Cronache ucraine

Tutti i problemi nascosti o seminascosti, tutto quello che è fuori dalla sfera della vacanza e del viaggio di piacere.

Re: Cronache ucraine

Messaggiodi andrey il lunedì 29 ottobre 2018, 1:33

Non metto in dubbio la notizia ma c'è una fonte più credibile di un media che si chiama pink news?? :D
Che tra l" altro io che conosco poco l"inglese presenta la multa in rubli e non in hrigna come tradotto da gianmarco
Forse una deformazione di un deputato ex partito delle regioni di zio yano

Per dovere di cronaca ex vice ministro anche nell'ultimo governo yanukovich del 2014
Anno della Rivoluzione della Dignità
Eletto nel blocco della per ora opposizione
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi andrey il lunedì 29 ottobre 2018, 2:04

Copio traduzione
Vilkul suggerisce di sostenere la propaganda dell'omosessualità - una proposta di legge

Mercoledì 10 ottobre 2018, 16:30


Il deputato popolare del "Blocco di opposizione" Alexander Wilkul propone di stabilire responsabilità amministrative e penali per la promozione delle relazioni tra persone dello stesso sesso.

La relativa fattura numero 9183 è registrata nel Verkhovna Rada.

Secondo il memorandum esplicativo, il suo obiettivo è "rafforzare la protezione della morale pubblica, la protezione della famiglia e dei valori tradizionali della famiglia, il rafforzamento della protezione sociale della famiglia e dei bambini".

Vilkul propone di escludere dalla legislazione ucraina i termini "identità di genere, orientamento sessuale", ecc. E per la promozione delle relazioni omosessuali, per essere puniti con multe e persino con la reclusione.

In particolare, per la promozione delle relazioni omosessuali, il deputato del popolo propone di prevedere una multa da 1700 a 17 mila grivna per i cittadini e da 17 mila a 51 mila grivna per le persone giuridiche e gli impiegati.

Per la propaganda durante l'anno , secondo Vilkul, dovrebbe sorgere una responsabilità criminale: dall'arresto fino a 3 anni alla reclusione per 3-5 anni per i cittadini e 4-6 anni per i funzionari .

Quando importa, produce o distribuisce letteratura e promuove relazioni omosessuali sessualmente attive, Vilkul propone di imporre una multa fino a 2.55 mila UAH o di arrestare per un periodo fino a 6 mesi, o la restrizione della libertà fino a 3 anni con la confisca dei lavori.

Per la promozione delle relazioni omosessuali in prodotti cinematografici e video - una multa da 2,55 mila a 5 mila grivna o restrizione della libertà fino a 5 anni con la confisca di film e produzione video.

Per azioni ripetute o propaganda in letteratura o al cinema, commesse sotto la precedente cospirazione, Vilkul propone di essere imprigionato per 3-5 anni.

Inoltre, l'autore del disegno di legge propone di aumentare l'assistenza alla nascita del bambino.

_https://www.pravda.com.ua/news/2018/10/10/7194765/
TEMI: LEGISLAZIONE DI VERKHOVNA RADA DEL BLOCCO DI OPPOSIZIONE DI VILKUL
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi andrey il lunedì 29 ottobre 2018, 2:49

Manca la pena per le relazioni passive :evil:
Credo che se tradotte bene le pene e multe siano un attimino più pesanti
Come la descrizione di tutta la diversità di trattamento
Cittadino, impiegato funzionario, persona giuridica

Interessante storia, visto chi presenta questa legge,
dell'omosessualità in russia

_https://it.m.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27omosessualit%C3%A0_in_Russia
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi RomaLviv il lunedì 29 ottobre 2018, 9:59

Poi dicono che coi russi non hanno niente in comune...
Una faccia una razza.
E quando pensi che sia finita e' proprio allora che comincia la salita.
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi Gianmarco58 il venerdì 2 novembre 2018, 12:26

