post del topic e provo a dire la mia, anche sulla base di modesta esperienza personale.

Nel campo alimentare si sa che i prodotti italiani sono di qualità, ma voglio soffermarmi su quelli abbastanza genuini, non commercializzati da grosse catene, quali quelli tipici siciliani ed anche calabresi.

Innanzitutto gli Ucraini in grado di apprezzare la qualità del made in Italy casareccio o quasi sono pochi, anzi pochissimi, non perchè non ne abbiano le capacità, ma perchè non sono abituati a tali prodotti.

Faccio un esempio: mia moglie, conosciuta a Kiev nel 2007 e mai venuta prima in Italia, all'inizio non riusciva neanche a percepire la differenza tra un insalata di pomodori condita con olio extravergine d'oliva calabrese, di produzione propria, e una insalata condita con olio di semi di girasole ucraino.

Oggi se le propini la seconda soluzione ti manda a quel paese.

Caso estremo: una delle prime volte che vado a trovare i suoi parenti, per fare una bella figura, porto una bottiglia di vino italiano (Brunello di Montalcino, Banfi) annata 1999, la stappo e la metto sul tavolo.

Sono rimasto inorridito nel vedere uno dei commensali allungare il brunello con Kvas. Ho pensato: se portavo una bottiglia di lambrusco (non me ne vogliano i lumbard) faceva lo stesso.

All'inizio di quest'anno sono stato a Kiev tre settimane, mentre mia moglie tre mesi e mezzo, ed ad un certo punto lei mi ha chiesto se le mandavo un pacco con prodotti tipici calabresi, per vedere se era possibile introdurli nelle case ucraine, senza passare attraverso i canali ufficiali di commercializzazione, almeno all'inizio.

Parlo di olio d'oliva, olive sotto olio, pomodori secchi in vasetti di olio, melanzane sotto olio e così via.

Ho mandato quanto richiesto (tutta roba casareccia e di ottima qualità) e lei ha convocato un pochino di gente mediante il passaparola.

Risultato: i prezzi suggeriti, comprensivi di costo iniziale, costo di spedizione e ricarico del 20% sono sembrati fuori portata, ma la cosa più importante è che gli Ucraini non sono in grado di comprendere la qualità dei prodotti a loro inusuali.

Chiaramente parlo della stragrande maggioranza, fermo restante che ci sarà una piccola parte di essi, i quali sia per ragioni culturali che di benessere economico siano in grado di apprezzare "la italianità dei prodotti".

Ma se penso che un ottimo olio di oliva, di produzione artigianale, pagato all'origine a 3.50 €/l + 1.5 €/l di trasporto + il ricarico 20% esce totalmente a 6 €/l e non sembra avere mercato, ed ai prezzi dell'olio di oliva italiano che vedo nei supermercati di Kiev, di qualità non assolutamente paragonabile (prezzi più che doppi), mi viene da pensarci un attimino su.

Metto le mani in avanti: la mia non è auto promozione, tanto è vero che non intendo assolutamente fare un lavoro del genere nè ora nè in futuro, ma una considerazione in merito ad un tentativo ideato dalla mia signora e naufragato con immediatezza.

La qualità alimentare generale in Ucraina a mio giudizio è veramente bassa, più bassa che in Russia, almeno tenendo in conto i trend che ci sono nelle grandi città.

Inoltre vi è il grave problema della contraffazione, la quale induce maggiore confusione, sopratutto in un paese con poche regole volte a tutelare la qualità (sopratutto quella degli altri), tenendo anche presente che gran parte del potenziale mercato non è in grado di valutare la qualità del prodotto, ma si basa quasi esclusivamente sul prezzo di acquisto.

Concludo dicendo che una attività del genere dovrebbe essere rivolta innanzitutto agli Italiani che vivono in Ucraina, al momento non in numero tale da assorbire lo zoccolo duro della esportazione dei prodotti stessi e secondariamente agli Ucraini che per motivi personali (hanno vissuto in Italia o hanno avuto modo di conoscere i prodotti italiani altrove).

La vedo dura per chi vuole fare una attività del genere e non mi dilungo a trattare gli altri aspetti, logistici e burocratici, le cui dinamiche sono già arcinote agli utenti del forum
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi Ciorni.voran il sabato 26 ottobre 2013, 18:18

I prodotti tipici come giustamente detto non hanno mercato e quelli che lo hanno presto diverranno monopolio delle grandi centrali di acquisto (tipo Metro)...quindi gli spazi si riducono a zero o poco di più

PS:il lambrusco è un ottimo vino dell'Emilia Romagna ....della provincia di Modena o Reggio.... non sarà il Brunello ma come vino "da tutti i giorni" non è da buttare.Comunque perdonato :D
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il sabato 26 ottobre 2013, 18:23

Grazie Ciorni.

