Assistenza sanitaria in Italia per iscritti Aire

La gestione della sanità pubblica e privata.

Re: Assistenza sanitaria in Italia per iscritti Aire

Messaggiodi andbod il giovedì 27 ottobre 2016, 8:26

Le cose sono decisamente complesse in tema pensionistico: perchè gli anni versati in Italia facciano cumulo con quelli versati all'estero è necessario che esista un trattato internazionale e, nella maggior parte dei casi, non vengono conteggiati gli importi ma solo le durate. Rimanendo in Ucraina quindi un Italiano che ha lavorato per 20 anni in Italia, pagando magari 100-150.000 Euro di contributi e poi si trasferisce in Ucraina e lavora per altri 10 anni avrà diritto ad ottenere la pensione Ucraina da 80 Eur al mese. Se dovesse tornare in Italia la cosa diventerebbe ancora più complessa perchè invece l'Italia applica il sistema contributivo e quindi andrebbe a conteggiare gli importi versati in Ucraina andando ad erogare una pensione sempre ridicola ma, ancora peggio, non raggiungerebbe il numero di anni minimo previsto per i contributi, visto che tra Ucraina e Italia sono diversi.

Oltre a questi ci sono i casi degli Stati in cui i fondi pensione sono in tutto o in parte privati (in Ucraina sta diventando cosi) che complicano ancora di più le cose per anche il conteggio degli anni di contributi versati in quanto ai fini pensionistici non mi risulta si possano contare i contributi versati ad enti privati.

Di fatto per un Italiano che ha lavorato all'estero in un Paese dove il trattamento pensionistico è meno rilevante rispetto all'Italia, l'unica speranza è la pensione di vecchiaia o la minima anche se magari ha versato centinaia di migliaia di EUR di contribuiti in Italia.
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Re: Assistenza sanitaria in Italia per iscritti Aire

Messaggiodi Kiev69 il lunedì 31 ottobre 2016, 19:01

Ciao Cari,
Alla fine eccomi qui. ) il caro amico di Forrest ero io )) Grazie mille a Forrest che come sempre si distingue per la sua disponibilità e concretezza. Io purtroppo non ero in possesso della password e non ho potuto personalmente inserire il post ed un grazie a Lino per la chiacchierata telefonica.
Degli interventi di cui avevo necessità ho deciso uno di re-inviarlo visto che non è nulla di grave. L’altro invece ho scoperto fortunatamente che la diagnosi fatta a Kiev era frutto della necessità del medico di Kiev di pagarsi le rate del Jeep. Difatti il primario (un noto chirurgo a livello mondiale) è rimasto sbigottito quando gli ho comunicato che a Kiev mi avrebbero voluto operare.
Ma visto che che il post è stato aperto ho pensato di dare qualche info per fare una guida che magari aiuti a chi come me che è stato ingannato dall’ignoranza nel dare alcune cose per scontato gli ha stravolto la vita.
Per comprendere al meglio la situazione dei residenti A.I.R.E, ho trovato un articolo in un blog molto esaustivo che semplifica abbastanza bene la situazione nella gestione sanitaria sul territorio italiano. I residenti in Ucraina appartengono al Caso D (quello più sfigato).

L’AIRE E L’ASSISTENZA SANITARIA: COSA SONO?
Le distinzioni da fare sono due:
1- Quali sono i cittadini italiani residenti all’estero (iscritti A.I.R.E) che hanno diritto all’assistenza sanitaria italiana? Oppure…
2- Quali sono i cittadini italiani residenti all’estero (iscritti A.I.R.E) che perdono l’assistenza sanitaria italiana?
Ti rispondo subito alla prima domanda, e ho deciso di schematizzartela:
Sono beneficiari dell’assistenza sanitaria italiana all’estero, in forma diretta o indiretta, le seguenti categorie:
- I dipendenti delle Amministrazioni Statali.
- Il personale militare italiano, anche di leva, in servizio all’estero.
- Il personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo, in servizio presso le Istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero.
- Il personale degli Enti pubblici che lavora presso gli uffici degli Enti stessi all’estero.
- Impiegati con rapporto di lavoro regolato a legge italiana, o con contributi previdenziali italiani.
- Familiari che seguono il lavoratore all’estero.
- Lavoratori residenti all’estero che hanno un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge italiana per lo svolgimento dell’attività all’estero.
- Religiosi del clero che svolgono attività all’estero.
- Collaboratori familiari al servizio delle rappresentanze diplomatiche e consolari.
- Lavoratori autonomi che svolgono all’estero un’attività lavorativa per periodi di tempo limitato.
- Titolari di borse di studio presso Università o Fondazioni estere legalmente riconosciute.
- Cittadini temporaneamente all’estero, titolari di pensione corrisposta dallo Stato o da Istituti Previdenziali italiani, che documentino attività lavorativa all’estero per conto dello Stato italiano.
- Invalidi di guerra o per causa di servizio residenti all’estero.