KIEV, 1 novembre. / TASS /. Il procuratore capo dell'Ucraina, Yuri Lutsenko, ha detto Giovedì che una spedizione di merci dalla Russia al Belgio, più di 3.000 tonnellate, è stata bloccata in porto nella città di Mariupol in Ucraina.
"Oltre 3.000 tonnellate di prodotti realizzati presso l'acciaieria di Alcevsk (LNR), diretti in Belgio da un porto russo sotto la bandiera della Liberia, sono state bloccate nel porto di Mariupol," Questo quanto ha scritto Lutsenko sulla sua pagina Facebook.
Secondo il procuratore capo, ciò è stato fatto per contrastare il finanziamento del terrorismo, aggiungendo che la mossa è avvenuta in risposta alle sanzioni del 1 novembre della Russia contro l'Ucraina.

Fonte: TASS
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi dreamcatcher il venerdì 23 novembre 2018, 19:38

Qui riporto il link a una bruttissima storia purtroppo, la violenza e l'uccisione di una ragazzina di circa 11 anni in un piccolo villaggio, Kozatske, non lontano da Odessa.

h**ps://bessarabiainform.com/2018/11/podrobnosti-zverskogo-ubijstva-devochki-iz-belgorod-dnestrovskogo-rajona-prestupnik-zaderzhan-foto/

Purtroppo non è un caso isolato ed episodi simili sono accaduti anche di recente.
Volevo però evidenziare due aspetti di questa storia.

Il primo, mi ha fatto venire in mente ciò che tante volte ha scritto Gianmarco a proposito della 'gente comune'.
L'assassino, infatti, è stato ospitato dalla famiglia della povera ragazzina, in maniera del tutto disinteressata. Si è presentato lì un giorno, non aveva dove andare e nonostante le condizioni economiche della famiglia fossero disastrate, gli è stato offerto un tetto sotto cui abitare e un letto su cui dormire.
Ecco, penso che quando Gianmarco fa riferimento a questo tipo di solidarietà o a questo tipo di dignità, abbia perfettamente ragione.

Il secondo aspetto è molto più immediato e sotto gli occhi di chiunque abbia voglia di scorrere le foto del villaggio presentate nell'articolo. Non c'è bisogno di leggere che la ragazzina non aveva neanche il certificato di nascita o che in casa sua vivessero una ventina di persone.
E' sufficiente guardare le foto delle case e delle strade per capire, a meno di avere delle fette di kolbaso molto molto affumicato sugli occhi, che esiste anche questa Ucraina.
E che questa ucraina è identica a quella di 30-50-100 anni fa.
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi Gianmarco58 il venerdì 23 novembre 2018, 22:15

