aprire e lavorare in una pizzeria

Come aprire una attivita' di lavoro ucraina, la burocrazia, le problematiche, i consigli, i settori di commercio...

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Messaggiodi osvi il martedì 8 maggio 2012, 15:42

ciao sono osvaldo da 5 giorni sono in ucraina a zaporoge dalla mia compagna ,sono venuto qui per aprire una pizzeria e avri bisogno di avere consigli su come fare ,soprattutto per accorciare i tempi conviene fare una soceta o il dipendente per poter avere il permesso di soggiorno ,visto che qui tutti sanno solo chiedere soldi ma poi non risolvono niete vorrei prendere la strada giusta e se devo pagare che vadano a buo fine ciao grazie aspetto se possibile una risposta urgente.
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi uvdonbairo il martedì 8 maggio 2012, 15:55

Osvi credo che sia meglio se leggi un po di post in questa sezione.

Trovi tutto e anche qualche delusione.

Prima di rispondere leggi tutto.
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi magma-x il martedì 8 maggio 2012, 18:21

...io fossi in te aprirei una soceta di insegnanti di italiano. :lol:
I templari erano a guardia della verità. - Baietti
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi kontecagliostro il martedì 8 maggio 2012, 18:22

Sei partito preparato, a quel che vedo... [-o< [-o< [-o<

Non so se fare un "in bocca al lupo" anche a te o le condoglianze... :D
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi peterthegreat il martedì 8 maggio 2012, 19:35

Ma lo chiedi a noi come si apre un locale in Ucraina?
Prendi la tua donna e vai da un commercialista.
Dove son gli impiccatori degli Eroi che non scordiamo?
Dove son gli infoibatori della nostra gente sola?
Ruggirà per noi il leone, di là raglio di somaro.
Eia, carne del Quarnaro! Eja Eja Alalà
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi andbod il mercoledì 9 maggio 2012, 1:14

Non voglio scoraggiarti ma aprire un'attivita' aperta al pubblico, soprattutto nel settore alimentare, in Ucraina non e' proprio un passeggiata.

A livello normativo non e' un'impresa impossibile ma di fatto, senza le conoscenze giuste, e' molto rischiosa. Non parlo solo di rischi economici tipici dell'attivita' di impresa ma rischi che arrivano all'incolumita' personale propria e dei propri cari. Oltre che informarti da un avvocato e da un commercialista ti conviene informarti sulla realta' locale, sulla disponibilita' delle attivita' gia' presenti a "concedere" l'apertura di un concorrente ma, soprattutto, sulla disponibilita' degli enti amministrativi locali.

Scusami se sono molto crudo ma la realta' dell'Ucraina di oggi e' questa: basta aprire un giornale per vedere quanti imprenditori al giorno (solo nella capitale) finisco vittime di episodi di raiding o, ancora peggio, dei colpi di pistola di ignoti.

Sicuramente e' altamente sconsigliabile aprire un'attivita' a nome di uno straniero : attirera' come il miele tutti gli organi di polizia e di controllo, nonche' portera' tutti i costi (compresi quelle delle consulenze legali e amministrative) a lievitare.

Oltre a questo ti consiglio di leggere in modo molto approfondito i posts esistenti relativi ai requisiti necessari per poter lavorare in Ucraina : non e' proprio una passeggiata e se trovano uno straniero che lavora (per essere considerati lavoratori qui basta essere presenti all'interno del luogo di lavoro o svolgere una qualsiasi mansione anche quella di indirizzo dell'attivita' come proprietario) illegalmente i rischi in capo al direttore dell'impresa non sono trascurabili.
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi osvi il mercoledì 9 maggio 2012, 9:17

vi rigrazio tutti per avermi risposto anche se mi avete demoralizato un po ,sembra che in ucraina non sia mai finita la dittatura. io penso che provero a imergermi in questo labirinto burocratico non o scelta , comumque vi terro informati sul mio cammino grazie ancora a tutti osvi
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi robertolist il domenica 22 luglio 2012, 13:46

