[BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi ConRAD il venerdì 20 luglio 2012, 11:03

A poco più di un mese dal rientro, di questo bellissimo viaggio, ora purtroppo rimangono solo i ricordi.
Due settimane e 1500 km circa, lunghi rettilinei senza il nulla attorno, tante chiese, pochi e minuscoli villaggi, le celebrazioni del 1° Maggio a Simferopol e Yalta, l’incredibile quantità di SUV di grossa taglia soprattutto in Crimea, le tantissime Lada vecchie di trentanni ma ancora perfettamente funzionanti, la giovane “badante” che avendoci sentito parlare in italiano ci avvicina a Reni e ci racconta della sua triste esperienza a fianco di una anziana signora in Italia, i due poliziotti “in borghese” che ci fermano poco prima del confine moldavo, il signore ucraino a Izmail che avendo visto la nostra bandierina italiana ci affianca e ci racconta del suo rientro “forzato” in Ucraina da Reggio Emilia dal momento che la sua impresa di costruzioni in Italia ormai da tempo era senza lavoro.
E poi il problema della lingua, l’incredibile riparazione alla bicicletta da parte di un meccanico nella città di Mycolaiv che mi ha chiesto meno di due Euro per un lavoro che qui dalle mie parti mi sarebbe costato non meno di trenta, l’eleganza del centro di Odessa, il mio primo bagno in Mar Nero all’altezza di Zatoka e poi, perché mai nasconderlo, la bellezza delle donne ucraine.
La cosa che però più mi ha colpito è stata l’enormità e al tempo stesso “l’assoluta perfezione” dei campi: campi coltivati senza fine, vigneti che si perdono all’orizzonte e nessuno che li coltiva e cura (almeno apparentemente). In quindici giorni non ho visto una sola macchina agricola degna di questo nome, solo sperduti e pochissimi villaggi fatti di quattro case, pochi animali, pochi esseri umani. Per dare una dimensione dico questo: un giorno abbiamo percorso un’ottantina di km e, difficile poterci credere, nel bel mezzo “il nulla più assoluto”. Preciso che la strada da noi seguita era, almeno sulla carta, l’area più densamente “popolata”.
Ora 80 km in una direzione per 80 km nell’altra sono qualcosa come 640.000 ettari!!!
Dalle nostre parti chi possiede una campagna di 40-50 ettari passa per un “signore” ed ha macchine agricole, silos, capannoni, tutto quello che serve insomma.
Ma com’è possibile che da quelle parti ci sia tutto questo ben di dio senza nessuno che se ne occupi? Ho pensato: mica saranno OGM che fan tutto da soli vero? …boh, vediamo un po’ se qualcuno mi aiuta a capire!
Grazie ancora e comunque a quanti hanno voluto condividere con me questa esperienza.
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi uvdonbairo il venerdì 20 luglio 2012, 11:18

Una esperienza sicuramente unica, che avrei voluto fare ma ormai mi accontenterò di farla in auto.

Grazie del tuo racconto e se puoi approfondisci le tue esperienze di viaggio.

:D
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi peterthegreat il venerdì 20 luglio 2012, 14:18

ConRAD ha scritto:La cosa che però più mi ha colpito è stata l’enormità e al tempo stesso “l’assoluta perfezione” dei campi: campi coltivati senza fine, vigneti che si perdono all’orizzonte e nessuno che li coltiva e cura (almeno apparentemente). In quindici giorni non ho visto una sola macchina agricola degna di questo nome, solo sperduti e pochissimi villaggi fatti di quattro case, pochi animali, pochi esseri umani. Per dare una dimensione dico questo: un giorno abbiamo percorso un’ottantina di km e, difficile poterci credere, nel bel mezzo “il nulla più assoluto”. Preciso che la strada da noi seguita era, almeno sulla carta, l’area più densamente “popolata”.
Ora 80 km in una direzione per 80 km nell’altra sono qualcosa come 640.000 ettari!!!
Dalle nostre parti chi possiede una campagna di 40-50 ettari passa per un “signore” ed ha macchine agricole, silos, capannoni, tutto quello che serve insomma.
Ma com’è possibile che da quelle parti ci sia tutto questo ben di dio senza nessuno che se ne occupi? Ho pensato: mica saranno OGM che fan tutto da soli vero? …boh, vediamo un po’ se qualcuno mi aiuta a capire!