E qui c'è da scrivere, molto.
Per prima cosa inviterei tutti coloro che scrivono sul forum ad andare a vedere quelle foto presenti sul link postato da Dream, soffermarsi un po' a guardarle e tenere ben presente quando si legge o si scrive qualcosa su queste pagine che esiste anche questa Ucraina.
Qui gli stipendi e gli aumenti delle pensioni tanto sbandierate dai più ottimisti non esistono, qui non esiste niente e forse non esiste nessuno! Qualcuno resiste.
Ritengo quelle foto molto più eloquenti dei racconti "del villaggio di Dream", diciamo che i suoi racconti sono complementari a quelle foto.
Un cancello, una staccionata, una porta, una finestra, un tetto, un pozzo, un cortile, in un certo momento della loro esistenza erano nuovi, ben verniciati, perfettamente funzionanti e svolgevano perfettamente il compito a cui erano destinati ed erano un buon complemento a uno stile di vita che per quelle persone era "normalna" e che comprendeva la logica interessata manutenzione di tutto ciò che rendeva la loro vita "normalna", appunto.
Oggi non è più cosi, perché?
Perché le cose sono cambiate, il sistema sociale attuale non garantisce un minimo di vita dignitosa e tutto ciò che non è assolutamente indispensabile per vivere non viene considerato. (e per favore non tiriamo fuori la storia della Mercedes perché può succedere ma non fa testo come lo fanno invece quelle foto).
Non so se tutti quelli che scrivono sul forum hanno avuto la possibilità di visitare posti come quelli nelle foto, io si perché li ho dei parenti tra i pochi abitanti rimasti e a conferma "dei bei tempi andati", girando per quei villaggi ti viene indicato che li c'era la scuola, li c'era il circolo col dopo lavoro dove s facevano le feste studentesche, la c'era il bazar, qui viveva tizio e la viveva caio, eccetera. Ti raccontano un villaggio vivo che dopo tanto tempo è diventato quello delle foto.
L'URSS avrà avuto i suoi lati negativi, ma certe fotografie erano molto più belle.
I Vecchi e i Poveri cadono come foglie in autunno in quel degrado dove anche la dignità è scappata dalla disperazione, i giovani vanno a cercare fortuna, alcool e droga altrove, il Paese si svuota, la terra viene abbandonata, anche i cani randagi sono sempre più magri.
Scelte assurde hanno distrutto un mondo che più nessuno è in grado di ricostruire e i soliti noti ne pagano le conseguenze ma... "Ecco s'avanza lo strano soldato, vien dall'oriente non monta destrier, non ha mostrine e galloni dorati è il più glorioso di tutti i guerrier...
Egli saluta col pugno serrato e sul berretto e scolpiti nel cuor, porta una falce e un martello incrociati, son gli embelemi del lavor...
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi dreamcatcher il venerdì 23 novembre 2018, 23:46

Perdonami Gianmarco ma devo precisare una cosa:

Molti di questi villaggi, o dei villaggi che oggi si trovano in queste condizioni, erano ridotti così già ai tempi dell'Unione Sovietica.

Non ho motivo di mettere in dubbio una tua esperienza differente ma nemmeno ho motivo di dubitare di quello che raccontano persone che lì vivono e che io conosco.

Poi si stava meglio quando si stava peggio , va sempre bene

Tralasciando aspetto politico dell'holodomor, per esempio, Non è difficile credere che le condizioni di vita in quel periodo in Molte zone dell'Ucraina fossero peggiori di quanto possa oggi testimoniare Qualsiasi foto di questi villaggi.

Una differenza rispetto ai tempi dell'Unione Sovietica sicuramente c'è e credo che sarai d'accordo con me: età media dei suoi abitanti.

Oggi vivono in queste condizioni prevalentemente anziani e bambini.
Se da un lato questo ha una spiegazione logica, dall'altro evidenza quanto le fasce più deboli della popolazione siano totalmente abbandonati a se stesse.

Questa è una colpa che chi ha il potere in Ucraina si tramanda da decenni, non certo responsabilità solo di Poroshenko e compagnia bella.

Chiedo scusa per gli errori ho scritto col cellulare
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi Ciorni.voran il sabato 24 novembre 2018, 1:04

Negli anni 80 secondo me in molti di questi villaggi si stava meglio.Non nel senso che ci fossero più comodità ma nel senso che c'era una parvenza di vitalità che ora è del tutto scomparsa.Per fare funzionare un teatro o un cinema non ci vuole un grande sviluppo tecnologico o finanziamenti a pioggia.Ci vogliono persone che siano disponibili ad andarci, vita.