Aprire una pizzeria un Ucraina

mmm l'idea potrebbe essere il successo più grande della tua vita o il tuo più enorme fallimento
e la cosa brutta e che non tutto dipenderà da te :))

Ti faccio un grosso in bocca al lupo per uno come te che decide di intraprendere un'attività in Ucraina

Come tutti ti hanno spiegato non sarà una passeggiata ed in più in quanto straniero se non parli russo
ti vedranno come un bancomat vagante oltre che ti ritroverai i controlli più frequenti a chiederti le tasse
più infrequenti a cui dovrai dire di si nel giusto modo per evitare di farti fregare.

Dovrai ungere e far pizze per tante tante persone ma alla fine se saprai farti voler bene e ti saprai inserire
nella collettività dovresti sopravvivere bene

Ti faccio i miei più grandi auguri

ciao

Roberto
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi spikebn il lunedì 23 luglio 2012, 15:21

Non parlo solo di rischi economici tipici dell'attivita' di impresa ma rischi che arrivano all'incolumita' personale propria e dei propri cari. Oltre che informarti da un avvocato e da un commercialista ti conviene informarti sulla realta' locale, sulla disponibilita' delle attivita' gia' presenti a "concedere" l'apertura di un concorrente ma, soprattutto, sulla disponibilita' degli enti amministrativi locali.

Scusami se sono molto crudo ma la realta' dell'Ucraina di oggi e' questa: basta aprire un giornale per vedere quanti imprenditori al giorno (solo nella capitale) finisco vittime di episodi di raiding o, ancora peggio, dei colpi di pistola di ignoti.

scusami Andbod,ma davvero è cosi pericoloso aprire un'attivita in UA? non penso che tutti gli stranieri che hanno investito siano "mafiosi" (nel senso di collusi con la criminalita per "stare tranquilli")....o mi sbaglio?? io ci sono stato solo un mese da turista e non ho avuto questa impressione....
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi spikebn il lunedì 23 luglio 2012, 15:27

poi raga un'altra cosa....tutti voi che risiedete o avete molto a che fare con l'UA dite che è molto difficile per problemi burocratici e corruzione...ma qualcuno di voi ha mai aperto una qualsiasi attivita in italia?? io l'ho fatto e vi assicuro che non è proprio una passeggiata....tra costi,tempo e tutti i vari organi che devono controllare(asl-vvff-comune-inps e altri) altro che corruzione...poi non parliamo della realta dove avevo aperto io (campania)...altro che piccola criminalita...
chiaramente è solo la mia piccola esperienza in italia,ma non credo si distacchi poi di tanto dalla realta ucraina...almeno io credo cosi,poi ovviamente posso sbagliarmi...
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi andbod il lunedì 23 luglio 2012, 18:18

La realta' Italiana e' molto diversa da quella Ucraina e, per molti versi, quella Ucraina e' piu' variegata.

Prima di fare l'imprenditore in Ucraina ho fatto l'imprenditore sia in Italia (per diversi anni e in diverse realta') e in altri paesi del mondo.

Non sono solito fare paragoni con l'Italia per cui lo faro' solo per cercare di far capire quali sono le differenze sostanziali : se parliamo di soli requisiti burocratici per aprire una piccola attivita' economica che non prevede licenza, l'Ucraina e' abbastanza simile all'Italia : entro pochi giorni si puo' avviare un'attivita' e le formalita' non sono molte. Se poi l'attivita' non e' aperta al pubblico e non e' in un settore particolarmente appetibile anche i problemi legati alla criminalita' (prevalentemente di Stato) sono minimi.

Differente il discorso relativo all'amministrazione dell'impresa e alla sua vita di tutti i giorni : se non si e' residenti bisogna "cedere" il controllo dell'azienda ad un cittadino Ucraino che potra' fare dell'azienda praticamente tutto cio' che vuole, con pochissime limitazioni e questo e' il problema piu' grave. Dal punto di vista degli obblighi fiscali non ci sono grandi complessita' e con un consulente esterno preparato si fa tutto.