Ti sei voluto vendicare eh?
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi Ciorni.voran il sabato 26 ottobre 2013, 18:24

Chi di ettaro ferisce di lambrusco perisce :D

Meglio perire pieni di lambrusco che nelle mani dei cinesi :mrgreen:

Non era uno sfoggio di erudizione...ci sono nato in mezzo al lambrusco
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il sabato 26 ottobre 2013, 19:57

Sono d'accordo con te Ciorni. Ogni tanto un poco di goliardia non guasta.

Non siamo mica automi.
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi andrey il sabato 26 ottobre 2013, 23:34

a parte al simpatica discussione :D
avevo postato quella notizia che ho pescato in rete perche' non si ricade nel solito
"la cucina italiana ò la migliore del mondo e il resto...."dipende con chi parlo aggiunge un aggettivo quantomeno "diminutivo""

ho ripreso questo post perche' il titolo era adatto alla notizia,anche se si parla di cibo
argomento a me molto caro...
ma che ha qualche divergenza sull'assolutismo e rigidita' del menu' italiano non
non per niente ci chiamano"maccheroni"

ora essendo l'Ucraina nazione giovane con passato di muro di berlino economico e storico
nonostante sia o era il granaio del mondo ampio e fertile
con il suo clima la sua conformazione geografica e di territorio
fa' si che rimanevano non diffuse certe coltivazioni

per farla breve anche io per scambio culinario,
ho apprezzatoe gusto con piacere in UA i loro piatti,
e dico che ogni paese del mondo ha le sue specialita
influenzate dal clima da cio' che la terra offre e dalla sua storia.
su certe cose gli Ucraini cambiano opinione quando,
anche come me,si abituano a sapori diversi dai propri,
ovvero quando vengono almeno ospiti per un paio di stagioni in italia.
se no si fa' la fine di Benigni in non ci resta che piangere
quando vuole spiegare come funzione il treno a Leonardo :D
"il treno si butta le legna e con il fuoco e il treno corre..leonardo:allora se butto le legna nel caminetto anche questo parte... :D

il fatto che la nostra cucina e' apprezzata nel mondo(per me comunque
esageriamo nel ritenerla la migliore sempre e comunque)
non e' detto che quando la si propone venga immediatamente apprezzata.

se no il nostro vino e' acido(brunello compreso)
l'olio di oliva nel migliore dei casi lo prendono come medicina
i nostri salumi sono crudi
la nostra "pasta"non e' al dente e' cruda
e cosi' via

proprio questa notizia mi era sembrata a me interessante perche' mi
informava sul nostro esport in UA che non e' male se si tiene conto
che non riguarda solo il ramo alimentare
ma anche parte del nostro made in Italy
come anche voi vi siete accorti su questo gioca a sfavore la mancanza di un ceto medio in UA
che si possa permettere i nostri prezzi maggiorati di dazi e "Varie ed eventuali"

per farvi un esempio ad Auchan a Lviv c'e il negozio Motivi,presente in vari paesi del mondo
il prezzo di un maglione che mia moglie aveva occhiato in Italia era uguale a quello in UA,
anzi qualcosa in piu'perche' lo ha comprato di ritorno in Italia
visto che a gennaio ci sono i saldi cosa che comincia a prendere piede anche in UA

aprire un attivita' collegandosi anche ad altri arcinoti post
la UA deve cambiare l'importante e' che passino in caso di accordi sul libero scambio
prima leggi e norme poi la loro applicazione
perlomeno che certi atti o cose sono illegali
questa e' la lotta dai connotati piu' o meno clamorosi che c'è in tutti gli stati della UE
e quelli ad esso collegati
poi le défaillances di ogni stato le possiamo vedere o non vedere
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi Ciorni.voran il domenica 27 ottobre 2013, 10:34

La cucina è innanzitutto un fatto di cultura e non riguarda che in minima parte i gusti personali.Io bevo tutti i giorni il bistrattato lambrusco :D e se mi danno una bottiglia di Barolo o di Brunello la regalo o la offro in tavola per sedurre i commensali.L'ultima volta che ho mangiato del patè di fegato d'oca in Francia ho vomitato l'anima e le ostriche le lancio dal balcone.

Ma è un dato oggettivo che il Brunello o il Barolo siano prodotti di eccellenza e che il lambrusco è un ottimo vino da pasto ma non può minimamente raggiungere la qualità degli altri due.Non ci sono discussioni in merito.Proviamo a vendere una bottiglia di lambrusco a venti euro se riusciamo.

Poi ci sono nazioni che sanno vendere meglio i loro prodotti,come la Francia e altre meno capaci di promuoverli,come l'Italia.Lo champagne ad esempio viene venduto a prezzi esorbitanti mentre i nostri spumanti del Veneto,che non sono certo inferiori di qualità vengono venduti a un terzo del prezzo.I francesi hanno saputo legare questo prodotto alle ricorrenze,all'amore,alla celebrazione di fatti e avvenimenti...una cosa immateriale come i sentimenti a un prodotto eno-gastronomico,noi non siamo stati capaci...bravi loro.Esportiamo quasi la stessa quantità di vini ma incassiamo molto meno.