C'erano anche molte più attività produttive che oggi sono quasi del tutto scomparse.Più bambini.A un certo punto in URSS la mobilità trasversale era impedita, non si poteva spostarsi a vivere altrove e questo artificialmente obbligava le persone a pensare la propria esistenza nel territorio dove risiedeva.La stabilità nel territorio è il più grande nemico della globalizzazione e delle élite finanziarie che ci dominano in quanto l'uomo sradicato è come un tappo di sughero nel mare forza dieci.Che è il migliore esempio che si possa fare.Perchè per dire che una violenza è terribile ci vuole qualcosa che gli si opponga.Se un'onda di dieci metri va a a sbattere contro al faro, il guardiano del faro (uno dei pochi rimasti :) ) probabilmente si cxxa addosso.Ma il tappo di sughero non si fa niente.La tempesta non fa paura a se stessa e il mare è "progettato" per andare in tempesta in determinate situazioni.Questa può essere l'immagine di ciò che accade oggi.La tempesta non ti distrugge perchè sei un sughero ma è molto improbabile che tu possa esercitare la tua libertà veramente ed efficacemente.

Adesso i villaggi sono ospizi abitati da anziani e pochi giovani che non hanno mezzi sufficienti per trasferirsi nelle città.Alcolismo dilagante in un tessuto sociale completamente disgregato.A metà degli anni 90 uno studente con il sussidio di pochi grivni riusciva a pagarsi un affitto in città assieme ad altri compagni.Oggi questo non è più possibile.Fanno qualche tentativo poi se non hanno qualche risorsa a cui appoggiarsi rientrano "mestamente" nel villaggio.

Quando hanno privatizzato gli immobili chi viveva in città ha aumentato sensibilmente il proprio patrimonio personale mentre chi viveva in campagna no.Chi aveva le terre derivanti dalla spartizione dei kolkoz per il fatto che non hanno mai realizzato la riforma della proprietà agraria al massimo li può affittare per qualche migliaio di grivni all'anno a chi lavora la terra.A volte sono parecchi ettari che costituiscono però una modesta fonte di reddito.Poi chiaramente non tutte le campagne sono uguali, dipende dove sono collocate.

Holodomor andiamo troppo indietro ma negli ultimi 20 anni dell'Urss forse in quei posti si stava meglio di ora anche perchè non posso immaginarmi come si possa vivere peggio di così.Gli ospedali penso siano più indecorosi adesso di quelli che si vedono nei reportage dall'Africa sub-sahariana perchè li almeno qualche organizzazione internazionale ci va.Fa più figo in Africa.Una volta si diceva: " ama il prossimo tuo...", ma prossimo a casa mia significa "colui che ti è vicino" quindi in primis la propria famiglia e poi quelli che vivono attorno a noi.Se tutti si muovessero con questa "logica di prossimità" le cose andrebbero molto meglio per tutti.Invece ci si preoccupa del negro a diecimila chilometri di distanza e per nulla di questa povera gente.

Poi probabilmente c'era un basso livello di invidia sociale.Esistevano famiglie più ricche ma fondamentalmente tutti erano molto livellati in basso.Un dottore amico di mio nipote è riuscito ad andare a lavorare in Israele e gli ha lasciato a disposizione la sua "dom" di due piani.E' vero che non valgono molto ma chi è che lascia la sua casa a disposizione di un amico del figlio?In queste realtà così povere si assiste a gesti di grande altruismo così come ad azioni molto malvagie.E' un po' la storia del letame e del fiore di De Andrè.

Se per vivere meglio si intende solo il "benessere materiale" allora è chiaro che non c'è storia anche se nelle campagne non sarei tanto sicuro che ce ne sia più oggi.Se invece esistesse un "misuratore della felicità" credo che nel loro caso specifico si stesse meglio negli ultimi tempi dell'URSS.Anche se c'è più varietà in certe cose oggi non hanno i redditi per acquistarle.Una coca-cola costa più in campagna che da Tavria o Silpo in città.