E PER TUTTI GLI ALTRI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO?
Premessa: vanno fatte le distinzioni a seconda dei casi, e ti ci accompagnerò per gradi. Parto subito da una regola generale.
Ed è questa:
I cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero, con l’iscrizione all’A.I.R.E, perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana. Questo avviene automaticamente quando ci si iscrive all’A.I.R.E e il Comune Italiano presso cui si era registrati (A.P.R) comunica alla ASL la nuova residenza estera.
Si, hai proprio capito bene!!!
AL MOMENTO IN CUI TI ISCRIVI ALL’A.I.R.E PERDI IL DIRITTO AL MEDICO DI BASE!
Questo perché si presume che tu abbia necessità di un medico curante nel paese in cui risiedi!
Ecco la provocazione della mia domanda iniziale! Ma oltre al medico di base, cos’altro perdi?
Perdi il diritto all’assistenza ospedaliera tramite mutua e all’acquisto dei medicinali dietro pagamento del ticket.
Certo, se vivi in Australia sarebbe impensabile che tu possa chiamare il tuo medico in Italia, e vada a comprare farmaci in Italia!
E in caso di rientro temporaneo in Italia?
Ti tranquillizzo, perché in questo caso, quando torni per un periodo in Italia, se sei iscritto all’ A.I.R.E o se sei titolare di una pensione italiana o emigrante, hai diritto all’assistenza sanitaria da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Ma fai attenzione: l’assistenza sanitaria è limitata alle prestazioni ospedaliere urgenti, per un periodo massimo di 90 giorni nell’arco dell’anno (anche non continuativi) a condizione che tu non abbia una copertura assicurativa, pubblica o privata.
Cosa devi fare quindi? Devi munirti anzitutto di una dichiarazione dello status di cittadino italiano residente all’estero. Ti viene rilasciata dal Consolato Generale, oppure puoi fare un’autocertificazione e con questa procedere alle reiscrizione temporanea presso la ASL!
Quindi, schematizzando le ultime informazioni, nota bene che:
Se sei residente all’estero, quando rientri temporaneamente in Italia hai diritto all’assistenza sanitaria erogata dal servizio sanitario nazionale italiano (SSN), ma con le seguenti limitazioni:
1- L’assistenza è assicurata per un periodo massimo di novanta giorni nel corso dell’ anno solare.
2- L’assistenza è limitata alle sole prestazioni urgenti ospedaliere di malattia, infortunio e maternità.
3- L’assistenza specialistica è limitata alle visite ed accertamenti diagnostici nei presidi ed ambulatori pubblici.
4- L’assistenza ospedaliera è limitata alle prestazioni in forma diretta negli ospedali pubblici e strutture convenzionate.
5- I cittadini residente all’estero che desiderano ottenere le prestazioni sanitarie previste devono, all’arrivo in Italia, registrarsi presso l’ Azienda Sanitaria Locale di temporanea dimora.
Detto questo però, siccome è necessario fare ordine, dopo aver chiarito la regola generale, bisogna entrare nel dettaglio!
Ecco dunque un altro schema!
Infatti, se sei residente all’estero, la seconda importante distinzione da fare è tra:
- Cittadini italiani residenti in Paesi dell’Unione Europea.
- Cittadini italiani residenti in Paesi non appartenenti all’Unione Europea.

E poi, se risiedi in un Paese fuori dall’Unione Europea, va specificata una ennesima distinzione tra:
- Residenti in Paesi con cui vige un accordo bilaterale con l’Italia.
- Residenti in Paesi con cui non vige un accordo bilaterale con l’Italia.