Ciao ConRad,

sono sempre tra i primi posti al mondo per la produzione cerealicola, con mezzi di 50 fa,
pensa se avessero le macchine moderne, farebbero sedere il mercato mondiale.

Con la fine dell' Urss, e gia' da qualche anno prima, si e' assistito ad un parziale (secondo me piu' del 70 %) abbandono delle attività agricole, infatti come hai notato la maggior parte dei terreni risulta incolto.
Gli unici posti che si salvano sono dove c'era le presenza di grandi Kolchoz, che continuano a produrre con macchinari d'epoca, e sono veramente poche le le aziende con all' avanguardia.

La prossima volta che fai il giro vengo anch'io la mia Stumpjumper M4 e' gia' sul posto!
Dove son gli impiccatori degli Eroi che non scordiamo?
Dove son gli infoibatori della nostra gente sola?
Ruggirà per noi il leone, di là raglio di somaro.
Eia, carne del Quarnaro! Eja Eja Alalà
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi dreamcatcher il venerdì 20 luglio 2012, 14:52

Conrad,
a distanza di un mese ancra grazie per aver condiviso con noi il tuo viaggio. Parte del percorso come sai mi è familiare e provo una certa emozione nel leggere le tue avventure proprio in quei posti.

Senza nulla togliere al resto dell'Ucraina che tra l'altro non conosco affatto, la zona compresa tra moldavia, romania e a est Odessa credo sia una realtà a se stante. Forse anche perchè la lingua più parlata sembra essere il rumeno, forse perchè sembra quasi che Kiev stessa, intesa come palazzi della politica e dell'economia, si sia dimenticata che esiste. Se è indietro di 60 anni rispetto a noi, lo è di certo di 30 rispetto ad altre parti dell'Ucraina.

E' la campagna più povera, di mezzi, di soldi, di prospettive... ma come dici tu ha un potenziale enorme.

Un paio d'anni fa, credo, è uscita una legge che permette di vendere il terreno (non ne conosco i dettagli, so che se ne era parlato sul forum) e si era temuta un'invasione di imprenditori, sia ucraini che occidentali. Il padre della mia ragazza è un trattorista, lavora in un kolkhoz da sempre... lui ne parlava, di un Italiano venuto a comprare la terra e andato via a mani vuote. Perchè? Perchè nonostante tutto, ancora la terra è considerata la risorsa per eccellenza, l'ancora di salvezza, qualcosa a cui si è troppo legati per cederla a poco costo. Magari le cose cambieranno, anche in fretta, ma per ora è ancora così.

Poco importa che come hai notato tu, sia coltivata coi mezzi di 50 anni fa. D'estate si lavora duro, si impiega lo stesso tempo che si impiegava a i tempi dell'urss, per lavori che ne richiederebbero meno della metà se fossero svolti coi mezzi moderni. Il guadagno è diminuito drasticamente dai tempi dell'Unione sovietica, almeno a sentire mio suocero, sempre più chi è a capo del kolkhoz di campi e agricoltura in genere capisce sempre meno e mira sempre più ad arricchirsi.

L'inverno è il tempo in cui ci si dedica alla manutenzione dei mezzi agricoli, smontandoli, riparandoli, procurandosi i pezzi di ricambio da altri mezzi che ormai non funzionano più. D'estate si lavora, spesso di notte perchè durante il giorno la temperatura su un trattore è insopportabile. Il kolkhoz fornisce il cibo per la pausa pranzo, o un buono per acquistare ad esempio il pane... poi a fine lavoro si viene pagati, sia in base alle ore lavorate, sia in base a quanto si è prodotto. E qui sorgono le difficoltà perchè quantificare il valore della merce, a prescindere dalle tonnellate di grano, è qualcosa di molto arbitrario.
Praticamente nulla viene destinato all'investimento, i macchinari sono da considerarsi nuovi quando qualcuno li dismette da altre zone del Paese e vengono acquistati quasi fossero nuovi.

Ricordo che il papà della mia ragazza raccontava di una volta che il suo kolkhoz aveva "affittato" (che poi somigliava più a un acquisto a rate) un John Deer, nuovo. Erano rimasti tutti a bocca aperta ed entusiasti per il salto di qualità... e invece la gestione dell'azienda completamente sbagliata fece sì che non solo dovettero restituire il John Deer, ma continuarne anche a pagare le rate.