Un ex ufficiale Russo che accompagna in giro le mignotte a Parigi sarà più ricco sicuramente ma non so quanto sia soddisfatto della propria vita.Si tratta sempre di trovare un giusto equilibrio che non è mai facile da realizzare per nessuno.Se guardo alla mia famiglia posso affermare con assoluta certezza che mio nonno era molto più felice di me nonostante abbia attraversato due guerre mondiali, abbia sofferto molte più privazioni di me e non abbia mai posseduto queste mirabolanti invenzioni della modernità sfornate a getto continuo.Questo non significa che bisogna rimanere cristallizzati nel passato o fare un elogio del pauperismo ma deve essere uno stimolo a ripensare al proprio modo di vivere alla luce dei tanti problemi che abbiamo oggi e al rapporto corretto che bisognerebbe avere con i beni materiali.E ripensare alla reale condizione dell'uomo come si faceva talvolta in passato.Di fronte alla morte, che presto o tardi arriverà, non abbiamo niente.Tutto quello che abbiamo un giorno ci verrà tolto, è solo una grande illusione.E dobbiamo essere felici di ciò che abbiamo perchè sarà per poco.

Se gli uomini fossero più consapevoli della loro condizione le cose cambierebbero molto.Invece nell'ultimo secolo e mezzo non si è fatto altro che magnificare questo uomo, la grandezza dell'uomo che invece è ben povera cosa.Se si fa così allora si capirebbe che le cose importanti sono altre e non avremmo solo un grande progresso tecnologico che si muove in maniera inversamente proporzionale al livello di felicità dell'uomo che vive in questo mondo.
Il Mondo alla rovescia, quello del male, della follia distruttiva e dell’assurdo è difeso e costruito da un esercito di “medici pietosi”, di anime belle allo specchio, di persone che vanno dove le porta il cuore avendo lasciato la testa a casa.
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi dreamcatcher il sabato 24 novembre 2018, 11:15

concordo su molto di quanto hai scritto.

Ciorni.voran ha scritto:Negli anni 80 secondo me in molti di questi villaggi si stava meglio.Non nel senso che ci fossero più comodità ma nel senso che c'era una parvenza di vitalità che ora è del tutto scomparsa.Per fare funzionare un teatro o un cinema non ci vuole un grande sviluppo tecnologico o finanziamenti a pioggia.Ci vogliono persone che siano disponibili ad andarci, vita.

Verissimo.
Infatti anche nel 'mio' villaggio, come credo nel 99% dei villaggi simili per condizioni generali, funzionavano a pieno ritmo non solo la 'dom kulture', ma perfino la discoteca. Che funzionava sì nei weekend, ma anche nel pomeriggio per permettere ai ragazzini di andarci.
E a beneficio di chi in campagna non c'è mai stato, dico che la discoteca era una stanza con un giradischi o mangianastri, un paio di casse e due luci colorate attaccate al soffitto. Però come diceva Ciorni, piena di vita.

Questa è la parte positiva.
Quella negativa va cercata nella risposta a questa domanda: se si è felici, se c'è vita, se c'è equilibrio e se soprattutto c'è una mentalità per decenni improntata a dare importanza a valori diametralmente opposti a quelli malefici che negli stessi anni muovevano gran parte del resto del mondo; com'è che tutto questo viene lasciato andare, decadere, autodistruggersi?

Non diamo risposte banali.
Faccio un esempio. I nostri vecchi, pur travolti dai cambiamenti occorsi dal dopoguerra in poi, dedicavano il loro tempo ad attività 'inutili' agli occhi dei giovani, ma in realtà preziosissime.
Basti pensare a coloro che volontariamente ripulivano i sentieri dei boschi dalle erbacce, altri che organizzavano le castagnate, altri che preparavano una polenta calda su in montagna, altri che ogni anno si mettevano a realizzare un presepe, ad addobbare due strade dove passava la processione del patrono e via dicendo.

Lì, nulla di nulla. Se nel 1994 s'è bruciata la lampadina della discoteca, oggi non c'è stato uno, giovane o vecchio, che si sia degnato di sostituirla. E non perchè manchino le lampadine.

Allora mi viene da pensare che quel grande amore, o quella grande nostalgia, sia tutta un'idealizzazione del tempo in cui 'comunque non avevo da metterci del mio, se non obbligato a farlo'. Perchè se a una cosa ci tieni, per quanto difficile e per quanto non sia scritto da nessuna parte che ci riuscirai, ti metti d'impegno per preservarla.