Fatta questa premessa, ti riassumo i casi da tenere d’occhio e nei quali ti accompagnerò passo passo.
Nota bene:
A) Se risiedi all’estero (iscritto A.I.R.E) ma sei un lavoratore italiano in distacco o un pensionato con pensione italiana (da distinguere se in un Paese dell’Unione Europea o extra U.E).
B) Se sei residente (iscritto A.I.R.E) in un Paese dell’Unione Europea.
C) Se sei residente (iscritto A.I.R.E) in un Paese fuori dall’Unione Europea con convenzione bilaterale con l’Italia.
D) Se sei residente (iscritto A.I.R.E) in un Paese fuori dall’Unione Europea, non in convenzione bilaterale con l’Italia.
Può sembrare complicato, ma ora ti spiego, caso per caso, come funziona l’assistenza sanitaria se risiedi all’estero, sei iscritto A.I.R.E, e rientri temporaneamente in Italia.
Quindi..
CASO A
- Sei residente all’estero (iscritto A.I.R.E) ma sei un lavoratore Italiano in distacco oppure un pensionato che percepisce pensione italiana?
Attenzione! Per “lavoratore italiano in distacco” si intende ad esempio il dipendente italiano che ha un contratto di lavoro in Italia e che percepisce lo stipendio in Italia, ma svolge la propria attività in un paese estero.
Ecco le cose devi sapere:
- Se risiedi all’estero in un paese dell’UE, SEE e Svizzera e sei un lavoratore in distacco o pensionato, puoi usufruire della copertura sanitaria italiana, alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato estero in cui risiedi.
- Devi richiedere alla ASL di ultima iscrizione in Italia il Modello S1. Questo modulo consente a te e ai tuoi familiari di usufruire dell’assistenza sanitaria all’estero. Al tuo arrivo nel paese ospitante, consegna il modulo S1 al servizio sanitario locale.
- Se invece risiedi in uno Stato con il quale non è stipulata alcuna convenzione con l’Italia, e sei un lavoratore italiano in distacco, hai diritto al rimborso delle spese sanitarie sostenute nel paese in cui risiedi. Prima della partenza devi farti rilasciare dalla tua ASL l’attestato di diritto, dietro presentazione della documentazione di lavoro all’estero. Quindi dovrai anticipare le spese per le cure sanitarie e chiedere il rimborso allo Stato italiano tramite l’Ufficio consolare all’estero.
- In caso di rientro temporaneo in Italia, se sei un lavoratore in distacco, puoi richiedere l’assistenza sanitaria da parte della ASL di ultima residenza. Hai diritto a tutte le prestazioni di assistenza, ad eccezione del medico di fiducia. Qualora il temporaneo rientro sia per periodi superiori a 30 giorni, puoi invece procedere alla reiscrizione temporanea nella lista degli assistiti del medico di medicina generale.
Poche mosse quindi, e il gioco è fatto!
CASO B
se invece non sei un lavoratore Italiano in distacco all’estero? Per certi aspetti le cose si complicano, per altri si semplificano…ed ora ti spiego perché!
Cosa fare se sei residente (iscritto A.I.R.E) in un Paese dell’Unione Europea?
Attento a questo: Tutti i cittadini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale in Italia (SSN), hanno la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), che permette di accedere ai servizi sanitari nei Paesi dell’Unione Europea.
I paesi sono: l’Austria, il Belgio, la Bulgaria, Cipro, la Croazia, la Danimarca, l’Estonia, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Grecia, l’Irlanda, la Lettonia, la Lituania, il Lussemburgo, Malta, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica Ceca, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia, la Spagna, la Svezia e l’Ungheria.
Oltre a questi ci sono anche i paesi dello Spazio Economico Europeo ossia l’Islanda, Liechtenstein, la Norvegia e, per finire, la Svizzera.
Quindi, tutti i cittadini di questi Paesi hanno la TEAM, e tu, se sei residente in Italia, hai quella italiana, giusto? SI!!!
Ma cos’è la TEAM? Molto probabilmente è un tesserino che hai in tasca! Mi spiego: hai presente la tua tessera sanitaria nazionale italiana nella quale è indicato anche il tuo codice fiscale?
Prendila, guardala, girala!
Bene! Sul retro c’è la TEAM, la tessera sanitaria per l’assistenza all’estero!!! Il retro della Tessera Sanitaria infatti costituisce la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).
E A COSA SERVE LA TEAM?
Consente a tutti i cittadini dell’Unione Europea, che si trovino temporaneamente in un altro Stato Membro, l’accesso ai servizi sanitari del Paese ospite, alle stesse condizioni dei residenti.
