Salve a tutti,
Ieri mi sono recato in Ambasciata a Kiev per consegnare il certificato di matrimonio e quindi successivamente siamo andati nell’attiguo Ufficio visti per la richiesta del medesimo per mia moglie.
Al momento della presentazione dei documenti chiedevo GENTILMENTE al signore dello sportello la possibilità di firmare sul momento la dichiarazione separazione dei beni.
Ovviamente avevo già chiesto a due persone Italiane nella sala d’attesa il piacere di testimoniare e firmare le carte.
Al che succede questo, (fatto sconcertante che ha offeso profondamente me e mia moglie).
Nel mentre scambiavo 2 chiacchiere con un ragazzo Italiano vicino al nostro sportello, il “signore” poneva la seguente domanda a mia moglie: “di dove è tuo marito?” (lei ovviamente ha capito “dove è tuo marito?”).
Lei risponde con il suo Italiano traballante e dice: “sta parlando con un signore è qua…” a questo punto mia moglie richiama la mia attenzione al nostro sportello.
Ovviamente capisce abbastanza l’Italiano ma non a “domande tranello” (perché di questo si è trattato!!!).
Al che il “signore”mi chiede: “tua moglie capisce l’Italiano?” e aggiunge…nel caso lei non lo capisca perfettamente NON è possibile firmare la dichiarazione separazione beni!!!
E per finire: “queste sono le regole!” (seccato e irritato).
Comincio a scaldarmi e chiedo al “signore” di dirmi quale tipo di domanda avesse posto a mia moglie e perché.
La conversazione è degenerata e i toni purtroppo si sono alzati alquanto dentro l’ufficio.
Preciso che la stessa situazione è capitata al medesimo ragazzo pochi minuti prima col medesimo “signore”.
La sua “giustificazione” al fatto di non averci concesso questa possibilità è stata, (TESTUALI PAROLE):…”io devo leggere a tua moglie in lingua Italiana il testo a riguardo la separazione dei beni, lei non lo capirebbe e quindi se in futuro succedesse qualcosa io ne risponderei”…..!!!!!!
SEMPLICEMENTE ALLUCINANTE SIGNORI!!!
Questo quanto è accaduto a me e ad un altro Italiano ieri, (13.01.2010) in Ambasciata Italiana a Kiev.
La fortuna di questo “signore” è solo UNA…che sta qua in Ucraina, perché in Italia avrebbe passato il resto dei suoi miseri giorni in tribunale col sottoscritto!
A voi i commenti,…..io non ne ho!!
Saluti da Kiev.