Ciorni.voran ha scritto:Adesso i villaggi sono ospizi abitati da anziani e pochi giovani che non hanno mezzi sufficienti per trasferirsi nelle città.Alcolismo dilagante in un tessuto sociale completamente disgregato.A metà degli anni 90 uno studente con il sussidio di pochi grivni riusciva a pagarsi un affitto in città assieme ad altri compagni.Oggi questo non è più possibile.Fanno qualche tentativo poi se non hanno qualche risorsa a cui appoggiarsi rientrano "mestamente" nel villaggio.

Verissimo. O emigrano.

Ciorni.voran ha scritto:Quando hanno privatizzato gli immobili chi viveva in città ha aumentato sensibilmente il proprio patrimonio personale mentre chi viveva in campagna no.

Anche questo, verissimo.

Ciorni.voran ha scritto:Chi aveva le terre derivanti dalla spartizione dei kolkoz per il fatto che non hanno mai realizzato la riforma della proprietà agraria al massimo li può affittare per qualche migliaio di grivni all'anno a chi lavora la terra.A volte sono parecchi ettari che costituiscono però una modesta fonte di reddito.

Qui c'è da fare dei distinguo importanti.

Per quella che è la mia esperienza, paradossalmente il divario sociale in campagna è ancora più accentuato di quanto sia in città.
Dico questo perchè già solo nel mio villaggio ci sono due o tre famiglie che pur vivendo più o meno nelle stesse condizioni del resto abitanti (al netto dei condizionatori, dell'automobile e della lavastoviglie), si ritrovano a maneggiare dei gran soldi, il che gli ha permesso di acquistare appartamenti a Odessa o a Zatoka per esempio.
Anch'essi fonte di reddito, ovvero fonte di ulteriore potere anche in campagna.
Non che con quei soldi ti tolga la soddisfazione di levare anche le mutande al vecchietto che non ha più nulla, ma sicuramente hai un potere contrattuale a livello di zona, di regione, con le istituzioni e quindi con la gente che conta.

Di nuovo, il 90% di questi 'uomini di successo' si guardano bene dal creare qualcosa di utile per il territorio, qualcosa che generi quella vita di cui parlavi. Non investono in un trattore nuovo, tanto per capirci.

E non cambiano la lampadina della discoteca.

Ciorni.voran ha scritto:Gli ospedali penso siano più indecorosi adesso di quelli che si vedono nei reportage dall'Africa sub-sahariana perchè li almeno qualche organizzazione internazionale ci va.Fa più figo in Africa.Una volta si diceva: " ama il prossimo tuo...", ma prossimo a casa mia significa "colui che ti è vicino" quindi in primis la propria famiglia e poi quelli che vivono attorno a noi.

Non posso che concordare al 1000% =D>

Ciorni.voran ha scritto:Poi probabilmente c'era un basso livello di invidia sociale.

Sicuramente. E questo vale per molte altre parti del mondo, non solo per l'Ucraina,

Una cosa però: ciò che a mio parere è cambiato, o sta cambiando molto velocemente, è il modo in cui è percepito l'uomo di successo. Prima era visto molto spesso come una specie di divinità, una persona intoccabile dalle doti fuori del comune.
Oggi è più spesso associato alla figura del ladro, del corrotto. Sempre intoccabile, chiaramente.
Questo però in un certo senso 'autorizza' chi vuole emularlo, a comportarsi alla stessa maniera.
Prima difficilmente un contadino si sognava di poter guadagnare tanti quattrini da poter non solo comprarsi l'auto di lusso ma anche di mettersi a fare il sindaco. Oggi, l'idea è che se ci sai fare, arrivi dappertutto.