Non male direi…E la Tessera Europea di Assicurazione Malattia ha valore anche in caso di gravidanza e parto, e copre quelle prestazioni prima e dopo il parto, che sono considerate medicalmente necessarie.
È importante dire che nel caso in cui tu non abbia ricevuto la TEAM, puoi richiedere alla ASL il “Certificato Sostitutivo Provvisorio di Tessera Europea”.
Ora, abbiamo detto che hai la tua TEAM italiana che ti assicura assistenza sanitaria in altri Paesi dell’Unione Europea. E cosa accade quando ti iscrivi all’A.I.R.E e trasferisci la tua residenza in un altro Paese dell’Unione Europea?
TI DOVRAI ISCRIVERE PRESSO UNA CASSA MALATTIA DELLO STATO ESTERO IN CUI RISIEDI!
In questo modo avrai l’assistenza sanitaria completa del Paese in cui vivi. Ovviamente non potrai più utilizzare la TEAM italiana, ma sarà il Paese in cui risiedi a rilasciarti la nuova TEAM che sarà valida in tutti i paesi, compresa l’Italia.
Quando richiedi di iscriverti presso la Cassa malattia estera, ed ottenere l’assistenza sanitaria in un altro Paese dell’U.E, molto probabilmente ti verrà richiesto il Modello E104.
E’ un modulo che serve a certificare i periodi di assicurazione sanitaria in Italia, in modo che la cassa malattia estera possa iscriverti a partire dalla data in cui termina la copertura assicurativa italiana.
Puoi richiedere il modello E104 (che in Italia sta venendo sostituito dal modello SEDS) alla tua ASL di provenienza.
Per intenderci, quando richiedi il modulo E104, in automatico ti viene revocato il medico di base e la tessera sanitaria italiana non ha più valore.
Generalmente questo avviene al momento dell’iscrizione all’AIRE che, come abbiamo già detto, fa perdere la copertura sanitaria italiana.
Quindi, quando rientri temporaneamente in Italia, devi presentare la TEAM rilasciata dall’Istituzione estera presso la quale sei assicurato.
Direi dunque che la TEAM semplifica molto le cose…
CASO C
Se sei residente (iscritto A.I.R.E) in un Paese fuori dall’Unione Europea con convenzione bilaterale con l’Italia? Primo passo:
I Paesi in cui è in vigore una convenzione bilaterale con l´Italia per l’assistenza sanitaria sono: l’Australia, il Brasile, la Serbia-Montenegro, Bosnia-Erzegovina, il Principato di Monaco – Montecarlo, la Repubblica di Macedonia, la Repubblica di San Marino, l’Argentina, Capo Verde, la Città del Vaticano e la Tunisia.
Se risiedi in uno di questi Paesi, perdi anche il diritto alla Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) che garantisce assistenza sanitaria negli Stati membri dell’UE.
E quando rientri in Italia? Se risiedi in un Paese fuori dalla U.E con convenzione bilaterale con l’Italia, quando rientri per un periodo, puoi iscriverti temporaneamente all’ASL.
E ti specifico che:
- Se hai necessità di cure mediche che durino più di 30 gg, puoi richiedere la reiscrizione temporanea all’ASL con un’autocertificazione.
- Se invece i giorni sono meno di 30 hai diritto a tutte le prestazioni sanitarie eccetto il medico di fiducia.
- In caso d’emergenza per gravi malattie, puoi fare rientro in Italia, cancellarti dall’A.I.R.E. e riscriversi come residente nel Comune Italiano.
Questo perché quando si parla di reiscrizione temporanea è sempre importante attestare il proprio stato di emigrato!
CASO D
Sei residente (iscritto A.I.R.E) in un Paese fuori dall’Unione Europea, non in convenzione bilaterale con l’Italia?
Nota bene: Anche in questo caso, i cittadini italiani che trasferiscono la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia, perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana, all’atto della cancellazione dall’anagrafe comunale (A.P.R) e dell’iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco.
Quando rientri in Italia, per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato, oppure puoi sottoscrivere un atto di notorietà in cui dichiari, oltre al tuo stato di emigrato, anche che non sei in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie.
Al momento del rientro dall’estero, puoi provvedere all’iscrizione temporanea presso la ASL.
In particolare, se il periodo che trascorri in Italia è troppo breve per la reiscrizione nell’elenco del medico di fiducia, hai diritto all’assistenza medico-generica attraverso il sistema delle visite occasionali ed i servizi di guardia medica con oneri a tuo carico, per i quali potrai richiedere il rimborso.
In sintesi dunque, anche in questo caso, puoi contare sulla possibilità della reiscrizione temporanea!

