di Forrest Gump il giovedì 28 ottobre 2010, 17:47
Caro Gios74, mi dispiace leggere tutto questo.
Inizio dalla fine.
Se ami qualcosa lasciala andare via, solo se torna sarà veramente tua.
Le difficoltà di trasferimento ci sono e ci sono state per tutti.
Durante i suoi primi 6 mesi italiani, tornando dal lavoro, ho sorpreso parecchie volte mia moglie in lacrime.
Motivo??
Gli affetti, i genitori, la propria terra, la propria cultura e perfino il lavoro.
Capitolo a parte meriterebbero le abitudini, che spesso regolano più di ogni altra cosa la vita di tutti i giorni e che sono molto difficili da debellare, se non si è particolarmente predisposti.
Eppure "sulla carta", valutando "asetticamente" il cambiamento Ucraina/Italia, mia moglie non poteva che stare molto meglio di prima (casa propria e non coi genitori, macchina, mare a due passi ecc. ecc.)
Due giorni fà sono tornato da Kiev in direzione Marbella.
Credetemi, secondo me, sia pure guardando a 360 gradi (sanità, aria, clima, natura, cordialità, strutture) non c'è un solo aspetto sul quale i due posti siano neanche paragonabili. Troppo grande il divario.
Eppure mia moglie era triste, mi parlava dei suoi genitori anziani ecc.
In queste scelte di vita, i sentimenti giocano un ruolo fondamentale.
Già, i sentimenti. E vengo al dunque.
Prevarranno quelli, tanti, verso i genitori, la propria terra, gli amici ecc. ecc., oppure quello unico, ma tanto forte da prevalere sugli altri, verso un uomo che rappresenterà il suo "nuovo mondo"??
Il grande bivio per te, sarà il suo ritorno a casa.
Gli mancherai??? Prevarrà il "non averti" o l'essersi ripresa tutto ciò che aveva a casa prima della partenza??
C'è sempre un granello di pazzia nell'amore, così come bisogna volere l'impossibile perchè l'impossibile accada.
La mia conclusione.....te l'ho già scritta all'inizio. Stalle vicino, ma non la forzare.
In bocca al lupo ad entrambi
Il moralista impegnato a predicare le virtù, difficilmente troverà il tempo per praticarle.