Ciorni.voran ha scritto:Se guardo alla mia famiglia posso affermare con assoluta certezza che mio nonno era molto più felice di me nonostante abbia attraversato due guerre mondiali, abbia sofferto molte più privazioni di me e non abbia mai posseduto queste mirabolanti invenzioni della modernità sfornate a getto continuo

Chiaro.

(Poi c'è da capire perchè in un contesto di 'felicità' e di 'basso livello di invidia sociale' si facessero guerra ogni tre per due, mentre oggi dove siamo tutti infelici, egoisti e frustrati non si riesca a dare due pedate nel di dietro non dico al presidente ma nemmeno al capoufficio... )

Ciorni.voran ha scritto:Questo non significa che bisogna rimanere cristallizzati nel passato o fare un elogio del pauperismo ma deve essere uno stimolo a ripensare al proprio modo di vivere alla luce dei tanti problemi che abbiamo oggi e al rapporto corretto che bisognerebbe avere con i beni materiali.E ripensare alla reale condizione dell'uomo come si faceva talvolta in passato.

=D>

Anche questo è un paradosso, se riferito all'Ucraina. Almeno a mio modo di vedere.
E' un concetto intriso di valori cristiani (forse non solo, ma sicuramente cristiani), contrapposto a quello inculcato a generazioni di cittadini sovietici. impavidi eroi pronti a morire per la patria, a sacrificarsi per il lavoro, rassegnati a vivere nelle stesse identiche condizioni fino alla fine dei loro giorni. la dignità della rassegnazione.
L'ho espressa in maniera un po' drastica, ma non penso di essere andato lontano dalla realtà.
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi Forrest Gump il sabato 24 novembre 2018, 12:04

Secondo me c'era più vita nella campagne e "si stava meglio quando si stava peggio" per una semplicissima ragione.
In tutto il mondo o quasi, le campagne si svuotano e le persone si dirigono verso le grandi città.
E' chiaro quindi che nelle campagne si stava meglio prima, quando cioè non si erano svuotate. Non credo invece che la stessa cosa si possa dire delle grandi città, ivi compresa Kiev per l'Ucraina.

Quanto al resto, dato per scontato che oltre un certo reddito minimo "di dignità", cioè quel reddito minimo che ti garantisce di potere mangiare, di potere avere un tetto sotto il quale dormire ed alcuni servizi indispensabili come scuola, sanità, comprare qualche vestito ecc..... più soldi non vuol dire più felicità.
Io per esempio non ho il minimo dubbio nell'affermare che alcuni thailandesi che stanno in costume tutto il giorno aprendo ombrelloni per turisti e flirtando con turiste giapponesi o occidentali, vendendo frutta e poco altro per avere quel minimo sindacale di cui sopra, ammirando il tramonto rosso-arancione ogni singola sera subito dopo la partita di calcetto col resto del mondo e sulla sfondo la musica pre-serata che viene dai localini di fronte.....ecco non ho il minimo dubbio che questa gente sia più felice di tanti europei che guadagnano il quintuplo per stare davanti al pc per 8 - 10 ore al giorni ed obbedire ad un capo spesso poco magnanimo nei loro confronti, poi tornare a casa giusto il tempo di farsi da mangiare e fine della giornata.
"L'uomo saggio aspetta il momento giusto, il pazzo lo anticipa, l'imbecille lo lascia passare". (tratto dal film "Mai arrendersi")
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi Gianmarco58 il sabato 24 novembre 2018, 12:20

Credo che per capire appieno situazioni tipo "la lampadina della discoteca" e simili, bisognerebbe comprendere meglio il significato delle parole "mio" e "nostro/di tutti".
Nel momento in cui un bene non è più "mio" o quantomeno "anche mio", non frega più niente del suo destino a della sua manutenzione che inciderebbe invece sulle "mie" risorse.
E' esattamente il contrario di quello che accade oggi: se una cosa è pubblica (vedi la panchina nel parco) posso distruggerla o rovinarla; se è privata vi si costruisce attorno una recinzione che la renda invisa agli altri, se poi "è mia" la difendo a cannonate.
Se esiste solo il bene pubblico a disposizione di tutti, è ovvio che è interesse di tutti coloro che ne usufruiscono che tale bene sia nelle condizioni migliori possibili.
Non si tratta di idealizzare, ma di concretizzare un'idea.
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi Ciorni.voran il sabato 24 novembre 2018, 14:46