RICAPITOLANDO:
Se sei residente all’estero, quando rientri temporaneamente in Italia, a seconda della tua provenienza e del tuo status hai diritto a:
- Da Paesi UE e con assicurazione sanitaria: alle prestazioni sanitarie necessarie.
- Da Paesi extra UE convenzionati con l’Italia e con assicurazione sanitaria: alle prestazioni previste dalle convenzioni.
- Da Paesi extra-UE in Italia per lavoro e con contributi italiani: all’iscrizione temporanea al Servizio sanitario nazionale, tessera sanitaria provvisoria, scelta del medico se il soggiorno supera i tre mesi.
- Da Paesi extra-UE e emigrato/pensionato con pensione italiana: alle prestazioni urgenti, tessera sanitaria provvisoria per un massimo di 90 giorni l’anno, senza scelta del medico.
- Da Paesi extra-UE e dipendenti di azienda italiana e con contributi italiani: all’iscrizione temporanea al Servizio sanitario nazionale, tessera sanitaria provvisoria senza scelta del medico.
Infine…se vivi all’estero, se ci trascorrerai un periodo inferiore ai 12 mesi, e non hai l’obbligo di iscriverti all’A.I.R.E (trovi tutti i dettagli qui)…

L’articolo è tratto dal sito madreinitaly.info a cura di Francesco Meneghini fondatore del blog che ringrazio per avermi dato la possibilità di pubblicare il loro post.

Adesso la domanda è… che si può fare per risolvere appieno la situazione senza stratagemmi?
Un idea potrebbe essere fondare una pagina Facebook raccogliendo le adesioni per esempio dei residenti AIRE in Ucraina, Russia, Kazakstan ecc.. ed interpellare un partito che si occupi della vicenda in parlamento.
Perché tra un residente in USA e uno in Russia ci sono grandi differenze di standard sanitari.
Potremmo proporre a seguito di un pagamento annuale di una somma di 2/300 euro con attivazione a 6 mesi dal pagamento, l’ottenimento della tessera sanitaria al pari dei residenti italiani. Almeno un residente AIRE potrebbe scegliere, ed alla fine i costi si ammorterebbero con il pagamento dell’assicurazione.

Spero la guida possa essere di aiuto. :))
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Re: Assistenza sanitaria in Italia per iscritti Aire

Messaggiodi Forrest Gump il lunedì 31 ottobre 2016, 19:33

Kiev69 ha scritto:... un grazie a Lino per la chiacchierata telefonica.
Spero la guida possa essere di aiuto.

Grazie a te, molto completa come guida. Spero di doverla tornare a leggere il più tardi possibile :D

Per quanto riguarda Lino, non credo sia un utente registrato, ma gli girerò il tuo ringraziamento.
In bocca al lupo per la tua salute, a quanto pare le cose si sono messe bene o meno peggio :D
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Re: Assistenza sanitaria in Italia per iscritti Aire

Messaggiodi peterthegreat il lunedì 31 ottobre 2016, 19:51

Kiev69 ha scritto:Ciao Cari,
Degli interventi di cui avevo necessità ho deciso uno di re-inviarlo visto che non è nulla di grave.


Meglio cosi,
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per stare bene, mantenersi almeno a 200mt di distanza da un medico.
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