In realtà, a causa della sua crudezza. non ero certo di volervela raccontare perchè considero Kiev una città sicura e non voglio creare falsi allarmismi. Ma poi ho deciso che, se raccontarla sul forum potrà aiutare anche uno solo di noi, allora tutto ciò avrà un senso.
Due italiani distinti dell'età di 55 anni circa si trovano all'Avalon e precisamente al lounge-bar/ristorante che è adiacente alla discoteca.
Conoscono due ragazze: una mora (definita di tipo mediterraneo, alta 170 cm circa non magrissima) l'altra bionda "più russa" (alta circa 1.65 cm anch'essa non magrissima).
Dopo circa un ora di conversazione, le due ragazze invitano i nostri connazionali ad andare a fare un giro fuori con la loro macchina. I due acconsentono e, uscendo dal locale, notano che una delle due è impegnata al telefono in una conversazione in russo.
Le ragazze uscendo dall'Avalon si dirigono a circa 300 metri di distanza in direzione di Via Schevchenko, attraversano la predetta via e conducono i due vicino alla stazione della metro "universitet", dove c'è l'ingresso del giardino botanico (due colonne bianche in evidenza). Trattasi di un parco molto grande e buio.
A questo punto arrivano 4 ragazzotti ben messi fisicamente che iniziano a menare a più non posso.
Uno dei due italiani riesce a divincolarsi e scappare indietro in direzione Avalon, sta per essere raggiunto e...per salvarsi, butta a terra il portafogli.
Arrivato all'Avalon spiega il fattaccio al personale che parla perfettamente inglese, ma non riceve il minimo aiuto. Gli stessi camerieri e managers che fino a 10 minuti prima lo avevano servito al tavolo, gli negano perfino un bicchiere d'acqua che lui ha chiesto perchè stava per perdere i sensi. La risposta è stata: "vai al bar e lo paghi". Ovviamente lui, essendo stato derubato, era senza soldi.
Il tipo chiama me alle 01.00 della notte, perchè sono l'unica persona forse che conosce a Kiev.
Lo raggiungo, chiamiamo la polizia che ci dice: "se non avete l'indirizzo dell'Avalon non possiamo intervenire". L'Avalon è una delle discoteche più famose ed alla moda di Kiev
. Decidiamo allora di provare ad entrare nel parco con la macchina per cercare di trovare l'altro ragazzo. Niente. Andiamo a casa sua, niente.
Andiamo alla vicina clinica Boris, niente.
Alle ore 3 della notte il ragazzo che sta in macchina con me, riceve una telefonata dall'Italia.
E' un parente dell'altro ragazzo che è stato contattato telefonicamente e che ci avvisa che il ragazzo è in un commissariato.
Parliamo al telefono finalmente con il disperso, che dice di non ricordare niente di niente, nemmeno di essere a Kiev in compagnia del suo amico e di avere preso coscienza solo quando si trovava in un ufficio di Polizia.
Quando vedo il ragazzo scendere dall'ambulanza, ho uno schok.
Non ho mai visto una persona presa a calci e pugni ridotta in quello stato.
La camicia, il giubbotto, i pantaloni, sono una maschera maleodorante di sangue, la sua faccia non esiste più.
Più tardi i referti di 3 ospedali parlano di frattura del setto nasale, frattura degli zigomi, punti di sutura al labbro, ematomi ovunque ed occhi che non si vedono più, tanto è gonfia la sua faccia tutto intorno.
Penso che per ridurlo così gli avranno dato calci in faccia mentre era a terra svenuto.
Alle ore 6.30 del mattino, al terzo ospedale, reparto neurologia, riceviamo il benestare del medico alla sua partenza immediata per l'Italia (era in forte dubbio la sua resistenza al volo di rientro).
Il medico del terzo ospedale, mi chiede cosa sia successo e, quando scatta la parola Avalon, mi sorride con scherno.
Allora gli chiedo: "Perchè non è il primo?"
Lui:" Capita molto spesso, la costante è che due ragazze invitano fuori dei turisti e poi alcune volte finisce così, altre con lo spray soporifero, altre ancora a botte all'interno dell'appartamento di una delle ragazze".
La lezione, serva a tutti noi ed in particolare ai frequentatori dell'Avalon.
Occhio, niente taxi scelti dalle ragazze (caso dello spray soporifero), niente passaggi strani con mezzi dislocati in stradine buie ecc. ecc.
Massima attenzione, perchè quell'odore di sangue e quel volto , almeno io, non li scorderò facilmente