Dovrebbe essere così ma il vizio che sta alla base del ragionamento è sempre quello: L'uomo non è in grado di fare questo perchè la sua natura è "fondamentalmente" corrotta.Presto o tardi vorrà impossessarsi di qualcosa di cui dispone quello vicino a lui.Ci sono luoghi in Italia dove non c'è un metro nemmeno per fermarsi a pisciare.Tutto chiuso, tutto recintato.Eppure in origine non avevano un padrone.Quello è mio,questo l'ho visto prima io, una rete che si sposta un metro in più, una cosa usucapita,una cartolarizzata, una rubata con destrezza, una presa con la violenza...alla fine non c'è più niente di pubblico.

Se la proprietà è di tutti è molto più facile che uno se ne disinteressi piuttosto che la curi.Ci vuole un equilibrio pubblico-privato dove una delle due componenti non prevalga sull'altra. Mentre adesso siamo troppo troppo sbilanciati su quella privata.Questo serve anche a far si che l'economia non prevalga sulla politica che per quanto molto imperfetta è sempre espressione indiretta della volontà popolare.
Il Mondo alla rovescia, quello del male, della follia distruttiva e dell’assurdo è difeso e costruito da un esercito di “medici pietosi”, di anime belle allo specchio, di persone che vanno dove le porta il cuore avendo lasciato la testa a casa.
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi Gianmarco58 il sabato 24 novembre 2018, 16:12

Certo Voran, ma non credo che il problema sia dovuto al fatto che tra pubblico e privato uno prevalga sull'altro, piuttosto è che pubblico e privato non vadano in conflitto fra loro.
Nella terzultima riga del mio post ho utilizzato la parola "solo" che non ho appositamente evidenziato o virgolettato proprio perchè la natura dell'uomo è fondamentalmente corrotta.
Se il "pubblico" (nel senso del bene pubblico) fosse l'unica cosa disponibile perchè il corrispondente privato in quel campo, in quel posto, in quel momento non c'è, anche la natura umana sarebbe rimodellata e si adatterebbe alla circostanza. Se non ti do la possibilità di privatizzare la cosa pubblica, la tua natura corrotta sai dove te la metti?
Se una cosa la usiamo in due, tu ed io, stai pur sicuro che la nostra natura farebbe si che quella cosa sarà da noi ben utilizzata e mantenuta proprio perchè la usi tu, ma la uso anch'io.
Anche questa credo sia natura umana, forse quella originale.
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Re: Cronache ucraine

Messaggiodi dreamcatcher il sabato 24 novembre 2018, 17:37

Gianmarco58 ha scritto:Se non ti do la possibilità di privatizzare la cosa pubblica, la tua natura corrotta sai dove te la metti?
Se una cosa la usiamo in due, tu ed io, stai pur sicuro che la nostra natura farebbe si che quella cosa sarà da noi ben utilizzata e mantenuta proprio perchè la usi tu, ma la uso anch'io.


E invece no. Purtroppo non funziona affatto cosi.

La natura umana mi spingera' a trovare il modo di impossessarmi di cio' che fino ad ora è "nostro". Il primo a fare questo tentativo sara' quasi certamente colui che dovrebbe "impedire di privatizzare". E' fisiologico.

In alternativa, si fara' di tutto per distruggere il bene, purché non sia anche l'altro a beneficiarne, me ne privo anche io.
Pure questo è fisiologico. Semplicemente perché non siamo tutti uguali, e quindi necessita', valori, principi, esigenze non coincidono.
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