Se uno allunga il brunello di Montalcino con il Kvas è un ignorante.Questo non significa che è una persona da disprezzare ma che non ha gli strumenti per decifrare e capire quello che sta facendo.Il brunello è riconosciuto da tutti nel mondo come un vino di altissima qualità per le sue qualità intrinseche e non per caso...dati oggettivi e non affidati al gusto mio o di un altro.Cultura eno-gastronomica.

Se la regione emilia Romagna è la regione a cui sono stati attribuiti più marchi DOP o IGP di tutta Europa non è un caso.Perchè non sono stati attribuiti a una regione del Belgio o della Germania?E tante altre regioni italiane non sono da meno.

Bisogna esportare cultura e non solo prodotti.E non i prodotti di primo prezzo ma le nostre eccellenze.Se uno non gradisce il culatello,il parma,il S. Daniele,la coppa piacentina,il salame di Felino i cotechini e gli zamponi e preferisce mangiare quei salumi immondi che propinano negli scaffali in Ucraina è perchè è ignorante.Dietro a quei prodotti c'è una cultura immensa che va dall'allevamento degli animali, alla scelta delle carni, alle tecniche di lavorazione,studi e sperimentazioni e tante altre caratteristiche che conferiscono al prodotto qualità uniche e non riproducibili altrove....qualità organolettiche,chimiche,nutrizionali....e via discorrendo.

Se disprezzi l'olio d'oliva di jcaloe e continui a friggere quotidianamente con l'olio di semi che se non trattato ha un punto di fumo bassissimo e ti fa venire il cancro,è perchè sei ignorante.Quindi innanzitutto cultura...esportare cultura...il gusto è soggettivo...le qualità intrinseche di un prodotto sono dati oggettivi.E la cultura culinaria è una delle tre o quattro cose che gli italiani sanno fare meglio e lo fanno a un livello insuperabile....o al pari di pochi altri.
Non è campanilismo...l'Italia è questo:cucina (industria alimentare),patrimonio architettonico (turismo),meccanica di precisione e design (moda).In questo non ha quasi competitor.E da qui parte la rinascita del paese,se uno vuol capire.

I prodotti di primo prezzo o che sono già parzialmente riconosciuti dalla popolazione ucraina (quali olio di oliva,pasta,mozzarella...etc),dopo l'abolizione dei dazi saranno preda delle grosse centrali d'acquisto internazionali e quindi per il piccolo esportatore gli spazi sono pari a zero.Rimangono le eccellenze e i prodotti tipici regionali.Per le eccellenze e i prodotti tipici servono soldi e cultura.I soldi li hanno pochi e la cultura (in materia) quasi nessuno.E serve uno sforzo di promozione per il quale le istituzioni italiane si disinteressano completamente o fanno solo operazioni di immagine.

Spesso sono solo di ostacolo perchè richiedono emolumenti astronomici per fornire delle consulenze che una persona "introdotta" nel paese fornirebbe in cambio dell'offerta di una cena.Poi vanno in giudizio per difendere gli interessi legittimi di una multinazionale per la tutela del marchio Raffaello verso una azienda russa che importava prodotti lesivi del marchio in Ucraina....Tutto bene,ottima iniziativa....però il tessuto produttivo italiano è costituito prevalentemente di piccola e media impresa.Viene il forte sospetto che si "appoggi" solo l'iniziativa di chi può pagare cifre di determinati importi.

L' accordo di associazione mi può stare anche bene...ma l'idea di mettere le norme e poi si vedrà non mi convince molto.Si deve dire come queste cose vengono realizzate e con che soldi.L'Ucraina è un paese strapieno di norme che vengono regolarmente bypassate.Il parlamento ucraino legifera in modo schizofrenico quasi tutti i giorni.

Non bastano le belle idee...si deve dire chiaramente in che modo vengono realizzate, come, in quanto tempo e con che soldi e di chi.Invece, nella mia opinione, vedo solo (in sintesi): 1)lobbi europee che vogliono colonizzare nuovi mercati 2)soddisfazione di alcuni settori dell'economia ucraina afferenti ai soliti oligarchi 3)contentino pre-elettorale (visa free) per compiacere l'opinione pubblica e rinforzare il blocco di potere.
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Re: Esportare in Ucraina

Messaggiodi jcaloe il domenica 27 ottobre 2013, 12:20

Ritengo l'analisi di Ciorni molto razionale e precisa (evidentemente non ha ancora assunto la quotidiana dose di lambrusco) e la condivido in pieno.

Traggo le ovvie conclusioni:

Chi vuole fare le cose in piccolo ci pensi più di una volta, perchè appena si crea uno spazio appetibile in termini economici ci sono i gruppi attrezzati pronti ad occuparlo.

Agire in un mercato scarsamente regolato nei fatti (me leggi non mancano, ma sono applicate con molta discrezione), richiede organizzazione, disponibilità finanziaria ed anche capacità di orientare I potenziali utenti.
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