In Italia invece anche uno straniero puo' amministrare la propria impresa, senza limitazioni (tranne che in alcuni settori) e per le piccole attivita' da ormai diverso tempo non esistono praticamente formalita' amministrative, tenute di registri, bilanci, etc.

Se affrontiamo invece il discorso di imprese di medie dimensioni, aperte al pubblico o, ancora peggio, soggette a licenza, la differenza tra Italia e Ucraina, sempre dal punto di vista burocratico, diventa un abisso.

Prendiamo l'esempo del settore della ristorazione (che in Ucraina non e' tra i piu' complessi per l'ottenimento della licenza) per capire le differenze : per aprire l'attivita' in se' le formalita' sono simili all'Italia : sia va dal notaio, si predispone uno statuto, si danno codici fiscali e documenti e si firma. L'unica differenza e' che in Ucraina bisogna scegliere prima il nome dell'azienda e aspettare di ottenere risposta sul fatto che il nome sia veramente disponibile.

Come in Italia si presenta tutta la documentazione ad uno sportello unico. A differenza dell'Italia e' praticamente impossibile presentare la documentazione da soli : moduli troppo complessi anche per chi ha perfetta padronanza della lingua. Ci vuole un consulente o un avvocato.

Altra differenza sono i tempi : in Italia in un giorno o due l'azienda e' pronta, in Ucraina ci vuole oltre 1 mese.

A questo punto si puo' versare il capitale sociale (che in Ucraina e' piu' ridotto rispetto all'Italia) e qui viene fuori un altro problema : il capitale si puo' "importare" facendo apposita dichiarazione in dogana e quindi versarlo in banca o passare tramite la procedura ufficiale che prevede l'utilizzo di un apposito conto di transito per gli investimenti di capitali stranieri che potranno essere rimpatriati senza costi aggiuntivi al momento della cessazione dell'azienda (ammesso che il capitale sia ancora presente). Il capitale, come in Italia, non e' vincolato e si puo' utilizzare come si crede.

Ovviamente si possono importare/bonificare solo Euro e quindi si e' costretti a cambiarli (perdendo quindi con il cambio) ed in piu' pagando una commissione alla banca generalmente pari all'1% e quindi un'ulteriore percentuale per prelevare dal conto pari a circa il 2%. Anche in questo caso su cifre importanti il 3% rappresenta una "tassa" non da poco.

In caso di capitali di una certa rilevanza l'operazione e' discretamente complessa e spesso c'e' il rischio che, prima ancora di iniziare l'attivita' ci sia "l'interesse" delle autorita' locali.

L'amministrazione anche in questo caso, se non si e' residenti, va lasciata ad un cittadino Ucraino o straniero residente.

Fatto questo avrete "perso" quasi due mesi e speso gia' una somma abbastanza importante oltre al fatto che spesso vi farete del mal di testa per documenti che dovrete firmare nuovamente in quanto non accettati, incomprensibili rifiuti ad accettare dei documenti, etc. In Italia la stessa cosa richiede 2-3 giorni.

Ora ammettiamo che tutto sia andato per il meglio e l'azienda sia pronta : dovete trovare il locale per il ristorante/pizzeria. Di fatto sarete quasi certamente costretti a comprarlo in quanto i contratti d'affitto durano al massimo un anno e, se l'attivita' va bene, l'anno successivo trovere il prezzo duplicato o, se c'e' un concorrente che vuole appropriarsi della vostra attivita', decuplicato. In Ucraina infatti la Legge prevede che la licenza non sia legata all'azienda ma al locale e se ve ne andate dal locale dovrete ottenere una nuova licenza. Ho scritto cosi per semplificare in quanto in realta' esiste una licenza generale per l'attivita' e una per il locale ma in sostanza la licenza per il locale e' quella difficile da ottenere.