Mi scuso per la lunga divagazione... ma a parlare di campi sento l'odore del pane, il caldo che si alza dalla terra e vedo quelle distese interminabili, perfette e quasi "spontanee" tanto sembra piccolo e impotente chi li coltiva. E pensare che il nostro bimbo già quando aveva 4-5 anni sapeva orientarsi tra quei campi, con i girasoli più alti di lui... La prima volta che mi ricapita di andare in estate la porto la bici!
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi ConRAD il venerdì 20 luglio 2012, 22:16

peterthegreat ha scritto:...la prossima volta che fai il giro vengo anch'io la mia Stumpjumper M4 e' gia' sul posto!
... ah che bello, non sapevo di avere dei potenziali "ciclocolleghi" anche lì sul posto!!

dreamcatcher ha scritto:...mi scuso per la lunga divagazione... ma a parlare di campi sento l'odore del pane, il caldo che si alza dalla terra e vedo quelle distese interminabili, perfette e quasi "spontanee" tanto sembra piccolo e impotente chi li coltiva....

...ma figurati, è stato un piacere condividere questo viaggio anche con te.
PS: ma sai che quando sono arrivato a Kiliya non sono riuscito a capire dove effettivamente fosse la città? :roll:
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi ConRAD il lunedì 23 luglio 2012, 9:27

Lasciando ad ovest la città di Kherson in direzione di Mykolaiv e percorrendo la T1501 lungo il litorale del Dniprovs’ka Gulf , si attraversano tanti piccoli villaggi veramente d’altri tempi dove è comune imbattersi in scene come questa: mucche al pascolo libero e chi, arrivando in bicicletta, con un motorino oppure con la propria lada, si ferma e va a mungere la propria creatura.
Per chi come me che le mucche le vede solo in allevamenti in batteria, per di più in puzzolentissime stalle, questa è una SCENA che veramente ti fa pensare!
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi magma-x il giovedì 26 luglio 2012, 17:55

...bellissimo video! =D>
I templari erano a guardia della verità. - Baietti
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi robertolist il giovedì 26 luglio 2012, 20:02

CONRAD

SEI un mito :DDDD grande viaggio!!

Ps visto i campi sembrano disegnati quanto sono perfetti ; grano e girasoli immense distese, e visto quante
trebbie di colore verde??? :D:D:D
Un posto stupendo d'altro canto l'ucraina è il granaio d'italia :)
Saluti
ROB
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi robertolist il giovedì 26 luglio 2012, 20:05

hOPS IL GRANAIO D'EUROPA :D
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi Neo il giovedì 26 luglio 2012, 21:37

Grande Conrad!

Mi hai fatto venire una gran voglia, di visitare questa parte dell'Ucraina, a me sconosciuta.

Se vuoi ed hai tempo, perché non ci racconti qualche altro aneddoto?
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi ConRAD il sabato 28 luglio 2012, 7:55

Kherson....facili stereotipi: "Donna italiana vista con occhi ucraini" :roll:

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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi ConRAD il giovedì 30 ottobre 2014, 22:58

Buona sera a tutti.
Riprendo il discorso perchè la prossima estate vorrei tornare da quelle parti ... ma con una variante: arrivo a Simferopoli ma invece di dirigermi verso Odessa questa volta punterei ad est in direzione confine russo e poi Caucaso.
Secondo voi la situazione è da ritenersi normalizzata ?? Atterrando a Simferopoli sono in Ucraina o Russia ? Meglio lasciar perdere ? Grazie comunque.
Corrado.
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi valkrav il sabato 22 novembre 2014, 19:54

Prima prova di trovare un volo a Simf
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Re: [BICICLETTA] da Odessa al confine rumeno ...

Messaggiodi Ciorni.voran il domenica 23 novembre 2014, 9:55

Hanno aperto l'aeroporto a Kherson, ci puoi arrivare attraverso la Turchia però immagino costi caro.Per arrivare in Russia devi attraversare obbligatoriamente la linea del fronte.
Il Mondo alla rovescia, quello del male, della follia distruttiva e dell’assurdo è difeso e costruito da un esercito di “medici pietosi”, di anime belle allo specchio, di persone che vanno dove le porta il cuore avendo lasciato la testa a casa.
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