Ammesso che il locale sia gia' a norma per chi ha avuto esperienza in Italia con ASL, Vigili del fuoco e Comune si rendera' conto che in Italia e' una passeggiata. In genere in un paio di settimane/tre in Italia si ottengono tutti i permessi e non e' necessario pagare nessun tipo di tangente, solo i diritti previsti ed essere in regola con le normative vigenti. In Ucraina ci vogliono almeno 4-5 mesi (conosco casi in cui dopo 2 anni non e' ancora stata concessa la licenza pur essendo tutto in regola) e bisogna ottenere una serie di permessi tali da scoraggiare chiunque: il numero di documenti necessari variano da attivita' a attivita' e nel corso del tempo ma sono almeno 28.

Se per caso dovete poi mettere il locale a norma i tempi e le complessita' aumentano ancora. Sicuramente durante questo processo vi verranno richieste n volte tangenti e se non le pagate la pratica si blocchera'.

In tutto questo tempo sarete costretti a pagare comunque le tasse, l'affitto, le spese comunali, etc.

Tralascio gli aspetti relativi alle pratiche necessarie presso l'ufficio del lavoro (non tanto diverse rispetto all'Italia), mentre pongo l'accento sulla parte corruzione : si inizia con i controlli sanitari successivi all'apertura : in Italia se si e' in regola nessuno verra' mai a contestare qualcosa e i controlli sono molto rari. In Ucraina i controlli, se non si paga chi di dovere, almeno qui a Lviv, sono quasi giornalieri, cosi come le multe. La normativa e' talmente incoerente che di fatto e' impossibile fare secondo norma, visto che ci sono Leggi che dicono l'esatto opposto l'una rispetto all'altra.

Si prosegue con i controlli della polizia locale che vuole la sua parte per garantire "l'incolumita' del locale", per arrivare ai controlli del corrispondente dell'agenzia delle Entrate che generalmente si paga una volta all'anno sulla base del settore d'attivita' e del volume d'affari.

Se poi la propria attivita' da fastidio a terzi, le possibilita' che finisca vittima di un episodio di raiding o peggio non sono per nulla poche.

Proprio per questo motivo spesso gli Ucraini (e in alcuni casi anche gli stranieri) si affidano a quello che chiamano (tradotto letteralmente) un "tetto", ossia una persona molto influente che, in cambio di una parte del giro d'affari dell'azienda (generalmente slegato dagli utili), garantisce che le pratiche vadano avanti, che non ci siano controlli da parte di nessuno, spesso anche quando l'attivita' non e' in regola.

Tutto cio' premesso, nessuno dice che gli Italiani che hanno attivita' in Ucraina siano dei criminali, dei mafiosi o dei corruttori, spesso non sanno neppure chi viene pagato e perche', semplicemente il consulente che si paga di occupa di tutto, comprese le tangenti, sia in fase di avvio dell'attivita', che in fase di lavoro di tutti i giorni, dico solo che per poter lavorare qui, queste sono le regole.
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi peterthegreat il lunedì 23 luglio 2012, 19:39

andbod ha scritto:A questo punto si puo' versare il capitale sociale (che in Ucraina e' piu' ridotto rispetto all'Italia) e qui viene fuori un altro problema : il capitale si puo' "importare" facendo apposita dichiarazione in dogana e quindi versarlo in banca o passare tramite la procedura ufficiale che prevede l'utilizzo di un apposito conto di transito per gli investimenti di capitali stranieri che potranno essere rimpatriati senza costi aggiuntivi al momento della cessazione dell'azienda (ammesso che il capitale sia ancora presente). Il capitale, come in Italia, non e' vincolato e si puo' utilizzare come si crede.


E se la societa' non e' di capitale ma di persone come le SAS o le SNC ?
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Re: aprire e lavorare in una pizzeria

Messaggiodi spikebn il venerdì 27 luglio 2012, 15:21

and,sto solo immaginando di elaborare un piano di fattibilita per un ristorante o pizzeria in UA....quanto dovrei mettere sotto la voce "corruzione e varie"?? :lol:
grazie delle preziose informazioni... =D> mi sa che se andro a vivere li,lo faro solo da pensionato.. :lol:
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